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Di   Yoram Lustig, CFA
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L'asset allocation globale vista dall'Europa

Alla scoperta degli ultimi temi di mercato globali

Agosto 2026, Asset Allocation

Prospettive

  • I mercati hanno continuato a mostrare resilienza, sostenuti da utili societari superiori alle attese e dal perdurare degli investimenti legati all’intelligenza artificiale (IA), sebbene gli sviluppi geopolitici abbiano contribuito ad alimentare la volatilità.
  • L’economia globale continua a beneficiare della spesa pubblica e degli investimenti tecnologici, anche se la crescita sta diventando più disomogenea tra le diverse aree, poiché l’aumento dei costi energetici e l’incertezza geopolitica incidono in misura diversa sulle varie economie.
  • Le prospettive di politica monetaria restano fortemente dipendenti dai dati, mentre le banche centrali continuano a cercare un equilibrio tra persistenti pressioni inflazionistiche, in particolare quelle legate all’energia, e segnali ancora favorevoli di stabilità della crescita economica.
  • Tra i principali rischi figurano una nuova escalation geopolitica e la volatilità dei prezzi delle materie prime, un’inflazione persistente, la continua dipendenza dei mercati da un numero ristretto di titoli leader e segnali di deterioramento dei mercati del lavoro.

Temi alla base del posizionamento

Dalla scintilla dell’IA alla spinta degli utili

Manteniamo un sovrappeso sulle azioni rispetto alle obbligazioni, una scelta che riflette la nostra fiducia nella tenuta degli utili più che una generale propensione al rischio. La crescita economica si è mantenuta resiliente nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e l’inasprimento delle condizioni finanziarie, riducendo il rischio di un calo degli utili nel breve termine. Ancora più importante, la dinamica degli utili si sta ampliando oltre le maggiori società tecnologiche, con un numero crescente di settori che segnalano ordini più solidi, margini in miglioramento e revisioni al rialzo delle guidance. Gli investimenti legati all’IA si stanno inoltre estendendo ai settori dell’energia elettrica, dei data center, dei macchinari industriali, dell’automazione e della connettività, sostenendo un ciclo più ampio di investimenti in conto capitale del settore privato, mentre il sostegno fiscale si attenua. La disinflazione rappresenta un ulteriore importante fattore favorevole. Un’inflazione più contenuta riduce la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed), creando un contesto più favorevole per i mercati azionari. Al contempo, le obbligazioni statunitensi a lunga scadenza, in particolare, restano esposte a ingenti volumi di emissioni, persistenti disavanzi fiscali e a una crescita nominale resiliente. Con bilanci societari solidi, mercati dei capitali accessibili e un posizionamento degli investitori non eccessivamente rialzista, riteniamo che le azioni offrano un migliore equilibrio tra potenziale di rialzo e rischio relativo.

Rialzi, pause e tagli

Il ciclo globale di politica monetaria sta diventando sempre più frammentato, poiché le banche centrali reagiscono a combinazioni differenti di crescita e inflazione, politiche fiscali e misure governative volte ad attenuare l’impatto degli shock energetici. Negli Stati Uniti, il rallentamento dell’inflazione rafforza le ragioni affinché la Fed mantenga invariati i tassi, ma la resilienza della crescita, gli investimenti legati all’IA e il perdurare del sostegno fiscale depongono contro un rapido passaggio a una politica monetaria più accomodante. La Fed si trova quindi stretta tra rischi al rialzo e al ribasso, con un’incertezza sul fronte della politica monetaria che con ogni probabilità manterrà elevata la volatilità dei tassi d’interesse. Altrove, i percorsi di politica monetaria sono più differenziati, poiché le banche centrali devono affrontare compromessi diversi. La Banca centrale europea (BCE) potrebbe trovarsi nuovamente sotto pressione per inasprire la politica monetaria, poiché l’aumento dei costi energetici si combina con l’espansione fiscale in Germania e con una crescita resiliente in alcune aree dell’eurozona, tra cui Spagna e Italia. Australia e Regno Unito potrebbero mantenere invariati i tassi, con l’indebolimento della crescita che compensa le persistenti pressioni inflazionistiche. Il Giappone potrebbe invece dover ancora aumentare i tassi, poiché il sollievo temporaneo derivante dai sussidi maschera pressioni inflazionistiche sottostanti, mentre la Cina potrebbe mantenere un orientamento relativamente accomodante alla luce delle persistenti preoccupazioni per la crescita. Per gli investitori, l’eterogeneità delle dinamiche inflazionistiche e delle condizioni di crescita interna dovrebbe tradursi in una maggiore divergenza tra i percorsi dei tassi ufficiali, le valute e i mercati regionali.

Per una panoramica regione per regione, consulta il report completo (PDF).

Yoram Lustig, CFA Head, Global Investment Solutions, EMEA
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