Maggio 2026, Monthly Market Playbook
Artificial intelligence infrastructure spending remains one of the most debated topics in equity markets today.
On one hand, companies exposed to this massive wave of capital expenditure have been delivering exceptional earnings growth. On the other hand, investors continue to question whether this level of spending is sustainable— and whether it will ultimately translate into durable returns.
The impact of AI spending on earnings has been dramatic.
If we look at a basket of U.S. companies that are significant beneficiaries of AI infrastructure investment, the shift in earnings expectations is striking. For much of the past decade, forward earnings growth for this group moved between 5% and 20%—a healthy but relatively stable range.
That changed sharply over the past three years, after the public release of ChatGPT and the acceleration in AI adoption. Earnings growth expectations climbed rapidly and stood at more than 50% as of late April.
This reflects enormous demand for the infrastructure needed to support AI—everything from semiconductors and memory to data center equipment and networking capacity.
Despite this surge in earnings, valuations have not followed the same trajectory.
The price-to-earnings multiple for this group has remained relatively contained, fluctuating between roughly 21 and 36 times earnings as investor sentiment has shifted. As of late April, the multiple stood near 27 times—only modestly higher than the broader S&P 500.
That divergence highlights a key tension in the market. Investors clearly recognize the strength of current fundamentals, but they remain uncertain about how long those fundamentals can persist.
Importantly, this skepticism is not driven by concerns about the hyperscalers’ willingness to invest.
Management teams at the largest technology companies have been very clear: they are more concerned about falling behind in the AI race than they are about overspending. In other words, the incentive is to invest aggressively— even at the risk of near-term financial pressure.
The challenge is that the scale of spending required to compete in AI is rising rapidly.
Demand for computing power continues to grow at an extraordinary pace. Both model training and real-time inference require increasingly large amounts of processing capacity. The emergence of more advanced agentic AI systems has further increased workloads, while also accelerating adoption across a broader set of industries.
At the same time, supply constraints have begun to emerge.
The rapid increase in demand for data center infrastructure has led to shortages in key components. Prices for some inputs have surged—highlighting the strain on global supply chains. For example, as of April 28th, prices for DRAM chips have increased by more than 1,700% since the start of 2025.1 While this is a somewhat extreme example, it reflects a broader pattern across many critical inputs required to support AI expansion.
As a result, hyperscaler capex budgets have risen sharply.
In the early stages of the AI buildout, investors were largely unconcerned. These companies generated ample free cash flow and were well positioned to fund aggressive investment. In fact, markets initially rewarded them for leaning into what appeared to be a transformative opportunity.
But that dynamic is beginning to shift.
As capex continues to grow, it is placing increasing pressure on free cash flow. Based on current analyst estimates, rolling 12-month free cash flow for the hyperscalers could approach zero by early 2027. If spending continues to exceed expectations, free cash flow could even turn negative.
That said, the outcome remains highly uncertain. If these companies are able to monetize their AI investments more quickly and more effectively than expected, free cash flow could remain strong enough to support elevated spending levels.
The bottom line is that AI infrastructure spending represents both a powerful opportunity and a growing source of uncertainty.
Earnings growth among AI beneficiaries has been exceptional, reflecting the scale and speed of this investment cycle. But the sustainability of that cycle remains an open question— particularly as capital intensity rises and free cash flow comes under pressure.
For now, markets appear to be balancing these competing forces: strong near-term fundamentals alongside longer-term uncertainty.
As a result, we continue to monitor the evolution of AI spending closely, with a particular focus on whether earnings growth can justify the scale of capital being deployed.
La spesa per infrastrutture legate all’intelligenza artificiale rimane oggi uno dei temi più dibattuti nei mercati azionari. Da un lato, le aziende esposte a questa enorme ondata di capex stanno registrando una crescita eccezionale degli utili. Dall’altro, gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità di questi livelli di spesa e sulla loro capacità di tradursi in ritorni durevoli nel tempo.
