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Il nervosismo sul fronte commerciale lancia un segnale riguardo ai mercati

T. Rowe Price

Punti essenziali

  • La recente impennata della volatilità, nel clima di preoccupazione legato alle tensioni commerciali fra USA e Cina, indica che le sorti dei mercati nel medio termine saranno pesantemente influenzate dall'esito di questa controversia.
  • Un deterioramento dei rapporti fra i due paesi farebbe scattare probabilmente nuove ondate di volatilità e forse anche un arretramento più grave.
  • Ogni tentativo di "timing" in questo contesto di mercato avrà scarse possibilità di successo. Nei periodi difficili, meglio affidarsi alla selettività per ottenere risultati duraturi.

La fase recente di agitazione dovuta al timore che la guerra commerciale possa degenerare ci ha ricordato chiaramente la grande influenza esercitata dalle relazioni sino-statunitensi sull'economia mondiale. Mentre la crescita degli utili societari tuttora positiva continua a offrire sostegno, insieme alle politiche accomodanti delle banche centrali, qualsiasi segnale di peggioramento sul fronte commerciale potrebbe far scattare nuove ondate di turbolenza o anche una correzione più pesante. In un ambiente di questo tipo, cercare di azzeccare i tempi sul mercato sarebbe molto rischioso, pertanto gli investitori dovranno essere altamente selettivi per superare indenni il difficile periodo che si prospetta.

...mosse e contromosse di questa saga, tra cui l'imposizione di nuovi dazi e una possibile guerra valutaria, hanno il potenziale di turbare i mercati con un effetto diretto e immediato.

Si rinfiamma la controversia commerciale fra USA e Cina   

Quanta differenza possono fare pochi giorni. Per gran parte del primo semestre di quest'anno, gli investitori sembravano certi del fatto che la crescita globale in via di rallentamento sarebbe stata mitigata dalle politiche monetarie espansive negli Stati Uniti, in Europa e nei paesi emergenti. Di fronte all'altalena dei rapporti fra USA e Cina, i mercati hanno scelto di credere che alla fine il buon senso avrebbe prevalso e la situazione si sarebbe risolta, una tesi riflessa dai prezzi degli asset in ascesa.
 

Tutto è cambiato all'inizio di agosto, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato nuovi dazi e la Cina ha subito risposto lasciando svalutare il renminbi, una mossa che ha fatto scattare accuse di manipolazione valutaria da parte degli USA. L'improvviso deterioramento delle relazioni fra i due paesi ha innescato un'ondata di vendite sui mercati, prima che Pechino intervenisse per stabilizzare la valuta riportando in parte la calma. Ogni sensazione di ottimismo sulla controversia commerciale sino-statunitense è stata spazzata via nel giro di qualche giorno.
 

Le successive mosse e contromosse di questa saga, tra cui l'imposizione di nuovi dazi e una possibile guerra valutaria, hanno il potenziale di turbare i mercati con un effetto diretto e immediato. “Visto il ritmo con cui le cose cambiano nel negoziato commerciale, è probabile che ancora per un po' i mercati continueranno a reagire alle notizie e ai tweet", dice Andrew McCormick, responsabile della divisione Fixed Income. "Non ci aspettiamo più uno scenario favorevole."

...la selettività è cruciale per sgombrare il campo dal rumore a breve termine...

La profondità e la complessità della disputa fra Stati Uniti e Cina rende molto difficile prevedere come andranno avanti le trattative da qui in poi. "Ci sono sempre stati due problemi", dice l'analista del debito sovrano Chris Kushlis, "prima di tutto, l'aspetto commerciale in sé, e secondariamente la rivalità geostrategica a più lungo termine, ed è sempre stato molto difficile tenerli su due binari separati. Per un po' è sembrato che fosse possibile definire un accordo strettamente commerciale di portata limitata, ma adesso anche questa soluzione appare improbabile".
 

