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Luglio 2022 / INVESTMENT INSIGHTS

Perché la Cina non è solo big tech

Gli indici tradizionali non bastano come punto di riferimento per gli investitori in Cina

La crescita e il forte dinamismo dell’economia e del mercato azionario della Cina continuano a offrire il potenziale per rendimenti interessanti per chi investe attivamente in azioni cinesi. Probabilmente è diventato il mercato azionario più dinamico al mondo, con oltre 6.000 società investibili quotate onshore e offshore. In realtà, la capitalizzazione del mercato azionario cinese è aumentata di circa 25 volte dal 2002 e ora è il secondo mercato azionario a livello globale, in termini di capitalizzazione di mercato. Inoltre, la crescita di azioni quotate cinesi riguarda una serie di settori innovativi.

Nonostante la maggiore ampiezza e profondità del mercato, tuttavia, ci sono alcune grandi aziende che sono arrivate a dominare gli indici azionari della Cina e dei mercati emergenti. Di conseguenza, la maggior parte delle partecipazioni degli investitori in azioni cinesi – detenute tramite fondi cinesi, asiatici o dei mercati emergenti – tende a essere concentrata in un numero ridotto di aziende ampiamente note che hanno già raggiunto lo status di “mega cap”.

Allocazione sbilanciata verso le mega-cap

Attualmente ci sono circa 750 aziende cinesi quotate sull’indice MSCI China, ma questo rappresenta solo circa il 12,5% dell’universo investibile totale. In pratica, l’indice non fornisce una rappresentazione precisa dell’intero ventaglio di opportunità. Inoltre, i primi 100 titoli per capitalizzazione di mercato rappresentano grosso modo uno sconcertante 70% dell’indice MSCI China. 

Figura 1 - Ripartizione della capitalizzazione di mercato per numero di azioni

Dati al 31 marzo 2022

Figura 1 - Ripartizione della capitalizzazione di mercato per numero di azioni

Fonti: MSCI, HKex, FactSet, Wind, Morningstar. Fornitore di
analisi e dati finanziari FactSet. Copyright 2022 FactSet. Tutti i diritti
riservati. 

Per
informazioni su queste informazioni sull’MSCI e Morningstar si rimanda alla
pagina delle informazioni aggiuntive. 

1 I primi 10 fondi cinesi si riferiscono ai fondi dell’universo Morningstar China
Equity, misurati in base all’AuM. 

Le cifre potrebbero non corrispondere al totale a causa degli arrotondamenti.
La liquidità è esclusa dall’analisi. 

La ripartizione della capitalizzazione di mercato dell’universo
cinese si basa sul numero di azioni, mentre quella dell’indice MSCI China e
dell’allocazione media dei primi 10 fondi cinesi si basa sul valore in dollari
degli asset detenuti. 

Anche per quanto riguarda i fondi azionari dedicati alla Cina, dai dati emerge che tendono a gravitare intorno a questo piccolo sottoinsieme del mercato. Se si considera la media dei principali fondi della categoria Morningstar Azionari Cina, risulta che il 50% degli asset sono investiti in queste società a grandissima capitalizzazione. Le restanti oltre 6.000 aziende, un incredibile 99% del mercato investibile, sono ampiamente ignorate. Sebbene molte di queste società ricompenseranno gli investitori e resteranno solide, è questa area trascurata del mercato che, secondo noi, regalerà molte delle storie degli investimenti di successo di domani.

A-share ancora poco rappresentate

Le azioni cinesi possono essere classificate a grandi linee come onshore, A-share, o offshore, principalmente H-share (quotate a Hong Kong) e ADR (American Depositary Receipt). Le opportunità per gli investitori attivi non risiedono solo nelle varie società quotate in ciascun mercato, ma anche nelle diverse basi di investitori che operano in ognuno di essi.

Il mercato delle A-share rappresenta di gran lunga l’universo d’investimento più grande sia per numero di aziende sia in termini di capitalizzazione di mercato, tuttavia questa parte del mercato dinamica e in rapida evoluzione è fortemente sottorappresentata sia nell’indice che in molti fondi cinesi; le H-share continuano a dominare, anche se attualmente rappresentano meno del 20% delle azioni cinesi quotate per capitalizzazione di mercato. D’altra parte, le A-share costituiscono oltre i tre quarti dei mercati azionari cinesi ma solo meno di un quinto dell’indice MSCI China, e grosso modo solo un quarto delle prime 10 partecipazioni in fondi cinesi dedicati alla Cina (vedere fig. 2).

