POLICY INSIGHTS

Euro Corporate Bond: generare alfa in mercati in evoluzione

David Stanley , Portfolio Manager

Punti essenziali

  • La strategia Euro Corporate Bond sfrutta diverse fonti di alfa e ha ottenuto risultati positivi in molteplici contesti di mercato.
  • Le ottime performance messe a segno dalla strategia su un periodo di 10 anni derivano dall’equilibrio tra convinzioni a lungo termine e approccio flessibile al variare delle condizioni di mercato.
  • Gli interventi della Banca Centrale Europea non ci hanno impedito di trovare opportunità di generazione di alfa, e prevediamo che queste diventeranno ancora più numerose con la fine delle politiche accomodanti.
  • Sebbene offrano rendimenti modesti le obbligazioni societarie in euro sono interessanti rispetto a quelle sovrane, che hanno rendimenti molto bassi, se non persino negativi.

Nell’ultimo decennio i mercati europei delle obbligazioni societarie sono stati interessati da diversi eventi tra cui crisi del debito sovrano, cambiamenti normativi e interventi della BCE. In questo contesto mutevole la strategia Euro Corporate Bond è stata in grado di generare performance costantemente superiori a quelle dell’indice. Il gestore di portafoglio David Stanley illustra il suo approccio all’investimento nei mercati delle obbligazioni societarie investment grade e ci svela quale sarà, stando alle sue previsioni, il futuro per questa asset class.


Q. Come descriverebbe la strategia Euro Corporate Bond?
 

Miriamo a generare alfa costante attraverso la ricerca fondamentale. Siamo riusciti a generare performance positive negli ultimi 10 anni grazie all’applicazione dei seguenti principi fondamentali.
 

  • Puntiamo a fonti di alfa diversificate. La nostra vasta piattaforma di ricerca ci permette di accedere a molte opportunità di investimento. Miriamo a cogliere le correlazioni tra le diverse posizioni, consapevoli del fatto che queste possono cambiare nel tempo e che dipendono dal contesto di mercato. Facciamo in modo che il portafoglio non sia dominato da alcun particolare settore, area geografica, rating e, naturalmente, emittente. In questo modo, l’alfa è determinato da diversi fattori e ciò può contribuire a mantenere bassa la volatilità della performance.

  • Non siamo “beta-dipendenti”. Il nostro lavoro consiste nel prendere delle decisioni attive rispetto al benchmark, ma ciò non significa dover sempre avere una beta elevato. Nel 2018, ad esempio, abbiamo registrato performance superiori malgrado l’ampliamento degli spread. Piuttosto che andare a caccia di rischi, o cercare di evitarli, determiniamo quali sono le posizioni che ricompensano l’assunzione di rischi e, ancora una volta, applichiamo questo approccio a livello settoriale, regionale o dell’emittente.

  • Siamo consapevoli della natura asimmetrica dell’asset class. Investire nell’investment grade presenta chiaramente più svantaggi che vantaggi. Di conseguenza è importante capire e valutare i rischi derivanti dall’acquisto di un’ obbligazione societaria. Siamo convinti che il successo a lungo termine derivi più dallo stare alla larga dai crediti sottoperformanti che dall’andare a caccia di rendimenti più elevati.

  • Rendimenti e roll-down sono cruciali per aggiungere valore. Superare il rendimento del benchmark permette di generare, nel lungo termine, extra-rendimenti. Tuttavia, rendimenti più elevati implicano rischi più elevati, ma preferiamo puntare a opportunità ad elevato information ratio , valutando le opportunità di carry rispetto al rischio e alla volatilità.


(Grafico 1) Generare alfa positivo
 

Rendimenti totali, alfa e ranking rispetto ai peer di ECB
Dati al 31/03/2019

 

La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri.

Alfa definito come performance relativa rispetto al Bloomberg Barclays Euro‑Aggregate Corporate Index coperto nei confronti dell’euro.

Fonte delle performance: T. Rowe Price. La performance del Fondo è calcolata utilizzando il NAV ufficiale con dividendi reinvestiti, se del caso. Il valore degli investimenti può variare e non è garantito. È soggetto alle variazioni del tasso di cambio tra la valuta di base del fondo e la valuta di sottoscrizione, se diversa. Le Commissioni di gestione, le imposte e altri costi localmente applicati non sono stati dedotti, e, ove applicabili, ridurranno i dati di performance.

