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Maggio 2020 / INVESTMENT INSIGHTS

Osservare le obbligazioni dei mercati emergenti da una nuova prospettiva

In che modo gli eventi recenti potrebbero impattare sull'asset class

 

Ogni mese, i nostri gestori di portafoglio, analisti e trader conducono una revisione approfondita di tutte le opportunità del reddito fisso. Questo articolo approfondisce un tema chiave già discusso.

Qual è il futuro delle obbligazioni dei mercati emergenti (EM)? Si prevede che gli ultimi avvenimenti, tra cui il crollo dei prezzi del petrolio e il lancio di programmi di quantitative easing (QE) in diversi Paesi in via di sviluppo, avranno un impatto sull'asset class emergente per il resto del 2020 e oltre. Durante le nostre ultime riunioni, il team di investimento ha analizzato gli eventi più recenti per capire come potrebbero influenzare il futuro delle obbligazioni emergenti.

L'esperimento del QE nei mercati emergenti

Il quantitative easing è tornato di moda. A differenza di dieci anni fa, tuttavia, il QE non è stato approcciato solo dai mercati sviluppati: diverse banche centrali dei Paesi emergenti, tra cui Indonesia, Sudafrica e Cile, hanno adottato programmi di acquisto di obbligazioni.

"La logica del QE nei mercati emergenti è diversa", ha affermato Andrew Keirle, gestore di portafoglio e membro del team globale di investimenti nel reddito fisso. “Nei mercati sviluppati, il QE aiuta a ridurre i costi di finanziamento e a migliorare il sentiment di mercato. Nei mercati emergenti, invece, il QE è adottato come strumento per limitare i danni e per favorire la stabilizzazione dei mercati a fronte di deflussi e volatilità senza precedenti. Favorire uno spostamento della "proprietà" verso una maggiore dipendenza locale è forse uno dei motivi principali che ha spinto i Paesi emergenti a lanciare il QE. "

Anche se la logica del QE potrebbe essere diversa nei mercati emergenti, non vuol dire che avrà più successo. Per le piazze emergenti il quantitative easing è un esperimento e probabilmente non sarà efficace in tutti i Paesi. Potrebbe funzionare meglio nei Paesi che hanno spazio per fare delle manovre fiscali, nonché istituzioni fiscali credibili che normalizzeranno la politica quando arriverà il momento. Israele, Corea del Sud e Thailandia sono possibili candidati che si distinguono su questo fronte, ha osservato il team di investimento.

Per i mercati emergenti, il QE è stato uno strumento utile per limitare i danni e favorire la stabilizzazione dei mercati a fronte di deflussi e volatilità senza precedenti.

- Andrew Keirle, gestore del portafoglio

Il QE potrebbe invece essere più impegnativo per i Paesi con scarsa credibilità fiscale e poco spazio di manovra - a meno che gli investitori non siano convinti che non sarà di grandi dimensioni e che non durerà molto a lungo. Il Sudafrica, per esempio, ha una scarsa dinamica del debito, ma finora gli investitori hanno reagito in modo positivo all'annuncio del QE, perché è considerato solo un "backstop" a breve termine. Se ciò dovesse cambiare, sia il mercato obbligazionario locale sia la valuta potrebbero subire pressioni.

"C'è il rischio di un deprezzamento valutario in alcuni Paesi emergenti", ha dichiarato Keirle. "Per evitarlo è più importante che mai che i Paesi mantengano la propria disciplina fiscale".

Opportunità più ampie dove il dollaro è sovrano

Si ampliano le opportunità per gli investitori - Paesi come Qatar e l'Arabia Saudita sono tornati sul mercato obbligazionario internazionale.

- Andrew Keirle, gestore del portafoglio

Il forte calo dei prezzi del petrolio ha spinto un gran numero di Paesi del Medio Oriente a tornare sul mercato obbligazionario internazionale per rafforzare le loro finanze. "Stanno aumentando le opportunità per gli investitori - Paesi come il Qatar e l'Arabia Saudita sono tornati sul mercato obbligazionario internazionale", ha dichiarato Keirle. "Gli investitori ora hanno una scelta più ampia e questo favorisce la diversificazione."

Nelle ultime settimane, un numero selezionato di Paesi high yield si sono affacciati sul mercato obbligazionario primario. Sia il Bahrein sia l'Egitto hanno venduto nuove obbligazioni denominate in dollari in operazioni che hanno registrato una domanda superiore all'offerta, e questo è incoraggiante.

Alla fine, con il crollo dei prezzi del petrolio ci saranno vincitori e vinti. Alcuni Paesi esportatori di petrolio, come la Nigeria e il Venezuela, sono particolarmente vulnerabili in un contesto di minori ricavi derivanti dal petrolio, e quindi le loro obbligazioni potrebbero essere soggette a volatilità e debolezza. Dall'altro lato, pensiamo che il mercato obbligazionario indiano possa continuare a sovraperformare, poiché l'India è un grande importatore di petrolio.

Occasioni interessanti tra le aziende emergenti, ma cresce il rischio

Il sell-off indiscriminato che ha colpito il mondo corporate emergente durante la crisi ha generato un disallineamento tra i prezzi delle obbligazioni societarie e i fondamentali. E questo ha fatto nascere grandi opportunità, ma la cautela è d'obbligo, poiché non tutte le società sopravviveranno a questa crisi.

“È importante stare lontano dai potenziali candidati al default in settori come il petrolio e concentrarsi su singoli nomi in settori in cui i nostri analisti hanno convinzioni elevate. Concentrarsi sulla selezione è importante più che mai per scoprire quelle società che probabilmente sopravviveranno e prospereranno e quelle che bisognerà evitare. "

 

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Samy Muaddi Portfolio Manager

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