INVESTMENT INSIGHTS

Asset Allocation globale: rassegna di giugno

Yoram Lustig , Responsabile delle Soluzioni Multi-Asset, EMEA

MARKET INSIGHTS

Al 31 maggio 2019

“Fed put” confermata, per adesso

I mercati azionari sono stati interessati da uno dei più spettacolari “rally di sollievo” della storia, ossia quei rimbalzi innescati dallo spostamento delle banche centrali mondiali verso politiche più accomodanti, a fronte della bassa inflazione e del rallentamento della crescita. A maggio, tuttavia, i mercati azionari hanno invertito la rotta, quando è diventato evidente che un accordo commerciale non sarebbe stato imminente, e hanno rapidamente scontato quasi tre tagli dei tassi entro la fine del 2020. Sebbene le lunghe pause della Fed si siano storicamente concluse con tagli dei tassi, una reazione così aggressiva della politica monetaria sembra poco probabile, a meno che non si concretizzi lo scenario di recessione. I recenti commenti rassicuranti del Presidente Jerome Powell hanno rafforzato le aspettative dei mercati di una “fed put” ancora viva e vegeta. Sebbene difficilmente la Fed potrà contrastare gli esiti della guerra commerciale, i mercati ritengono che la banca centrale potrà fornire una rete di sicurezza se le cose dovessero peggiorare.

Tecnologia nel mirino

Le società tecnologiche sono diventate bersaglio degli scontri commerciali tra Stati Uniti e Cina. Oltre al fatto che le disposizioni sulla proprietà intellettuale, i trasferimenti forzati di tecnologia e le tecnologie più cruciali siano al centro della discordia, l'inasprimento delle tensioni ha avuto un impatto immediato sul sentiment delle imprese e sulle catene di distribuzione del settore tecnologico. Con previsioni di crescita globale incerte e una flessione della fiducia da parte delle imprese, le spese in conto capitale effettive potrebbero deludere, in particolare nel cloud computing, che era stata la nota positiva del 2018. Inoltre, le barriere non doganali, come l’inserimento di Huawei su “lista nera", e le questioni riguardanti la fornitura delle terre rare rappresentano un ulteriore rischio per gli investitori nell’universo tecnologico. La questione rimane: si tratta di una battuta d’arresto temporanea per i modelli di business alimentata da cambiamenti secolari, o di una vera e propria rimessa in discussione delle dinamiche del settore sul lungo termine?

Strigliata per l’establishment europeo

Le elezioni per il Parlamento europeo hanno confermato l’ascesa populista a scapito dei partiti tradizionali che hanno subito notevoli perdite, spesso per mano degli euroscettici. La contestazione si è rafforzata con l’incapacità delle politiche sociali di stare al passo con le disuguaglianze causate dalla liberalizzazione del commercio e dalla delocalizzazione della produzione. I risultati elettorali in Italia rafforzeranno le pressioni dell’antieuropeista Lega verso politiche di bilancio più espansive, mentre l’esito in Francia mostra il venir meno del sostegno popolare per il programma di riforme economiche del Presidente Emmanuel Macron. I risultati nel Regno Unito preoccupano particolarmente, con la netta vittoria del neonato Partito della Brexit mentre il Partito Conservatore al governo è scivolato in quarta posizione. Sfortunatamente è poco probabile che gli investitori alla ricerca di un rifugio dall’incertezza politica prevalente negli Stati Uniti e in Cina lo trovino in Europa.


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Rischi principali – I seguenti rischi sono pertinenti relativamente alle informazioni contenute nel presente materiale:

sebbene l’asset allocation sia esposta a diverse asset class, allo scopo di diversificare i rischi, una parte di tali asset è esposta a specifici rischi principali.

Rischio azionario – In linea generale, le azioni comportano rischi più elevati rispetto alle obbligazioni e agli strumenti del mercato monetario.

Rischio di credito: il valore di un’obbligazione o di un titolo del mercato monetario può diminuire in seguito a un deterioramento delle condizioni finanziarie dell’emittente.

Rischio valutario: le oscillazioni dei tassi di cambio possono ridurre i profitti o amplificare le perdite degli investimenti.

Rischio d’insolvenza: gli emittenti di talune obbligazioni potrebbero non essere in grado di pagare le cedole o rimborsare il capitale.

Rischio associato ai mercati emergenti: i mercati emergenti sono meno consolidati rispetto ai mercati sviluppati e quindi comportano rischi più elevati.

Rischi legati all’investimento all’estero – Investire in paesi esteri rispetto al proprio paese di residenza può essere più rischioso a causa di effetti avversi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio, a divergenze nella struttura e nella liquidità di mercato, nonché a sviluppi specifici legati al paese, all’area geografica e all’economia.

Rischio di tasso d'interesse: normalmente il valore delle obbligazioni diminuisce all'aumentare dei tassi d'interesse. In genere questo rischio è maggiore all’aumentare della scadenza di un investimento obbligazionario e della sua qualità creditizia.

Rischi legati all’investimento immobiliare – Il settore immobiliare e i relativi investimenti possono essere colpiti da diversi fattori che possono provocare la diminuzione del valore di una zona o di un bene immobiliare.

Rischio di bassa e media capitalizzazione - I titoli di società a bassa e media capitalizzazione possono essere più volatili rispetto a quelli di società di dimensioni maggiori.

Rischi legati allo stile – Diversi stili di investimento possono essere vantaggiosi o svantaggiosi a seconda delle condizioni di mercato e del sentiment dell’investitore.

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