Agosto 2025, Aggiornamenti periodici
Le tariffe sono state un fattore determinante per l'indice S&P 500 fino a luglio, quando il mercato azionario ha guadagnato terreno nonostante l'incertezza sulle tariffespecifichedel settore e sulla capacità degli Stati Uniti e dei principali partner di definire in tempo un nuovo quadro commerciale (Figura 1). I fattori che determinano questa divergenza sono importanti da comprendere per valutare il contesto politico e di mercato.
12 mesi conclusi il 29 luglio 2025. I rendimenti passati non sono una garanzia o un indicatore affidabile di rendimenti futuri.
* L'indice Bloomberg U.S. Trade Policy Uncertainty Index è stato invertito in questo grafico. Una linea inclinata verso il basso indica un aumento dell'incertezza commerciale degli Stati Uniti; una linea crescente indica una diminuzione dell'incertezza commerciale degli Stati Uniti.
Fonti: Bloomberg Finance L.P. e Standard & Poor's. Vedere le informazioni aggiuntive.
L'entità e l'ampiezza dei dazi specifici per paese che il Presidente Trump ha svelato il 2 aprile hanno turbato i mercati, così come l'apparente volontà dell'amministrazione di accettare una debolezza economica a breve termine in cambio di cambiamenti strutturali a lungo termine nell'economia.
Sebbene le tariffe rimangano al centro della politica commerciale del presidente, il dogmatismo iniziale dell'amministrazione sembra aver lasciato il posto a un approccio più pragmatico. I ritardi e le riduzioni dei dazi estremi, così come gli accordi commerciali degli Stati Uniti con i principali partner (Figura 2), hanno attenuato le preoccupazioni del mercato nel breve termine.
In particolare, i primi accordi commerciali hanno fornito un manuale di gioco per altri Paesi che cercano di negoziare con l'amministrazione Trump e hanno contribuito ad ancorare le aspettative del mercato sulla possibile destinazione delle tariffe. Gli accordi successivi hanno seguito uno schema simile: un'aliquota tariffaria compresa tra il 10% e il 20%, insieme ad accordi di acquisto di determinati beni e/o impegni a investire negli Stati Uniti.
Il grafico a torta mostra la percentuale delle importazioni statunitensi in valore per i 12 mesi conclusi il 31 maggio 2025.
L'USMCA è l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada, entrato in vigore nel 2020.
Fonte: Macrobond/Ufficio del censimento degli Stati Uniti: Macrobond/Ufficio del censimento degli Stati Uniti.
Anche i colloqui tra Stati Uniti e Cina sembrano progredire. Entrambe le parti hanno abbandonato le tariffe a trecifreche erano state sbandierate in primavera. Gli Stati Uniti hanno allentato alcune restrizioni sulle esportazioni di tecnologia, mentre la Cina ha annunciato un calendario per la ripresa di spedizioni limitate di metalli di terre rare, fondamentali per l'industria moderna.
La politica fiscale statunitense dovrebbe inoltre compensare il potenziale freno economico derivante da un'aliquota tariffaria effettiva che probabilmente aumenterà tra il 10% e il 20%, rispetto al 2,5% di inizio anno.
La legislazione fiscale e di spesa approvata dal Congresso a luglio, dovrebbe avere un modesto effetto di stimolo nei prossimi anni. In questo caso, la questione è in che misura il trattamento fiscale favorevole delle spese in conto capitale spingerà le imprese a investire maggiormente in impianti, attrezzature, ricerca e sviluppo.
Queste agevolazioni fiscali dovrebbero fornire ulteriore carburante al boom della spesa per i data center e altre infrastrutture legate alla rivoluzione dell'intelligenza artificiale (IA), una tendenza chiave che ha spinto il mercato verso l'alto. Tuttavia, un ulteriore rialzo potrebbe essere previsto se la spesa in conto capitale dovesse accelerare in altri settori dell'economia.
Finora, l'aumento delle tariffe non sembra essere un grosso problema per l'economia. Le misure di fiducia dei consumatori e delle imprese hanno registrato una significativa ripresa, il che è incoraggiante per l'attività economica. Monitoreremo attentamente i dati in arrivo per vedere se questa resilienza continuerà o se l'inflazione aumenterà e inizieranno ad emergere crepe nell'economia.
Sul fronte commerciale, i negoziati in corso con la Cina restano una fonte di incertezza. Le discussioni sembrano andare nella giusta direzione, ma un crollo dei colloqui potrebbe rappresentare un vento contrario per il mercato. Al contrario, un eventuale aggiustamento al ribasso della tariffa del 30% sulle merci cinesi rappresenterebbe un inatteso vento di coda.
All'orizzonte si profilano anche dazi mirati a settori specifici. In questo caso è più probabile che le politiche siano guidate da preoccupazioni di sicurezza nazionale in settori critici come quello farmaceutico e dei semiconduttori.
In conclusione: La salute dell'economia statunitense e i progressi in un potenziale accordo commerciale con la Cina saranno importanti da tenere d'occhio anche dopo la scadenza dei dazi.
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