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Gennaio 2021 / MARKET OUTLOOK

Giappone: prospettive interessanti per il 2021

Quattro ragioni per puntare sul Giappone.

PUNTI CHIAVE

  • Il Giappone ha gestito bene la crisi da coronavirus e la natura ciclica del mercato ci dice che il Paese appare ben posizionato per guidare una ripresa post Covid-19.
  • Il nuovo Primo Ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha promesso di andare avanti con le riforme strutturali, oltre a migliorare la produttività.
  • Le valutazioni competitive e la maggiore attenzione delle aziende ai dividendi possono rafforzare ulteriormente la nostra idea: è potenzialmente il momento giusto per investire nel Giappone.

Il mercato azionario giapponese è ben posizionato per fare bene nel 2021, con diversi fattori a supporto della nostra view positiva. 

Un elemento chiave è la natura ciclica di Tokyo, che fa leva su una ripresa globale post-coronavirus. È importante sottolineare che il nuovo Primo Ministro, Yoshihide Suga, ha promesso di andare avanti con il miglioramento strutturale del Paese, agendo sul mercato, sulla governance e sull'aumento della produttività. Le valutazioni competitive e la maggiore enfasi della aziende sui dividendi rappresentano ulteriori driver di performance.

In breve, riteniamo che sia un buon momento per puntare su Tokyo. Di seguito delineiamo nel dettaglio i quattro motivi chiave.

1. Mercato ciclico e valutazioni a sconto

Il Giappone appare ben posizionato per beneficiare di una ripresa ciclica post-coronavirus. A livello nazionale, il Paese ha gestito bene la crisi pandemica, con il bilancio delle vittime e il tasso di infezione che sono stati relativamente bassi rispetto a molte altre nazioni.

Tuttavia, dall'inizio dell'anno Tokyo ha sottoperformato rispetto agli altri principali mercati azionari, continuando a scambiare a prezzi scontati. Per esempio, al 13 novembre 2020, il TOPIX giapponese mostrava un rapporto prezzo utili (p/e) di 17,9, nettamente più basso rispetto al 26,5 degli USA (S&P 500), al 18,8 dell'Europa (MSCI Europe) e al 18,7 dei mercati emergenti (MSCI EM).

Il Giappone è un mercato fortemente ciclico e di conseguenza la crisi da coronavirus, che ha minato il commercio globale, ha impattato pesantemente sul suo andamento. Il tutto si è tradotto in un sottopeso di Tokyo nel portafoglio degli investitori stranieri, nonostante le prospettive di ripresa globale.

Rispetto ad altri mercati, le sue valutazioni sono attraenti e quindi rappresentano un'interessante opportunità di investimento.

Così, durante l'estate abbiamo aumentato l'esposizione verso i settori più ciclici, come la ristorazione, l'elettronica, l'automazione e l'industrie automobilistica.

 

Le valutazioni del Giappone (1) a confronto con gli altri mercati

Le valutazioni del Giappone (1) a confronto con gli altri mercati

Dati al 13 novembre 2020
I risultati futuri possono differire in modo significativo dalle stime.
(1) Aspettative p/e sul 2021.

Fonte: Elaborazione T. Rowe Price su dati di FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati.

2. Eccellenza dell'industria

Dalla robotica all'automazione avanzata, ai semiconduttori e alla tecnologia 5G, il Giappone ospita aziende industriali e tecnologiche leader a livello mondiale, e tra queste molte sono state supportate da venti favorevoli in un'ottica di lungo termine.

La pandemia ha messo in luce da un lato i rischi legati a una forza lavoro "indisponibile" e dall'altro la necessità di una maggiore automazione industriale al termine dell'emergenza sanitaria. Allo stesso modo, altre attività hanno potuto beneficiare del lancio della tecnologia 5G e della continua domanda secolare di semiconduttori.
Si tratta di aziende leader che esportano la loro proprietà intellettuale e il loro vantaggio tecnologico nel mondo. Riteniamo che le loro prospettive siano destinate a migliorare in modo significativo.

3. Priorità alla digitalizzazione e al miglioramento della produttività 

Sappiamo che il Giappone è noto per eccellere in alcuni settori industriali chiave, ma siamo anche consapevoli del fatto che alcune abitudini della società e pratiche sul posto di lavoro continuino a creare inefficienze e a minare la produttività complessiva.

