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Luglio 2021 / MARKET OUTLOOK

Global Asset Allocation: approfondimenti di luglio

Scopri gli ultimi trend del mercato

1. Prospettive di mercato

  • L'economia continuerà a crescere a livello globale per tutta la seconda parte dell'anno ma, per effetto di politiche monetarie e fiscali più moderate, viaggerà su ritmi meno sostenuti. 
  • Man mano che il motore della crescita abbasserà il numero di giri, i tassi di interesse a lungo termine faranno fatica a salire, l'inflazione si allontanerà dai recenti picchi e la Federal Reserve inizierà a ridurre le misure di Quantitative Easing (tapering). I tassi a breve, invece, potrebbero cominciare a scontare una politica più restrittiva, con la curva dei rendimenti che inizierà ad appiattirsi.
  • A fronte di un aumento dell'inflazione, le banche centrali dovrebbero muoversi gradualmente verso una stretta, in particolare nei mercati emergenti, anche se la politica monetaria resterà accomodante.
  • Tra i rischi da monitorare, l'evoluzione della pandemia da coronavirus, l'inflazione elevata, i potenziali passi falsi della banca centrale, le tasse più elevate, un contesto normativo più rigoroso e le crescenti preoccupazioni geopolitiche.

2. Posizionamento del portafoglio

  • Continuiamo a essere leggermente sottopesati sull'equity rispetto alle obbligazioni e alla liquidità poiché il profilo di rischio/rendimento delle azioni sembra meno interessante. Inoltre l'equity potrebbe essere vulnerabile a una stretta delle politiche monetarie, alla maggiore volatilità dei tassi, agli elevati livelli di inflazione e ai potenziali aumenti delle tasse.
  • Tra le azioni, continuiamo a privilegiare il value a livello globale, le small cap USA e i titoli dei mercati emergenti, in quanto riteniamo che le società più cicliche continueranno a beneficiare della forte crescita economica e della riapertura delle economie.
  • Per quanto riguarda il reddito fisso, continuiamo a privilegiare le duration più brevi, l'alto rendimento e i titoli più sensibili all'inflazione attraverso un sovrappeso delle obbligazioni high yield, del debito dei mercati emergenti in valuta locale e dei titoli, corporate e governativi, indicizzati al costo della vita.

3. Temi di mercato

Piano con l'austerità

Dopo un avvio a rilento delle campagne di vaccinazione, l'Europa ora sembra avere imboccato la strada giusta, con le aziende che stanno riaprendo e i lockdown che in alcune aree continuano a diminuire. Intanto, mentre la Banca Centrale Europea valuta l'estensione del suo programma di acquisto da 1,85 trilioni di euro, che scadrà a marzo 2022, è stato lanciato un ulteriore piano di stimoli fiscali senza precedenti, l'European Union Recovery Fund, per un valore complessivo di 800 miliardi di euro. E se da un lato il Recovery Fund rappresenta un chiaro segnale di un'unione crescente tra i Paesi membri, dall'altro lato la UE si divide sul ridimensionamento delle politiche monetarie messe in atto durante la pandemia. Leader come Mario Draghi, primo ministro italiano, avvertono che tornare all'austerità troppo presto potrebbe portare a un'altra decade simile a quella successiva alla crisi finanziaria globale. Con l'Europa in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina, tornare subito all'austerità potrebbe impedire al Vecchio Continente di incamminarsi su un percorso di crescita più sostenibile.

Frenare l'entusiasmo

Con una pandemia che potrebbe essere ormai alle spalle, l'indice MSCI All Country World, benchmark dei mercati azionari globali, ha reso quasi il 12% in dollari USA da inizio anno. Ma, poiché i driver che fino a oggi hanno alimentato il rimbalzo della crescita economica globale stanno iniziando a svanire, è difficile immaginare che i mercati azionari continueranno a salire alla stessa velocità. Riteniamo che nella seconda parte dell'anno l'economia viaggerà a un ritmo più blando, la politica monetaria continuerà sulla strada della stretta, gli stimoli fiscali diminuiranno e molto probabilmente le tasse aumenteranno. A tutto questo si aggiunge il fatto che l'equity ha raggiunto valutazioni elevate grazie al sostegno dei bassi tassi di interesse, che i costi dei fattori produttivi sono in aumento e che la crescita degli utili dovrebbe rallentare il prossimo anno. Ciò nonostante, le azioni rimangono attraenti per effetto sia della domanda repressa sia di un'economia che continuerà a crescere, sebbene a ritmi inferiori. Tuttavia, ci potrebbe essere un ritorno della volatilità, con un conseguente calo dei rendimenti azionari.

 

Per una panoramica regione per regione, vedere il rapporto completo (PDF).

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