Figura 2 - Ripartizione dell’universo cinese per tipo di azioni

Dati al 31 marzo 2022

Figura 2 - Ripartizione dell’universo cinese per tipo di azioni

Fonti: MSCI, Goldman Sachs, Morningstar. Per informazioni su queste informazioni sull’MSCI e Morningstar si rimanda alla pagina delle informazioni aggiuntive. 

1 Partecipazioni non incluse nelle azioni cinesi. 

2 I primi 10 fondi cinesi si riferiscono ai fondi dell’universo Morningstar China Equity,
misurati in base all’AuM.

Questa sottorappresentazione è importante, non solo in ragione dell’ampia gamma di opportunità d’investimento che le A-share possono offrire, ma anche perché il mercato delle A-share resta fortemente inefficiente a causa della base di investitori prevalentemente retail. Si tratta di un mercato fortemente liquido e ad alta velocità, in cui gli investitori retail locali rappresentano circa il 70% del fatturato del mercato e il periodo di detenzione medio è di circa soli 17 giorni1

Inoltre la mancanza di copertura lato vendite, a parte una manciata di società A-share, serve solo ad aggravare queste inefficienze e comporta errate valutazioni dei prezzi. Le società A-share con una forte capitalizzazione di mercato, compresa tra 5 e 30 miliardi di USD sono coperte, in media, da cinque analisti. Per le società con capitalizzazione di mercato inferiore a 5 miliardi di dollari, la media scende a uno soltanto. Pertanto, riteniamo che il mercato A-share offra agli investitori attivi fondamentali qualificati numerose opportunità di puntare su asset che potrebbero non essere prezzati correttamente2.

Detto questo, il punto non sta solo nelle A-share. Incoraggiamo gli investitori ad adottare un approccio realmente olistico all’universo cinese, in modo da individuare le opportunità migliori nell’intero mercato onshore/offshore e allo stesso tempo ottimizzare la diversificazione e la generazione di alfa.

Le riforme del mercato dei capitali hanno ampliato l’universo investibile 

Un decennio fa, per gli investitori esteri la possibilità di investire nei mercati locali era ancora fortemente limitata, con accesso consentito attraverso un sistema di quote limitato e molto complesso, definito QF-II. Negli ultimi anni, tuttavia, le riforme guidate dal governo cinese volte ad aprire i mercati del paese ai capitali esteri hanno portato al lancio del programma Stock Connect, nel 2014. Questo sistema collega i mercati azionari onshore (Shanghai) e offshore (Hong Kong), consentendo agli investitori esteri di accedere alle azioni locali e agli investitori cinesi locali di accedere ai mercati offshore. Questo ha comportato l’immediato ampliamento dell’universo investibile per gli investitori esteri, e di conseguenza dal 2015 la correlazione tra il mercato delle A-share cinesi e gli indici globali è aumentata notevolmente. La crescita di questa correlazione indica che per gli investitori è diventato più importante puntare sulla diversificazione, in modo da individuare opportunità meno ambite al di fuori delle mega-cap ampiamente partecipate. 

La gamma di opportunità e la possibilità di investire in mercati onshore e offshore consentono agli investitori globali di puntare oggi sui vincitori di domani, prima che raggiungano lo status di mega-cap. Tuttavia, gli investitori che si basano sugli indici convenzionali per definire le dimensioni e la composizione della loro allocazione azionaria cinese potrebbero perdere un’occasione. Le azioni cinesi sono sottorappresentate e poco considerate nei portafogli della maggior degli investitori, molti dei quali sono esposti solo a un numero ristretto delle aziende più grandi e maggiormente partecipate. In realtà, è probabile che la maggior parte di loro abbia già un’esposizione a questi nomi attraverso i portafogli globali emergenti o asiatici esistenti. Sebbene molte di queste mega-cap ricompenseranno gli investitori e resteranno società solide, è la parte del mercato trascurata e altamente inefficiente al di fuori di questo ristretto sottoinsieme che, secondo noi, merita un'analisi più approfondita e presenta un potenziale interessante per una generazione di alfa superiore. Di conseguenza, riteniamo che rappresenti una grande opportunità per l’investitore curioso disposto ad andare oltre l’ovvio. 

1 Fonte: Goldman Sachs 

2 Fonte: Fornitore di analisi e dati finanziari FactSet. Tutti i diritti riservati. 

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