L’impatto della spesa in AI sugli utili è stato significativo. Analizzando un paniere di società statunitensi che beneficiano in modo rilevante degli investimenti in infrastrutture AI, il cambiamento nelle aspettative sugli utili appare evidente.
Per gran parte dell’ultimo decennio, la crescita attesa degli utili forward per questo gruppo si è mantenuta in un intervallo compreso tra il 5% e il 20%: un livello sano ma relativamente stabile.
10 anni conclusi il 28 aprile 2026.
I rendimenti passati non costituiscono una garanzia né sono indicatori affidabili dei risultati futuri.
¹ Indice ponderato per capitalizzazione di mercato composto da Arista Networks, Astera Labs, Dell Technologies, Advanced Micro Devices, Marvell Technology, NVIDIA, Oracle, Super Micro Computer, Broadcom ed Everpure.
I titoli specifici identificati e descritti sono riportati esclusivamente a scopo informativo e non rappresentano raccomandazioni d’investimento. La crescita stimata dell’EPS riflette il consenso delle stime degli analisti sugli utili dei prossimi 12 mesi. Il paniere AI è stato costruito identificando titoli rappresentativi con una chiara esposizione alle infrastrutture. L’identificazione si è basata su una metodologia di clustering K-means e sulla verifica della coerenza tematica tramite ChatGPT.
Fonte: analisi T. Rowe Price su dati FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati. Consultare le Informazioni aggiuntive.
La situazione è cambiata drasticamente negli ultimi tre anni, dopo il rilascio pubblico di ChatGPT e l’accelerazione dell’adozione dell’AI. Le aspettative di crescita degli utili sono aumentate rapidamente e, a fine aprile, superavano il 50% (vedi Fig. 1). Questo riflette l’enorme domanda di infrastrutture necessarie a supportare l’AI: semiconduttori, memorie, apparecchiature per data center e capacità di networking.
Nonostante questa crescita degli utili, le valutazioni non hanno seguito la stessa traiettoria. Il multiplo prezzo/utili di questo gruppo è rimasto relativamente contenuto, oscillando tra circa 21x e 36x gli utili, al variare del sentiment degli investitori. A fine aprile il multiplo era vicino a 27x, solo moderatamente superiore rispetto all’S&P 500.
10 anni conclusi ad aprile 2026.
I rendimenti passati non costituiscono una garanzia né sono indicatori affidabili dei risultati futuri.
¹ Indice ponderato per capitalizzazione di mercato composto da Arista Networks, Astera Labs, Dell Technologies, Advanced Micro Devices, Marvell Technology, NVIDIA, Oracle, Super Micro Computer, Broadcom ed Everpure.
I titoli specifici identificati e descritti sono riportati esclusivamente a scopo informativo e non rappresentano raccomandazioni d’investimento.
Il paniere AI è stato costruito identificando titoli rappresentativi con una chiara esposizione alle infrastrutture. L’identificazione si è basata su una metodologia di clustering K-means e sulla verifica della coerenza tematica tramite ChatGPT.
Fonte: analisi T. Rowe Price su dati FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati. Consultare le Informazioni aggiuntive.
Dal 31 marzo 2019 al 28 aprile 2026.
La DRAM è un tipo di memoria volatile utilizzata per l’archiviazione rapida e temporanea dei dati durante il funzionamento di un dispositivo ed è comunemente impiegata come memoria principale in PC, server, laptop, smartphone, tablet e schede grafiche. La NAND è una memoria flash non volatile utilizzata per l’archiviazione a lungo termine dei dati ed è presente nelle unità a stato solido (SSD), chiavette USB, schede di memoria, smartphone, tablet, fotocamere e numerosi sistemi embedded e automotive.
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
Questa divergenza evidenzia una tensione chiave del mercato. Gli investitori riconoscono chiaramente la solidità dei fondamentali attuali, ma rimangono incerti sulla durata di tali fondamentali.
Il problema è che la scala degli investimenti necessari per competere nell’AI sta crescendo rapidamente.