Fonti: Morningstar e Bloomberg Index Services. Morningstar. ©2019 Morningstar. Tutti i diritti riservati. Le informazioni ivi riportate: (1) sono proprietà di Morningstar e/o dei suoi fornitori di contenuti; (2) non possono essere copiate o distribuite e (3) non sono garantite in quanto ad accuratezza, completezza o tempestività. Né Morningstar né i suoi fornitori di contenuti sono responsabili di danni o perdite derivanti da un qualunque utilizzo di tali informazioni. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.

Bloomberg Index Services Ltd. Copyright© 2019, Bloomberg Index Services Ltd., con licenza di utilizzo.


D. Quali sono stati i principali cambiamenti nel mercato negli ultimi 10 anni?
 

Una delle cose che rende questo lavoro interessante è che il mercato è in costante evoluzione e l’influenza dei driver di performance, come i fattori tecnici o il domicilio dell’emittente (in particolare durante la crisi del debito sovrano), può variare.
 

Uno dei principali cambiamenti è stata l’introduzione di nuove categorie di titoli, come i non‑preferred senior bond, nel settore bancario. La parola “senior” contenuta nella loro denominazione non rende chiari i rischi di questi titoli, dato che si collocano tra le obbligazioni “senior” non garantite e quelle subordinate. Inizialmente, l’intera asset class offriva valori interessanti, data la sua unicità, ma successivamente molte opportunità sono provenute da singoli emittenti specifici.

Una novità alla quale abbiamo messo un po’ di tempo ad abituarci è stata la comparsa di rendimenti negativi per alcune obbligazioni societarie, in seguito ai diversi tagli dei tassi di interesse sulle operazioni di deposito operati dalla BCE, fino al -0,4%. L’idea di comprare un’obbligazione societaria che garantisce una perdita di denaro se detenuta fino a scadenza è chiaramente non appetibile, ed è un concetto al quale io stesso ho opposto resistenza. Tuttavia, alcuni titoli a breve scadenza e di elevata qualità hanno registrato cali dei rendimenti fino a portarsi in territorio negativo e non sono stati venduti automaticamente, dato che il costo negativo derivante dalla detenzione di liquidità può essere più elevato.
 

Una caratteristica preoccupante degli ultimi 10 anni è rappresentata dalla riduzione e dalla fluttuazione della liquidità nel mercato investment grade denominato in euro. Questa situazione è stata in parte determinata dalle esigenze normative imposte alle banche che hanno significativamente ridotto le loro scorte, rendendo più marginale il loro ruolo di market-maker. Analogamente, sembra che diversi operatori del mercato abbiano sempre più adottato visioni a breve termine, accentuando ulteriormente le fluttuazioni dei prezzi ad ogni notizia in grado di influenzare il mercato. Sebbene eventi di questo tipo possano costituire degli ostacoli, continuiamo a considerarli come possibili fonti di opportunità di investimento laddove siamo in grado di beneficiare della nostra capacità di adottare una visione leggermente a più lungo termine.


(Grafico 2) 10 anni ricchi di eventi nei mercati corporate europei

Spread delle obbligazioni corporate europee e principali eventi che hanno interessato il mercato
Dati al 31/03/2019
 

OAS: Option‑Adjusted Spread del Bloomberg Barclays Euro‑Aggregate Corporate Bond Index, FMI: Fondo monetario internazionale, TLTRO: Targeted Long‑Term Refinancing Operation, PAA: Programma di Acquisto di Attività, CSPP: Corporate Sector Purchase Program.

Fonte: Bloomberg Index Services Limted. Analisi di T. Rowe Price.


D. In che modo l’allentamento quantitativo della BCE ha influenzato i mercati nell’ultimo decennio e come vi siete adattati a questa situazione?
 

Il programma di acquisti mensili di obbligazioni societarie della BCE (CSPP) ha prodotto due effetti importanti sul mercato. Il primo è stato quello di innescare un forte restringimento degli spread investment grade, sia per le società idonee ai fini del programma sia per le altre. Il secondo è stato quello di causare una riduzione nella dispersione degli spread e quindi opportunità di valore relativo.
 

