INVESTMENT INSIGHTS

Debito emergente: un growth asset dai diversi punti di forza

Benjamin Robins , Portfolio Specialist

Gli investitori che puntano alla crescita dovrebbero focalizzarsi sulle azioni, mentre quelli alla ricerca di stabilità dovrebbero acquistare titoli di Stato. O almeno questo è ciò che si ritiene comunemente. Ma, osservando i mercati emergenti, il quadro appare totalmente diverso. Negli ultimi trent’anni i titoli di Stato in valuta forte hanno messo a segno una crescita molto più elevata rispetto a quella delle azioni. Perché? E quali sono le implicazioni?
 

Il grafico mostra le performance cumulate dell’indice obbligazionario JP Morgan EMBI Global Diversified e dell’indice azionario MSCI Emerging Markets dalla fine del 1993. 100 dollari statunitensi investiti in azioni all’inizio del periodo si sarebbero più che triplicati nel tempo, ma un investimento in obbligazioni avrebbe registrato una crescita di oltre nove volte superiore.


L’indice obbligazionario evidenzia una traiettoria più omogenea. Il periodo coperto dal grafico include diversi importanti eventi di mercato, tra cui le crisi asiatiche e russe degli anni ‘90 e la crisi finanziaria globale. Negli episodi di turbolenze sui mercati, le obbligazioni sono arretrate in maniera decisamente meno marcata rispetto alle azioni (il 2008 ne è un esempio particolare). Grazie alla minore portata di queste battute d’arresto, l’effetto di compounding delle obbligazioni è stato più pronunciato e si è tradotto nella sovraperformance osservata.
 

Alla base della volatilità inferiore e della minore perdita di capitale delle obbligazioni vi sono tre differenze principali che riguardano valute, emittenti e reddito.   

 

Crescita di 100 USD nell’obbligazionario e nell’azionario dei mercati emergenti 
31/12/1993 – 30/09/2019

Graph: Crescita di 100 USD nell’obbligazionario e nell’azionario dei mercati emergenti. 31/12/1993 – 30/09/2019

La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri.
Fonte: JP Morgan, MSCI. Analisi di T. Rowe Price.
Obbligazioni: Indice JP Morgan EMBI Global Diversified; Azioni: indice MSCI Emerging Markets.

 

  1. Esposizione valutaria coperta e non coperta: L’indice obbligazionario è un indice a valuta forte, coperto rispetto al dollaro USA. L’indice azionario non ha copertura valutaria, di conseguenza comprende un rischio valutario legato alle valute locali emergenti. Le valute emergenti possono essere redditizie, ma sono anche volatili. Negli ultimi decenni assumere un’esposizione puramente passiva agli asset in valuta locale non ha dato i suoi frutti, principalmente a causa del solido trend di rafforzamento del dollaro statunitense: Le valute emergenti si sono deprezzate di circa il 20% rispetto al dollaro dal 20031. (La lezione che va tratta, a nostro parere, non è necessariamente quella che gli investimenti in valuta locale debbano essere evitati, ma piuttosto che debbano essere selezionati e gestiti in maniera attiva per tenere sotto controllo una possibile volatilità).

  2. Emittenti statali ed emittenti societari: L’indice obbligazionario include debito statale e parastatale, mentre gli emittenti dell’indice azionario sono società. In linea generale, i Paesi presentano un rischio di fallimento inferiore rispetto a quello delle società, e la capacità dei governi di mantenere costanti i pagamenti degli interessi sulle obbligazioni è sostenuta dalla loro facoltà di raccogliere fondi attraverso l’imposizione fiscale.

  3. Reddito da cedole e reddito da dividendi: Gran parte del rendimento del debito sovrano emergente in valuta forte è stato generato dal pagamento delle cedole, che rappresentano una fonte di rendimento e di reddito più stabile rispetto all’apprezzamento del capitale e ai dividendi azionari.

Implicazioni dal punto di vista degli investimenti

Ciò non significa che gli investitori debbano stare alla larga dalle azioni emergenti. Nel contesto giusto, le azioni sono potenzialmente più performanti rispetto al debito e ad altre asset class emergenti. Ma la lezione da trarre è che l’esposizione passiva all’indice non rappresenta la miglior strategia d’investimento. Siamo convinti che sia possibile ottenere risultati decisamente migliori attraverso l’uso di una gestione attiva che miri a ridurre i rischi e a selezionare le migliori opportunità di crescita e di dividendi dall’ampio e diversificato paniere di azioni emergenti disponibili .

Inoltre, la stabilità non è l’unica qualità del debito emergente in valuta forte. Quest’ultimo è anche potenzialmente un’ottima fonte di crescita nel lungo periodo.

I vantaggi offerti dal debito in valuta forte dei mercati emergenti sono ancora validi, a nostro parere. Le cedole rimangono interessanti rispetto a quelle offerte dai mercati dei Paesi sviluppati. In termini di qualità creditizia abbiamo osservato una tendenza a mettere in atto riforme strutturali in gran parte dei Paesi emergenti e prevediamo che ciò continui. E, sebbene sia possibile che in alcuni periodi le valute locali registrino performance superiori in determinati Paesi, prevediamo che la debolezza e la volatilità complessive dei mercati in valuta locale persisteranno su un orizzonte temporale più lungo. Di conseguenza, l’esposizione ai mercati emergenti in valuta forte continua a rimanere una scelta opportuna.
 

In breve, riteniamo che gli investitori alla ricerca dei migliori rendimenti corretti per il rischio debbano continuare ad interessarsi attivamente agli emittenti sia azionari sia obbligazionari. Tenendo però a mente che la stabilità non è l’unica qualità del debito emergente in valuta forte. Quest’ultimo è anche potenzialmente un’ottima fonte di crescita nel lungo periodo.

 

1 Fonte: J.P. Morgan, 30/08/2019.

 

 

 

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201910-992375

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ISIN LU0207127753
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Rendimento 3 A
(Annualizzato)
4,16%
Cedola media
6,41%
FACTSHEET
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(USD)
$562,9mln
Scadenza media
10,67anni
Duration media
7,55 anni