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Marzo 2022 / OBBLIGAZIONARI

Con i tassi in crescita, investire a livello globale può dar manforte ai rendimenti

La predilezione per il mercato obbligazionario domestico potrebbe precludere alcune opportunità eccellenti

Punti essenziali

  • Sebbene l’invasione dell’Ucraina perpetrata dalla Russia abbia incrementato l’incertezza sui mercati, è improbabile che le banche centrali rinneghino la decisione di contrastare l’impennata dell’inflazione.
  • Ci si attende un incremento repentino dei rendimenti in una fase in cui molte obbligazioni sovrane non possono più fungere da “porto sicuro”, alla luce dei loro rendimenti già esigui
  • La possibilità di investire nei mercati obbligazionari globali offre l’opportunità di trarre vantaggio da politiche monetarie divergenti.

Sebbene l’invasione dell’Ucraina perpetrata dalla Russia abbia incrementato l’incertezza in un periodo già all’insegna della volatilità sui mercati, è improbabile che le banche centrali rinneghino la decisione di contrastare l’impennata dell’inflazione. Dopo una lunga fase contraddistinta da rendimenti molto bassi, ci si attende un repentino incremento dei tassi di interesse. Per gli investitori obbligazionari, questo cambio di paradigma ripropone la seguente annosa questione: in che modo si può aggiungere rendimento a un portafoglio, in maniera tale da non incrementare troppo l’esposizione al rischio tassi? 

Nei prossimi mesi, andremo alla ricerca del rendimento adottando vari punti di vista. In questo articolo, la nostra attenzione sarà rivolta alle modalità con cui gli investitori obbligazionari possono potenzialmente incrementare il rendimento, grazie a una diversificazione fra i vari paesi e mettendo in soffitta la predilezione per il mercato obbligazionario domestico. La maggior parte dei gestori di portafoglio considera le obbligazioni sovrane emesse dal proprio Paese natio alla stregua di tasselli chiave a basso rischio, in ottica di strutturazione di portafogli multi-asset. Le suddette obbligazioni risultano di facile comprensione per gli investitori finali, forniscono un sostegno agli asset più rischiosi all’interno del portafoglio e permettono di evitare il rischio valutario. Tuttavia, riteniamo che vi siano significativi vantaggi nell’investire nei mercati obbligazionari adottando un approccio più spiccatamente globale, e non solo per aumentare il grado di diversificazione.  

Le obbligazioni con rendimenti più contenuti hanno un minor margine di calo

(Fig. 1) In che misura sono scesi i rendimenti di alcune obbligazioni nel 1° trimestre 2020 in 

Le obbligazioni con rendimenti più contenuti hanno un minor margine di calo

Dati all’8 marzo 2022. 

La performance passata non è un indicatore attendibile della performance futura. 

Fonti: Bloomberg Finance L.P. Analisi di T. Rowe Price. I rendimenti illustrati si riferiscono al titolo di Stato decennale standard per ciascuna valuta. 

Per gran parte del periodo post-crisi finanziaria globale, i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono stati tra i più bassi a livello mondiale. I tassi ufficiali della Banca centrale europea sono rimasti vicini o sotto lo zero dal 2012; tale trend a lungo andare ha trainato decisamente al ribasso anche i rendimenti dei titoli di Stato con scadenze più lunghe. 

...i rendimenti bassi hanno posto un freno alla capacità di queste obbligazioni di fungere da “porto sicuro"...