È importante sottolineare che questo scetticismo non deriva da dubbi sulla volontà degli hyperscaler di investire. I management team delle principali società tecnologiche sono stati molto chiari: temono maggiormente di restare indietro nella corsa all’AI piuttosto che di spendere troppo. In altre parole, l’incentivo è investire in modo aggressivo, anche a costo di pressioni finanziarie nel breve periodo.
Il problema è che la scala degli investimenti necessari per competere nell’AI sta crescendo rapidamente.
La domanda di potenza di calcolo continua ad aumentare a un ritmo straordinario. Sia l’addestramento dei modelli sia l’inferenza in tempo reale richiedono quantità sempre maggiori di capacità di elaborazione. L’emergere di sistemi AI agentici più avanzati ha ulteriormente incrementato i carichi di lavoro, accelerando anche l’adozione dell’AI in un numero più ampio di settori.
Contemporaneamente stanno emergendo vincoli dal lato dell’offerta. Il rapido aumento della domanda di infrastrutture per data center ha generato carenze di componenti chiave. I prezzi di alcuni input sono aumentati drasticamente, evidenziando la pressione sulle supply chain globali.
Ad esempio, al 28 aprile, i prezzi dei chip DRAM (dynamic random-access memory) erano aumentati di oltre il 1.700% dall’inizio del 2025. Sebbene si tratti di un caso estremo, il fenomeno riflette una dinamica più ampia che interessa molti input critici necessari all’espansione dell’AI.
Dal Q1 2017 al Q4 2026 (dal Q4 2025 al Q4 2027: stime).
I rendimenti passati non costituiscono una garanzia né sono indicatori affidabili dei risultati futuri.
I titoli specifici identificati e descritti sono riportati esclusivamente a scopo informativo e non rappresentano raccomandazioni. A solo scopo illustrativo.
Non vi è alcuna garanzia che le stime vengano raggiunte o mantenute. I risultati effettivi possono variare.
1 Microsoft, Alphabet, Amazon, Meta e Oracle.Fonte: analisi di T. Rowe Price basata su dati di FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati. Si rimanda alle Informazioni aggiuntive.
Di conseguenza, i budget capex degli hyperscaler sono aumentati in modo significativo. Nelle prime fasi della costruzione dell’infrastruttura AI, gli investitori erano sostanzialmente tranquilli: queste aziende generavano abbondante free cash flow ed erano ben posizionate per finanziare investimenti aggressivi. Inizialmente, i mercati le avevano persino premiate per aver colto quella che sembrava un’opportunità trasformativa.
La spesa per infrastrutture AI rappresenta sia una potente opportunità sia una crescente fonte di incertezza.
Tuttavia, questa dinamica sta iniziando a cambiare. Con il continuo aumento del capex, la pressione sul free cash flow si sta intensificando. Secondo le attuali stime degli analisti, il free cash flow rolling a 12 mesi degli hyperscaler potrebbe avvicinarsi allo zero entro l’inizio del 2027 (vedi Fig. 4). Se la spesa dovesse continuare a superare le aspettative, il free cash flow potrebbe persino diventare negativo.
Detto questo, l’esito rimane altamente incerto. Se queste aziende riuscissero a monetizzare i loro investimenti in AI più rapidamente e in modo più efficace del previsto, il free cash flow potrebbe rimanere sufficientemente solido da sostenere livelli elevati di spesa.
In sintesi, la spesa per infrastrutture AI rappresenta sia una potente opportunità sia una crescente fonte di incertezza. La crescita degli utili tra i beneficiari dell’AI è stata eccezionale, riflettendo la portata e la velocità di questo ciclo di investimenti. Tuttavia, la sostenibilità di questo ciclo rimane una questione aperta, soprattutto con l’aumento dell’intensità di capitale e le pressioni sul free cash flow.
Per il momento, i mercati sembrano bilanciare queste forze contrapposte: solidi fondamentali nel breve termine e incertezza nel lungo periodo. Continuiamo pertanto a monitorare attentamente l’evoluzione della spesa in AI, con particolare attenzione alla capacità della crescita degli utili di giustificare l’entità del capitale investito.
Mag 2026
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