La presenza di un grande soggetto acquirente di obbligazioni, insensibile ai prezzi, ha chiaramente avuto un impatto particolarmente distorsivo sul mercato, che non può essere ignorato. L’inclusione (o l’esclusione) ai fini del programma era un fattore importante, ma non al punto da prevalere sui fondamentali societari. Di conseguenza, era importante che i nostri analisti mantenessero il loro approccio bottom‑up basato sui fondamentali. Tuttavia, nella mia posizione di gestore ho sempre guardato con grande attenzione l’impatto tecnico dell’inclusione, che doveva essere preso in considerazione al momento dell’analisi della valutazione relativa.


D. Quali sono state le chiavi della generazione di performance e di alfa negli ultimi 10 anni?


Prima di tutto, ho il vantaggio di potermi avvalere delle risorse di un’eccellente piattaforma di ricerca. I nostri analisti sono cruciali nel fornire molteplici opportunità di investimento e nel contribuire ad evitare i crediti in deterioramento, a meno che la loro detenzione non offra una compensazione adeguata.
 

Sono convinto che per ottenere performance costanti sia necessario diversificare, come già detto, ma anche adottare un approccio flessibile. L’influenza dei driver di performance può variare e questo deve essere riconosciuto e integrato nel processo decisionale. Allo stesso tempo, tuttavia, questi driver non devono andare a scapito dell’analisi creditizia fondamentale.

La flessibilità, inoltre, non ci impedisce di mantenere delle visioni ad elevata convinzione sul lungo termine, in un’ottica di generazione di alfa. Ad esempio, abbiamo identificato diverse opportunità interessanti nel settore bancario durante la crisi sovrana europea. Sono posizioni che hanno registrato perdite nel breve termine subito dopo essere state aperte, ma che hanno significativamente contribuito alla performance nei mesi successivi.
 

Infine, il focus sulla gestione del rischio è fondamentale ed è parte integrante del processo di costruzione del portafoglio. Ciò avviene sotto diverse forme che includono la diversificazione, il monitoraggio quantitativo delle fonti di rischio e di alfa e la gestione del rischio di liquidità. Un ultimo fattore - ma non meno importante, anzi probabilmente più difficile da realizzare - è il mantenimento di un approccio rigoroso che implica, ad esempio, di non affezionarsi troppo a determinate posizioni e di prendere la difficile decisione di chiudere le posizioni sottoperformanti e “andare avanti”.

Le obbligazioni investment grade dovrebbero sempre, e spesso accade, giocare un ruolo nei portafogli obbligazionari, a prescindere dalle condizioni di mercato.
- David Stanley Portfolio Manager

D. Quali sono le sue attuali prospettive per il mercato?
 

Le nostre prospettive per il mercato delle obbligazioni societarie in euro sono diventate più caute in seguito al forte restringimento degli spread nel 1° trimestre dell’anno, che ha fatto seguito alle decisioni delle banche centrali, con l’inversione di rotta della politica monetaria della Fed e l’annuncio da parte della BCE, in seguito a una serie di deboli dati economici, che i tassi rimarranno agli attuali livelli almeno fino alla fine del 2019 e che la banca è pronta ad intervenire se si dovessero rendere necessarie ulteriori azioni. La propensione al rischio e il calo dei rendimenti governativi hanno portato a una forte domanda di prodotti a spread.
 

L’attuale contesto di bassa crescita, bassa inflazione e bassa volatilità è ottimo per il credito investment grade ed è possibile che gli spread si restringano ulteriormente. Tuttavia, riteniamo che il potenziale di restringimento sia limitato, e il mercato è vulnerabile sia a un ulteriore rallentamento sia a una ripresa della crescita economica globale. Il primo potrebbe avere un effetto negativo sui fondamentali societari, mentre una ripresa dei dati economici, particolarmente negli Stati Uniti, potrebbe portare a un’inversione di tendenza delle attuali aspettative positive sui tassi di interesse positivi e della propensione al rischio.

Di conseguenza, preferiamo continuare ad evitare di assumere ingenti posizioni correlate all’andamento dei mercati nel portafoglio, privilegiando quelle idiosincratiche e a valore relativo.


