INVESTMENT INSIGHTS

Gli investitori devono continuare a ignorare l’inflazione?

Arif Husain , Responsabile di International Fixed Income

Punti essenziali

  • Le Banche Centrali stanno per esaurire tutte le munizioni ed è tempo per i governi di intervenire, attuando politiche di bilancio volte a sostenere la ripresa economica e spingere l’inflazione al rialzo.
  • Un deciso incremento della spesa pubblica potrebbe favorire una situazione di reflazione nei prossimi trimestri.
  • Nel breve periodo il rischio di inflazione rimarrà probabilmente basso.

La crescita globale si sta avvicinando a un punto di svolta che vedrà o il radicarsi del rallentamento, con una conseguente recessione, o il prolungarsi del ciclo per effetto dei tagli ai tassi e degli stimoli fiscali. Quali sono le implicazioni per le prospettive di inflazione? Durante la sua ultima riunione, il team di investimento si è interessato in particolare a questo tema e alla possibilità che la pressione sui prezzi possa cominciare a farsi più elevata.
 

Da oltre un decennio i Paesi sviluppati sono rimasti intrappolati in un contesto di bassa inflazione, malgrado tutti gli sforzi messi in atto dalle Banche Centrali per esercitare pressione sui prezzi. Questo contesto è stato uno dei fattori determinanti per il calo dei tassi che ha spinto i rendimenti di una grossa porzione di titoli di Stato ai minimi storici e una quota record in territorio negativo.

 

(Grafico 1) Le aspettative di inflazione continuano a diminuire malgrado le politiche espansive delle Banche Centrali

Tassi swap sull’inflazione 5y5y per Stati Uniti ed Eurozona
Dati al 30/09/2019
 

Tassi swap sull’inflazione 5y5y per Stati Uniti ed Eurozona



Fonti: Bloomberg Finance L.P. Utilizzato con licenza di Bloomberg Finance L.P. Analisi di T. Rowe Price.

 

Il rischio per le Banche Centrali è di essere considerate ormai incapaci di raggiungere gli obiettivi di inflazione.
- Arif Husain, Portfolio Manager and Head of International Fixed Income


“Il rischio per le Banche Centrali è di essere considerate ormai incapaci di raggiungere gli obiettivi di inflazione”, afferma Arif Husain, portfolio manager e head of International Fixed Income.


Le principali Banche Centrali hanno ripreso le loro politiche di allentamento monetario quest’anno, eppure le aspettative di inflazione hanno continuato a calare. Ad esempio, il tasso forward 5y5y - una misura chiave seguita dalle Banche Centrali per valutare le aspettative di inflazione futura - è sceso al di sotto del 2% negli Stati Uniti, mentre una misura simile per l’Eurozona ha raggiunto minimi storici.
 

Se i governi si impegneranno a incrementare in maniera decisa la spesa pubblica, nei prossimi mesi potremmo assistere ad una ripresa della crescita e dell’inflazione.
- Arif Husain, Portfolio Manager and Head of International Fixed Income


“I mercati stanno dipingendo un quadro piuttosto cupo per le prospettive di inflazione, e ciò preoccupa le Banche Centrali poiché hanno già utilizzato una vastissima gamma di strumenti negli ultimi anni nel tentativo di spingere i prezzi al rialzo”, ha detto Husain. “Dai tagli ai tassi di interesse agli acquisti di obbligazioni, ai prestiti a basso costo alle banche, le Banche Centrali hanno fatto tutto il possibile. Tocca adesso ai governi intervenire per stimolare l’economia”.
 

A tal proposito, c’è stato un notevole cambiamento nei discorsi politici circa l’uso della politica fiscale per favorire la crescita. Negli Stati Uniti, Repubblicani e Democratici hanno entrambi inserito misure di stimolo fiscale nei loro programmi in vista delle prossime elezioni presidenziali. Nel frattempo in Europa, l’Italia preme per ottenere maggior margine di manovra, mentre sia la Francia che, più recentemente, la Germania stanno valutando l’idea di politiche più espansive.


Spostandoci in Cina, all’inizio dell’anno le aspettative di un ulteriore programma di stimoli massicci come quello lanciato nel 2015 erano elevate. Quell’anno gli stimoli si erano rivelati un forte catalizzatore per la ripresa dell’economia globale. Ad oggi le misure di stimolo attuate non hanno la stessa portata del 2015, con una spesa pubblica di gran lunga inferiore e più circoscritta.
 

“Se i governi si impegneranno a incrementare in maniera sostanziosa la spesa pubblica, nei prossimi mesi potremmo assistere ad una ripresa della crescita e dell’inflazione”, ha affermato Husain.
 

Questo tipo di contesto potrebbe essere propizio per una situazione di reflazione, nella quale i rendimenti delle obbligazioni e gli asset rischiosi guadagnerebbero terreno contemporaneamente. In questo scenario, le obbligazioni USA indicizzate all’inflazione rappresentano un ottimo strumento per sostenere un portafoglio obbligazionario, ha fatto notare il team. “Acquistare obbligazioni USA indicizzate all’inflazione in questo momento rappresenta di fatto un’opzione call sullo scenario di reflazione”.
 

Nel breve termine, tuttavia, una vera e propria ripresa dell’inflazione sembra poco probabile. Per i mercati obbligazionari, l’assenza di pressione sui prezzi dovrebbe continuare ad essere favorevole, poiché le Banche Centrali saranno incoraggiate a mantenere una politica monetaria accomodante. Il debito in valuta locale dei Paesi emergenti, in particolare, dovrebbe trarre beneficio da questo contesto. “Paesi come l’Indonesia continuano ad offrire rendimenti interessanti con un’inflazione locale che dovrebbe rimanere contenuta”, ha concluso Husain.

 

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