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Febbraio 2020 / INVESTMENT INSIGHTS

"Fase uno" dell'accordo commerciale con la Cina: gli aspetti chiave irrisolti fino a dopo le elezioni statunitensi

Il disgelo momentaneo suggerisce che le tensioni potrebbero tornare a inasprirsi


La "fase uno" dell'accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina è stato presentato dall'amministrazione Trump come un "patto storico e vincolante che inizia a riequilibrare le relazioni commerciali sino-statunitensi". Per quanto l'intesa segni un passo avanti su temi come le importazioni dagli USA e l'accesso al mercato, in realtà riflette solo una distensione e suggerisce che gli attriti commerciali fra i due paesi resteranno un fattore di preoccupazione per tutto il ciclo elettorale del 2020 negli Stati Uniti.

Invece di affrontare l'incertezza di mercato provocata da una battaglia senza esclusione di colpi sul fronte commerciale, sia gli Stati Uniti che la Cina hanno preferito rinviare al futuro la trattativa sugli aspetti più controversi: diritti di proprietà intellettuale, politiche industriali e società a controllo statale cinesi.

 

La minaccia dei dazi resta l'arma preferita dal presidente USA

L'accordo risolve alcuni temi spinosi con cui si trovano a fare i conti gli investitori e le società che hanno rapporti con la Cina. La Cina si è impegnata ad applicare con maggior rigore le norme già esistenti e quelle di nuova formulazione che vietano il trasferimento forzato di tecnologia da aziende statunitensi a quelle cinesi. Per gestire le denunce di pratiche illecite, i due paesi istituiranno un comitato congiunto con ruolo di garante del rispetto dei termini concordati nella "fase uno".

Per quanto l'intesa segni un passo avanti... in realtà riflette solo una distensione e suggerisce che gli attriti commerciali... resteranno un fattore di preoccupazione per tutto il ciclo elettorale del 2020 negli Stati Uniti.

L'intesa prevede inoltre per la Cina l'impegno ad aumentare di 200 miliardi di USD gli acquisti di prodotti agricoli, energia, servizi e manufatti nell'arco di due anni, prendendo come livello base le importazioni del 2017 dagli Stati Uniti, uno sviluppo che darà impulso alle esportazioni totali verso la Cina in settori politicamente critici.

Acquisti sfrenati della Cina per 200 miliardi di USD.

Gli impegni della Cina ad aumentare gli acquisti dagli Stati Uniti1

Gli impegni della Cina ad aumentare gli acquisti dagli Stati Uniti (1)

Al 31 dicembre 2019. Fonti: Casa Bianca statunitense e Bloomberg
Finance L.P. Uso autorizzato da Bloomberg Finance L.P.
Il grafico riporta gli impegni della Cina ad effettuare acquisti aggiuntivi in ogni categoria, rispetto alla linea base costituita dalle importazioni dagli Stati Uniti nel 2017.

Si prevede che il governo cinese si attenga ai termini dell'accordo, ricavandone benefici politici, almeno per tutto quest'anno.

Per quanto il patto includa la formazione di un comitato congiunto deputato a rilevare eventuali infrazioni e penalizzare chi le commette, questo organismo è un'entità nuova e tutta da sviluppare, le cui regole, procedure e capacità devono ancora essere definite. Questa mancanza di chiarezza incoraggia il presidente Trump a continuare a usare liberamente l'arma dei dazi per costruirsi un vantaggio nella trattativa: nel momento in cui dovesse pensare che la Cina non sta rispettando i termini pattuiti, potrebbe ripristinare le tariffe doganali eliminate nel quadro dell'accordo di "fase uno".

Oggi, l'effetto più significativo di questa intesa parziale è la certezza fornita ai mercati azionari riguardo ai rapporti commerciali con la Cina e l'amministrazione dovrebbe ricavarne una stabilità cruciale in un anno di elezioni; politicamente, l'accordo offre al presidente l'opportunità di mettere in luce di aver mantenuto una promessa elettorale.

 

Le sfide della "fase due"

La certezza e la stabilità create dalla "fase uno" si esauriranno nel 2021. Mentre un presidente Democratico potrebbe concentrare l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani, un Trump al secondo mandato o un volto nuovo alla Casa Bianca dovrà fare i conti con la pressante esigenza politica di dimostrare che il comportamento della Cina è effettivamente cambiato, prima di considerare qualsiasi ulteriore riduzione dei dazi.

Andando avanti, il presidente dovrà vedersela con un Congresso che lo solleciterà in modo sempre più aggressivo ad affrontare gli aspetti controversi lasciati irrisolti dalla "fase uno" dell'intesa: le contestazioni statunitensi per il sostegno offerto dalla Cina ai "campioni" settoriali e alle società a controllo statale attraverso vantaggi di mercato iniqui e gli ingenti investimenti cinesi in progetti infrastrutturali di valenza critica nei paesi in via di sviluppo (la cosiddetta Nuova via della seta, o Belt and Road Initiative), che implicano un crescente controllo sulle catene di fornitura e le tecnologie in quei mercati.

Dopo che la Cina ha sviluppato e copiato tecnologie più sofisticate in aree come i semiconduttori, l'intelligenza artificiale e la biotecnologia, le autorità statunitensi preposte alla difesa hanno iniziato a preoccuparsi per la minaccia all'economia e alla sicurezza nazionale che potrebbe provenire dalla Cina attraverso le catene logistiche di tecnologie vitali. Queste sfide di portata sempre più ampia continueranno ad alimentare la "guerra fredda sulla tecnologia" fra i due paesi.

Con il presidente Xi Jinping concentrato sull'obiettivo di superare la "trappola del reddito medio", la Cina proteggerà i propri obiettivi di espansione e crescita a lungo termine, rifiutandosi di cedere alle richieste unilaterali avanzate dagli Stati Uniti. Fino a quando non entreranno in gioco altri soggetti per sostenere le posizioni statunitensi sulla Cina, qualsiasi cambio di atteggiamento significativo e duraturo da parte del governo cinese resterà una chimera.
 

 

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