D. Quale ruolo dovrebbero svolgere le obbligazioni investment grade nei portafogli degli investitori in futuro?
 

Il reddito e la diversificazione sono i due principali vantaggi di questa asset class. Le obbligazioni investment grade dovrebbero sempre, e spesso accade, giocare un ruolo nei portafogli obbligazionari, a prescindere dalle condizioni di mercato. I rendimenti sono attualmente bassi su base assoluta, tuttavia un portafoglio di società diversificate fornisce ancora rendimento incrementale, con un modesto rischio aggiuntivo, rispetto al rendimento basso, e in molti casi negativo, dei titoli di Stato e della liquidità.
 

Le obbligazioni societarie europee presentano anche diverse opportunità di generazione di alfa per i gestori attivi. Con la fine del programma di acquisti di obbligazioni societarie da parte della BCE, prevediamo una maggiore dispersione degli spread in futuro. Ciò condurrà molto probabilmente a un aumento equivalente della volatilità. Tuttavia non è qualcosa di cui si debba avere timore, dato che la volatilità porta con sé opportunità, quindi ben venga!


Da tenere d’occhio

Siamo convinti che le prospettive economiche determineranno sempre più l’andamento del mercato. Malgrado i dati inferiori alle aspettative agli inizi del 2019, riteniamo che l’economia dell’Eurozona abbia le potenzialità per migliorare. L’orientamento accomodante della BCE, la crescita dei salari nazionali, e le politiche di bilancio più espansive in alcuni paesi dovrebbero permettere una stabilizzazione della crescita. Segnali che le misure di stimolo in Cina stanno avendo il loro impatto sull’economia rappresentano inoltre un altro fattore positivo. Tuttavia, rischi come la Brexit e il protezionismo commerciale globale potrebbero avere un impatto negativo sul sentiment.
 

(Grafico 3) Performance

Euro Corporate Bond Composite.
Dati al31/03/2019, importi calcolati in euro.

 

La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri.

I rendimenti lordi includono le commissioni di gestione e di ogni altra commissione, ove applicabile, ma al netto delle spese di negoziazione. La performance al netto delle commissioni riflette la deduzione delle commissioni di gestione applicabili più elevate (“Commissione Modello Netta”) che sarebbero applicate sulla base dello schema commissionale contenuto nel presente materiale, senza il vantaggio dei breakpoint. I rendimenti lordi e netti riflettono in reinvestimento dei dividendi e sono al netto delle trattenute alla fonte non recuperabili sui dividendi, dei redditi da interessi e delle plusvalenze.

*La linea riguardante il Valore Aggiunto mostra il composito Euro Corporate Bond (al lordo delle commissioni) meno il benchmark riportato nella linea precedente.

Le valutazioni e le performance sono calcolate in dollari USA e convertite nella valuta riportata. Per la conversione dei dollari USA dei rendimenti, benchmark, dispersioni e/o dati sugli asset viene applicato sistematicamente lo stesso tasso di cambio. I rendimenti totali in valute diverse dal dollaro USA sono calcolati correggendo la performance in dollari USA per la variazione percentuale del tasso di cambio dollaro USA/valuta estera (determinato da un soggetto indipendente terzo) per gli specifici periodi di tempo.

Fonte dei dati dell’indice Bloomberg Barclays: Bloomberg Index Services Ltd. Copyright© 2019, Bloomberg Index Services Ltd., con licenza di utilizzo.


Informativa GIPS®
Euro Corporate Bond Composite.

Periodo terminante il 31/03/219
Gli importi sono riportato in euro

 

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Riflette la deduzione delle commissioni di gestione applicabili più elevate, senza il vantaggio dei breakpoint. Il rendimento sull’investimento e il valore del capitale investito sono soggetti a variazione. La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri. La performance composita mensile è disponibile su richiesta. Si vedano in seguito gli ulteriori dettagli inerenti al calcolo della performance al netto delle commissioni.

T. Rowe Price (TRP) ha predisposto e presentato questo documento conformemente ai Global Investment Performance Standards (GIPS®). La società è stata sottoposta a revisione indipendente per il ventiduesimo anno consecutivo conclusosi il 30 giugno 2018 da parte di KPMG LLP. La relazione sulla revisione è disponibile su richiesta. La revisione intende appurare se: (1) la società ha ottemperato a tutti i requisiti inerenti alla costruzione dei compositi previsti dagli standard GIPS a livello consolidato e (2) le politiche e procedure societarie sono concepite per calcolare e presentare le performance in maniera conforme agli standard GIPS. La revisione non assicura l’accuratezza di nessuna specifica presentazione relativa al composito.

