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Febbraio 2023 / ASSET ALLOCATION VIEWPOINT

Global Asset Allocation: Viewpoints di febbraio

Scopri gli ultimi temi di mercato globali

1. Prospettive di mercato

  • I chiari segnali di un’attenuazione dell'inflazione e di un allentamento delle politiche monetarie riducono le probabilità di un atterraggio duro dell'economia, tuttavia l’inasprimento delle condizioni finanziarie globali fa ancora presagire un rallentamento dei tassi di crescita globali.  
  • La Federal Reserve statunitense ha assunto un tono dovish nel riconoscere che le pressioni inflazionistiche si sono attenuate ma restano elevate, adottando un approccio dipendente dai dati nella determinazione dell’entità dei futuri rilazi.
  • La Banca centrale europea (BCE) ha ribadito il proprio impegno a proseguire con il rialzo dei tassi fino a quando l'inflazione non si sarà avvicinata all'obiettivo del 2%. Dopo la riduzione a sorpresa del controllo sulla curva dei rendimenti, la Bank of Japan ha smentito le speculazioni su un nuovo aggiustamento delle politiche in un contesto di inflazione su massimi decennali.
  • Le economie dei mercati emergenti continuano a beneficiare dell’incremento dei tassi e del rafforzamento del dollaro USA che attenuano le pressioni e offrono una tregua alle loro banche centrali. Malgrado un’incertezza ancora presente, il sentiment nei confronti della Cina è migliorato, con il Paese che sta rapidamente abbandonando le rigide politiche di zero-COVID, offrendo una spinta all'economia globale.
  • Tra i rischi principali per i mercati globali vi sono i passi falsi delle banche centrali, una ripresa dell'inflazione, un calo più marcato della crescita con conseguente atterraggio duro e tensioni geopolitiche.

2. Posizionamento del portafoglio

Al 31 gennaio 2023

  • Abbiamo ridotto la sottoponderazione ai titoli azionari alla luce di prospettive più equilibrate sulla scia di segnali di miglioramento dei trend, tra cui il calo dell'inflazione, l'allentamento del ritmo di restrizione delle banche centrali, la riapertura della Cina e il superamento della crisi energetica in Europa. Sebbene i rischi si siano moderati, le valutazioni continuano a risentire delle aspettative di rallentamento della crescita economica e degli utili.
  • Conserviamo una leggera sovraponderazione sulla liquidità a scapito delle obbligazioni, il che offre rendimenti interessanti e la possibilità di cogliere eventuali opportunità di mercato.
  • Nel comparto azionario sovrappesiamo il Giappone e i mercati emergenti in ragione di valutazioni relative interessanti, del miglioramento del sentiment legato alla riapertura della Cina e delle prospettive di un dollaro USA più moderato. Malgrado il miglioramento delle prospettive per l'Europa, con il continente che è riuscito a schivare il rincaro dei prezzi energetici grazie a un inverno mite, rimaniamo sottopesati nella regione dopo il forte rimbalzo registrato da ottobre.
  • Nell'obbligazionario continuiamo a sovrappesare il debito dei mercati emergenti, dove i rendimenti offrono ancora una ragionevole compensazione per i rischi, nonostante la recente sovraperformance. Rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni societarie investment grade e neutrali sull'high yield, in attesa di un punto di ingresso potenzialmente migliore nel momento in cui l'economia subirà un ulteriore rallentamento.

3. Temi di mercato

Doppietta?

Dopo aver sovraperformato il resto del mondo di oltre il 170% negli ultimi nove anni, tra il 2013 e il 2021, lo scorso anno i mercati azionari statunitensi sono rimasti notevolmente sottotono. Malgrado rendimenti profondamente negativi in diversi mercati globali nel 2022, i mercati al di fuori degli Stati Uniti hanno ampiamente sovraperformato sia in valuta locale sia in dollari, anche in presenza di un biglietto verde persistentemente forte. Ma si tratta di un andamento forse non troppo soprendente alla luce dei fattori positivi apparsi all’orizzonte verso la fine dello scorso anno, tra cui la crescente conferma di un rallentamento delle pressioni inflazionistiche che ha indotto alcune banche centrali a moderare il ritmo dei rialzi dei tassi. In Asia, la Cina ha sorpreso il mondo a inizio dicembre con l'eliminazione delle restrizioni dovute al COVID, mentre l'Europa è sembrata scongiurare una crisi energetica beneficiando di un clima mite e dell’attuazione di misure aggressive volte a tenere sotto controllo i consumi energetici. Il calo dei rendimenti negli Stati Uniti, dovuto al rallentamento dell'inflazione, sta inoltre contribuendo alla flessione del dollaro, fornendo un ulteriore sostegno ai mercati al di fuori degli Stati Uniti, in particolare a quelli emergenti. Sebbene permanga una grande incertezza sulla traiettoria della crescita globale per il 2023, i mercati non statunitensi potrebbero registrare un secondo anno di sovraperformance, grazie a valutazioni relative ancora interessanti, a rendimenti da dividendi più elevati e a esposizioni più cicliche che potrebbero trarre beneficio dalla riapertura della Cina e da prospettive meno negative per l'Europa.

Rieccomi!

In un anno eccezionale in cui i mercati azionari e obbligazionari hanno registrato cali a due cifre, si è parlato molto della morte del tradizionale portafoglio bilanciato 60/40 negli Stati Uniti e della necessità di includere allocazioni a fonti di rendimento meno correlate. La forte crescita dell'inflazione e dei tassi d'interesse dello scorso anno ha portato a un aumento delle correlazioni tra azioni e obbligazioni, che sono scese all'unisono, rendendo le obbligazioni incapaci di svolgere il loro tipico ruolo di contrappeso, in particolare nei periodi di risk-off. Malgrado le correlazioni tra azioni e obbligazioni rimangano elevate, il dibattito sulla morte del portafoglio 60/40 è stato messo a tacere dai solidi rendimenti di azioni e obbligazioni, che hanno portato a un rendimento superiore al 5% per il portafoglio 60/40 nel solo mese di gennaio. Il rally di entrambe le asset class è stato sostenuto dai chiari segnali di un calo dell'inflazione e di una riduzione della stretta monetaria. La nostra analisi ha dimostrato che in periodi storici come quello attuale, in cui l'inflazione è in calo da valori alti, la correlazione tra azioni e obbligazioni può rimanere elevata. Forse le due asset class non sono ancora in grado di fornire una diversificazione, ma se il trend disinflazionistico dovesse confermarsi potrebbero registrare buone performance, salvando il portafoglio 60/40 da uno dei suoi peggiori anni di sempre.

 

Per una panoramica regione per regione, si rimanda alla versione integrale del documento (PDF).

 

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Di Tomasz Wieladek

Tomasz Wieladek Economista internazionale di T. Rowe Price