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Di   Yoram Lustig, CFA
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L'asset allocation globale vista dall'Europa

Alla scoperta degli ultimi temi di mercato globali

Luglio 2026, Asset Allocation

Prospettive

  • I mercati hanno continuato a crescere nonostante l’incertezza geopolitica, sostenuti dalla resilienza degli utili e dal persistere degli investimenti trainati dall’intelligenza artificiale (IA), anche se permangono i rischi legati all’inflazione e alle politiche economiche.
  • L’economia globale continua a beneficiare della spesa fiscale e degli investimenti nelle infrastrutture per l’IA, sebbene la crescita stia diventando più disomogenea tra le diverse regioni e l’andamento dei prezzi dell’energia resti incerto.
  • Le prospettive di politica monetaria rimangono incerte, poiché le banche centrali devono bilanciare le persistenti pressioni inflazionistiche con i timori legati al rallentamento della crescita e al graduale indebolimento del mercato del lavoro; di conseguenza, il percorso dei tassi d’interesse dipenderà sempre più dai dati in arrivo.
  • Tra i principali rischi figurano una nuova accelerazione dei prezzi dell’energia e dell’inflazione, un’ulteriore escalation geopolitica, la perdurante dipendenza dei mercati da un ristretto gruppo di titoli leader e segnali di deterioramento nei mercati del lavoro o della liquidità nei mercati privati.

Temi alla base del posizionamento

La Fed comunica meno

L’arrivo di un nuovo presidente della Fed sembra aver modificato il contesto di politica monetaria, anche se non necessariamente imprimendo ai tassi una traiettoria significativamente diversa nel breve periodo. Il cambiamento più rilevante potrebbe riguardare la comunicazione: Kevin Warsh sembra meno propenso a orientare i mercati verso uno specifico esito di politica monetaria, attribuendo maggiore importanza ai dati in arrivo e rendendo così meno prevedibile il futuro corso della politica della Fed. Questo aspetto è importante perché l’inflazione resta il principale vincolo per la banca centrale. Sebbene i segnali di indebolimento del mercato del lavoro possano aumentare le pressioni a favore di un allentamento monetario, potrebbero non essere più sufficienti, da soli, a determinare tagli dei tassi, soprattutto finché l’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo. In altri termini, finché l’inflazione resterà superiore al target, gli investitori potrebbero non poter contare su una rapida risposta della Fed a ogni fase di debolezza dei mercati o dell’economia, poiché i responsabili della politica monetaria attribuiscono maggiore importanza alla salvaguardia della propria credibilità sul fronte dell’inflazione. È importante sottolineare che questo cambiamento va oltre il nuovo presidente. Le ultime proiezioni della Fed hanno evidenziato, a livello di Comitato, un orientamento più ampio che si allontana dai tagli dei tassi e si avvicina alla possibilità di rialzi, nonostante le pressioni politiche a favore di una politica più accomodante. Per gli investitori, ciò implica il persistere della volatilità dei tassi e della curva dei rendimenti e rafforza l’opportunità di mantenere un approccio prudente alla duration.

Due stili, due dinamiche

La leadership tra stili d’investimento sta assumendo caratteristiche sempre più regionali. Negli Stati Uniti manteniamo un modesto sovrappeso sullo stile Growth rispetto al Value. Il protrarsi degli investimenti nell’IA, le revisioni positive degli utili, la robusta generazione di free cash flow e la solidità dei bilanci continuano a sostenere il segmento Growth. Anche una pipeline di offerte pubbliche iniziali (IPO) di alto profilo potrebbe favorire l’interesse verso il Growth statunitense, portando sui mercati quotati un maggior numero di società orientate all’innovazione. Le valutazioni e la concentrazione restano fattori di rischio, pertanto non riteniamo opportuno inseguire indiscriminatamente i titoli Growth; tuttavia, la dinamica degli utili rimane convincente ed è stata sostenuta da elevati livelli di rendimento del capitale proprio. Questa leadership, però, non è universale. Nei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, lo stile Growth non presenta la stessa ampiezza di esposizione all’IA, mentre il Value beneficia di una combinazione più interessante di valutazioni e fondamentali in miglioramento. I tassi d’interesse positivi continuano a sostenere i finanziari, l’espansione fiscale favorisce i settori ciclici e l’aumento della spesa per la difesa sta creando un vento a favore pluriennale per i settori industriale e infrastrutturale. In sintesi: privilegiamo il Growth nei mercati in cui la leadership degli utili resta più solida e il Value laddove il miglioramento dei fondamentali e politiche favorevoli hanno il potenziale di sostenere la prossima fase di crescita degli utili.

Per una panoramica regione per regione, si veda il report completo (PDF).

Yoram Lustig, CFA Head, Global Investment Solutions, EMEA
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