T. Rowe Price (TRP) è una società statunitense di gestione degli investimenti dotata di diversi consulenti agli investimenti e registrata presso la Securities and Exchange Commission statunitense, la Financial Conduct Authority britannica e altri organi di regolamentazione in vari paesi, e si presenta in tale veste ai clienti potenziali ai fini GIPS. Sempre ai fini GIPS, TRP si definisce inoltre un gestore d'investimento discrezionale che offre i suoi servizi principalmente ai clienti istituzionali in relazione a diversi mandati, i quali comprendono strategie statunitensi, internazionali e globali ma escludono i servizi della divisione Private Asset Management. Il livello minimo di patrimonio per i portafogli azionari al fine di essere inclusi nel composito è di 5 milioni di dollari USA; prima del gennaio 2002 tale limite era fissato a 1 milione di dollari USA. Il livello minimo di patrimonio per i portafogli a reddito fisso e asset allocation per essere inclusi nel composito è di 10 milioni di dollari USA; prima dell’ottobre 2004 il minimo era di 5 milioni di dollari USA, e prima di gennaio 2002 tale limite era fissato a 1 milione di dollari USA. Le valutazioni e le performance sono calcolate in dollari USA e convertite in euro. Per la conversione dei dollari USA dei rendimenti, benchmark, dispersioni e dati sugli asset viene applicato sistematicamente lo stesso tasso di cambio. I rendimenti totali in valute diverse dal dollaro USA sono calcolati correggendo la performance in dollari USA per la variazione percentuale del tasso di cambio dollaro USA/valuta estera (determinato da un soggetto indipendente terzo) per gli specifici periodi di tempo.

I rendimenti lordi includono le commissioni di gestione e di ogni altra commissione, ove applicabile, ma al netto delle spese di negoziazione La performance al netto delle commissioni riflette la deduzione delle commissioni di gestione applicabili più elevate (“Commissione Modello Netta”), che sarebbero applicate sulla base dell’appropriato schema commissionale per il cliente ai sensi di questo mandato, senza il vantaggio dei breakpoint. I rendimenti lordi e netti sono al netto delle trattenute alla fonte non recuperabili sui dividendi, i redditi da interessi e le plusvalenze. A partire dal 30 giugno 2013, le valutazioni di portafoglio e la massa in gestione vengono calcolate in base al prezzo di chiusura dei titoli nei rispettivi mercati. Precedentemente, i portafogli che detenevano titoli internazionali potevano subire rettifiche legate alle contrattazioni after hour. Le politiche relative alla valutazione dei portafogli, al calcolo delle performance e all'allestimento di presentazioni conformi sono disponibili su richiesta. La dispersione è data dalla deviazione standard dei rendimenti di portafoglio ponderati per le attività rappresentati all'interno di un composito per l'intero esercizio annuale. La dispersione non viene calcolata per i compositi con un numero di portafogli pari o inferiore a cinque.

Alcuni portafogli possono negoziare future, opzioni e altri derivati potenzialmente ad alto rischio, che di norma rappresentano meno del 10% di un portafoglio.

I benchmark vengono ricavati da fonti di pubblico dominio e possono prevedere metodologie di calcolo, orari di fissazione dei prezzi e fonti dei tassi di cambio diversi rispetto ai compositi.

La politica in materia di compositi richiede la temporanea rimozione dei portafogli che registrino flussi significativi di liquidità in ingresso o in uscita pari o superiori al 15% delle attività del portafoglio su iniziativa di clienti. La temporanea rimozione di tali conti avviene all'inizio del periodo di misurazione nel quale si verifica il flusso di cassa rilevante, e il conto rientra nel composito l'ultimo giorno del mese nel quale si è verificato il flusso di cassa. Ulteriori informazioni relative al trattamento dei flussi di cassa significativi sono disponibili su richiesta.

L'elenco societario delle descrizioni dei compositi e/o la presentazione conforme agli standard GIPS® sono disponibili su richiesta.