Questo marcato contenimento dei rendimenti ha limitato la capacità dei suddetti titoli di fungere da “porto sicuro” nelle fasi di stress dei mercati, oltre a ridurre il reddito per gli investitori. Durante lo scoppio della pandemia intercorso nel 1° trimestre del 2020, i rendimenti di molti titoli di Stato di riferimento hanno registrato un netto calo (con conseguente rialzo dei prezzi degli stessi titoli, andando così a proteggere il valore dei portafogli in una fase molto critica). Tuttavia, i rendimenti dei titoli che si attestavano già su livelli molto contenuti o prossimi a quota zero, sono diminuiti in misura decisamente inferiore rispetto ai titoli di altri paesi, contraddistinti da rendimenti più elevati (Figura 1). Questo esempio illustra la riluttanza degli investitori ad acquistare notevoli stock di titoli di Stato con rendimenti vicini o sotto lo zero, persino nelle fasi di crisi; inoltre, evidenzia perché i titoli di Stato non domestici, con rendimenti più elevati, possano fungere da valido “airbag” nelle fasi turbolente dei mercati.  

Le obbligazioni indicizzate all’inflazione hanno sovraperformato nel corso dell’ultimo anno

(Fig. 2) Hanno registrato un buon risultato sia in termini assoluti che rispetto alle obbligazioni sovrane a tasso fisso 

Le obbligazioni indicizzate all’inflazione hanno sovraperformato nel corso dell’ultimo anno

Al 28 febbraio 2022. 

La performance passata non è un indicatore attendibile della performance futura. 

Fonti: Bloomberg Global Inflation‑Linked Index hedged to EUR, Bloomberg Global Aggregate Government Index hedged to EUR. Analisi di T. Rowe Price.

Ciò detto, il valore dei titoli di Stato nel loro ruolo di porto sicuro è stato messo in dubbio in tempi recenti. Dall’inizio del 2022, gli investitori hanno osservato un brusco calo nel valore delle partecipazioni azionarie, in concomitanza con il degradarsi del sentiment in seguito all’invasione dell’Ucraina perpetrata dalla Russia e all’impennata dell’inflazione. Le crescenti aspettative inflazionistiche hanno spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari e hanno comportato una più spiccata correlazione positiva tra azioni e reddito fisso, con un timing infelice per gli investitori in cerca di diversificazione.  

In questo scenario, l’asset prediletto a basso rischio potrebbe esser individuato nel debito governativo indicizzato all’inflazione, dove il valore delle cedole e dei pagamenti a scadenza aumenta in funzione dei criteri di valutazione dell’inflazione domestica. Questi titoli hanno registrato un buon risultato negli ultimi mesi, sia in termini assoluti che rispetto ai titoli di Stato a tasso fisso. 

Anche in questo caso, puntare lo sguardo oltre l’orizzonte del mercato domestico può creare delle opportunità, vista la crescente criticità dell’attuale ondata inflazionistica che si ripercuote in gran parte del mondo. Il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada e la Svezia sono tutti grandi emittenti di debito governativo indicizzato all’inflazione.  

Da una prospettiva di gestione del portafoglio, la possibilità di investire nei mercati obbligazionari globali offre l’opportunità di trarre vantaggio da uno scenario, come quello che stiamo vivendo ora, in cui le politiche monetarie si apprestano a divergere. Stiamo trovando posizioni potenzialmente interessanti in alcuni mercati emergenti, dove le banche centrali hanno dovuto implementare un inasprimento della politica monetaria all’indomani della pandemia (a causa della crescente inflazione). Tali mercati sono in una fase più avanzata in termini di ciclo di rialzo dei tassi rispetto ai principali mercati sviluppati, come gli Stati Uniti, l’Eurozona e il Regno Unito, dove la stretta monetaria è ancora in fase di avvio.  

Il debito in valuta locale della Cina è un altro esempio in tal senso. Le previsioni infatti indicano un continuo allentamento monetario posto in essere dalla Bank of China per sostenere la crescita, e non un rialzo dei tassi. Al contempo, le obbligazioni cinesi stanno beneficiando anche dell’inclusione nei principali benchmark del reddito fisso globale. Nella nostra visione, la piattaforma di investimento globale e la competenza specialistica nella valutazione di un’ampia gamma di strumenti obbligazionari giocano un ruolo cruciale nella selezione delle esposizioni. Il nostro intento è di contribuire al soddisfacimento delle esigenze degli investitori, nell’attuale scenario improntato alla volatilità. 

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