Per esempio, l'utilizzo di tecnologie ormai superate, come il fax, vengono ancora ampiamente impiegate sia nel pubblico sia nel privato. Nel frattempo, aree come l'e-commerce e i pagamenti contactless appaiono poco sfruttate. Rimangono indietro anche gli investimenti in tecnologia per gli uffici, così come le infrastrutture di cloud computing.

Il Giappone è anche noto per l'invecchiamento demografico, quindi puntare sul rinnovamento è un passo necessario per risollevare la produttività complessiva. Inoltre, potrebbe essere interessante sfruttare il potenziale delle piccole società ancora "vergini". 

Il nuovo Primo Ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha ripreso da dove aveva lasciato il suo predecessore, Shinzo Abe, dando priorità al programma di riforme strutturali del Paese e alla trasformazione digitale.

La creazione di un nuovo Ministero degli Affari Digitali, e l'annunciata "Agenzia Digitale" incaricata di amministrare, supervisionare e promuovere la trasformazione, sottoline l'impegno del Governo nel realizzare questa priorità.

È un momento entusiasmante per i settori e le aziende in prima linea e riteniamo di essere ben esposti alle potenziali aree di crescita, dalla telemedicina al cloud computing, all'elaborazione dei pagamenti online. Alcune delle società che abbiamo in portafoglio sono nomi piccoli, identificati attraverso la nostra profonda copertura e conoscenza del mercato giapponese.

3. La riforma della "Corporate Governance" inizia a prendere forma

Secondo alcuni investitori il mercato giapponese è a buon mercato per gli standard di governance scadenti e i bassi rendimenti per gli azionisti.
Ma se in passato poteva essere vero oggi non è più così. Negli ultimi dieci anni le politiche messe in campo per riformare la corporate governance sono palpabili, con un miglioramento rapido e significativo, che continua ancora oggi. 

Allo stesso modo, i profitti per gli azionisti sono cresciuti. Nel 2019, i livelli di buyback delle azioni giapponesi hanno raggiunto i massimi storici. Anche se complessivamente nel 2020 sono diminuiti notevolmente, è interessante notare che a marzo Softbank ha effettuato il più grande riacquisto azionario della sua storia. Prevediamo che con il nuovo anno la situazione migliorerà ulteriormente, anche grazie all'accelerazione forzata della ristrutturazione aziendale. Questo sarà l'anno in cui le offerte pubbliche di acquisto potranno battere i loro record.

Nel settembre 2020, le improvvise dimissioni dell'ex primo ministro, Shinzo Abe, avevano fatto temere per il programma di riforme economiche e strutturali “Abenomics”. Tuttavia, le politiche di Suga sembrano dirigersi nella stessa direzione, visto il suo trascorso come segretario capo di gabinetto e braccio destro dell'ex ministro.

Il signor Suga ha chiarito che la sua amministrazione continuerà a portare avanti il programma di riforma "Abenomics", con incentivi fiscali per le aziende e iniziative per promuovere le "trasformazioni aziendali".

Conclusioni

Siamo fiduciosi sul futuro del mercato azionario giapponese. La nomina di Suga a Primo Ministro appare positiva, perché assicura che il programma di riforma Abenomics andrà avanti. Allo stesso tempo viene data priorità alla digitalizzazione, che migliorerà sicuramente anche la produttività, portando maggiori profitti per le aziende giapponesi e potenzialmente maggiori rendimenti per gli investitori.

Riteniamo. dunque, che sia il momento giusto per investire su Tokyo, considerando l'effetto leva che una ripresa globale avrebbe sul mercato. La storia ci dice che il Giappone possa tendere a sovraperformare nelle fasi di ripresa economica, di conseguenza riteniamo che i profitti aziendali potrebbero superare le attuali aspettative di consenso. Prevediamo inoltre ulteriori miglioramenti e ristrutturazioni in tutti i settori industriali e ci aspettiamo che un maggior numero di aziende si possa concentrare sulla sostenibilità a lungo termine e si sforzerà di offrire migliori rendimenti agli azionisti.

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