Schema commissionale

Euro Corporate Bond Composite. L’Euro Corporate Bond Composite mira a ottenere reddito corrente e crescita del capitale principalmente attraverso investimenti in titoli obbligazionari societari denominati in euro. La strategia può investire in azioni privilegiate e altri titoli di debito trasferibili, tra cui quelli emessi da governi di paesi dell’Eurozona. (Creato nel giugno 2001)

 

1Allo schema commissionale viene applicato un credito transitorio quando il patrimonio scende al di sotto del breakpoint.


Rischi
-Riportiamo di seguito i rischi che rivestono importanza significativa per il portafoglio:

Rischio paese (Russia e Ucraina): in questi paesi, i rischi associati alla custodia, alle controparti e alla volatilità di mercato sono più elevati che nei paesi sviluppati.

Rischio di credito: il valore di un’obbligazione o di un titolo del mercato monetario può diminuire in seguito a un deterioramento delle condizioni finanziarie dell’emittente.

Rischio d’insolvenza: gli emittenti di talune obbligazioni potrebbero non essere in grado di pagare le cedole o rimborsare il capitale.

Rischio associato ai derivati: i derivati potrebbero esporre il comparto a perdite nettamente superiori al costo del derivato.

Rischio associato ai mercati emergenti: i mercati emergenti sono meno consolidati rispetto ai mercati sviluppati e quindi comportano rischi più elevati.

Rischio di tasso d'interesse: normalmente il valore delle obbligazioni diminuisce all'aumentare dei tassi d'interesse. In genere questo rischio è maggiore all’aumentare della scadenza di un investimento obbligazionario e della sua qualità creditizia.

Rischio di liquidità: potrebbe diventare difficile valutare o vendere alcuni investimenti nel momento e al prezzo desiderati.

Rischio di concentrazione settoriale: se un portafoglio investe una quota significativa delle sue attività in un particolare settore economico (o, nel caso dei portafogli obbligazionari, in un particolare segmento di mercato), la sua performance sarà maggiormente influenzata dalle condizioni che incidono su tale settore o segmento del mercato del reddito fisso.

 

Rischi generali del Portafoglio

Rischio di capitale: il valore degli investimenti può variare e non è garantito. È soggetto alle variazioni del tasso di cambio tra la valuta di base del portafoglio e la valuta di sottoscrizione, qualora diversa.

Rischio di controparte. Un'entità con la quale il portafoglio effettua operazioni potrebbe non essere disposta o in grado di adempiere ai propri obblighi nei confronti del portafoglio.

Rischio di concentrazione geografica. Qualora un portafoglio investa una quota significativa delle proprie attività in una determinata area geografica, la sua performance dipenderà maggiormente dagli eventi che si verifichino in tale area.

Rischio associato alla copertura. I tentativi di un portafoglio di ridurre o evitare determinati rischi possono non produrre i risultati desiderati. Rischio associato al portafoglio. L’investimento in portafogli implica determinati rischi cui un investitore non sarebbe esposto se investisse direttamente nei mercati.

Rischio di gestione. Il gestore degli investimenti o gli organismi da esso designati possono ritenere che i loro obblighi verso un portafoglio siano in conflitto con i loro obblighi verso altri portafogli da essi gestiti (anche se in tali casi tutti i portafogli verrebbero trattati in modo equo).

Rischio operativo. Eventuali errori operativi possono comportare l’interruzione delle operazioni del portafoglio o generare perdite finanziarie.


201905‑839074
 

Informazioni importanti

I Fondi sono comparti di T. Rowe Price Funds SICAV, una società d’investimento a capitale variabile di diritto lussemburghese, registrata presso la Commission de Surveillance du Secteur Financier e qualificata come organismo d’investimento collettivo in valori mobiliari (“UCITS”). I dettagli completi relativi a obiettivi, politiche di investimento e rischi si trovano nel prospetto informativo disponibile con i documenti contenenti le informazioni chiave per gli investitori in inglese e nella lingua ufficiale delle giurisdizioni in cui i Fondi sono autorizzati per la vendita al pubblico, assieme agli  statuti e alle relazioni annuali e semestrali (insieme denominati “Documenti del Fondo”). Ogni decisione d'investimento deve essere presa sulla base dei Documenti del Fondo disponibili gratuitamente facendone richiesta al rappresentante locale, all’agente  locale per le informazioni/i pagamenti o ai distributori autorizzati, oltre che sul sito www.troweprice.com.

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