Quello che farà il presidente Trump da qui in poi dipenderà da ciò che può aiutarlo di più (secondo lui) a essere rieletto l'anno prossimo, sostiene Kushlis: "Cosa è meglio per il presidente Trump: raggiungere un accordo o ergersi a "paladino del paese" sul fronte commerciale e sperare che la Fed tagli i tassi di interesse per salvarlo?" "I cinesi sembrano orientati a puntare i piedi, senza alcuna intenzione di premiare le tattiche di Trump mirate a metterli sotto pressione. Nel complesso, è una situazione che non fa bene a nessuno: non ci sono vincitori assoluti, ma solo perdenti relativi".


Mancanza di consenso sul vigore dell'economia mondiale

L'impatto che potrebbe avere sui mercati un inasprimento delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina dipende in larga misura dal vigore di fondo dell'economia globale. A tale riguardo, in T. Rowe Price le opinioni non sono univoche, il che riflette il potere della diversità di pensiero fra i professionisti degli investimenti.
 

Il responsabile della divisione Global Multi‑Asset, Sebastien Page, sa bene che il ciclo attuale protratto è fragile, ma non vede le condizioni per un crollo pesante. "Pur ammettendo la fragilità di un ciclo in fase avanzata, non rileviamo squilibri speculativi di ampia portata che possano innescare una crisi."


Charles Shriver, condirettore dell'Asset Allocation Committee di T. Rowe Price. Dal suo punto di vista, anche se la volatilità sembra destinata a durare, le condizioni restano favorevoli: "L'ambiente di politica monetaria è positivo, con il taglio dei tassi deciso di recente dalla Fed e la probabilità di ulteriori interventi per compensare la crescita fiacca, l'incertezza commerciale e le condizioni finanziarie più rigide".
 

Altri gestori, in particolare sul fronte obbligazionario, sono più cauti. Quentin Fitzsimmons, senior portfolio manager della divisione Fixed Income, ritiene che una rottura delle trattative potrebbe spingere la fragile economia globale oltre l'orlo del baratro: "La situazione attuale contiene tutti gli ingredienti di una crisi internazionale conclamata, con la confluenza di più fattori - politica USA, politica cinese, il ciclo economico mondiale, l'ascesa del populismo e l'impatto del cambiamento tecnologico su settori chiave. Sono questioni aperte da tempo, ma stanno arrivando alla sfida finale tutte insieme.
 

Vedo delle analogie con il 2007, alla vigilia della crisi finanziaria globale".


Mantenere un approccio strategico a lungo termine

Quando l'incertezza è alta, ogni tentativo di agire con tempismo sul mercato - già rischioso di per sé - è destinato a fallire. In T.  Rowe Price siamo convinti che la selettività sia cruciale per sgombrare il campo dal rumore a breve termine a favore di risultati costanti e duraturi. I nostri gestori vantano una lunga e comprovata esperienza, pari in media a 22 anni nel settore e 17 in T. Rowe Price, il che significa che hanno già affrontato ogni tipo di situazione di mercato. Abbiamo imparato che le fasi di volatilità sono spesso il momento migliore per investire in aziende valide a prezzi attraenti e, nel contesto attuale, stiamo osservando alcune tendenze interessanti.

 



Da tenere d’occhio

L'imprevedibilità della controversia commerciale fra Stati Uniti e Cina rende molto difficile prevedere quali saranno gli sviluppi successivi, ma seguiremo attentamente l'evolversi della situazione. La prossima mossa del presidente statunitense Donald Trump dovrebbe dirci qualcosa sul suo obiettivo a lungo termine: abbasserà i toni per cercare di raggiungere un accordo con i cinesi (nel qual caso, il ciclo economico potrà andare ancora avanti), oppure intensificherà la pressione nel tentativo di ergersi a difensore dell'economia USA in vista delle elezioni presidenziali dell'anno prossimo (e quindi sarà meglio prepararsi a nuove ondate di volatilità)?

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