PUNTO SUI PREZZI - IN BREVE

Lascia correre gli investimenti vincenti - Dieci anni di investimento nelle small cap europee

Ben Griffiths , Portfolio Manager
  • Scoprire società piccole ancora sconosciute destinate a una crescita robusta nel lungo termine può essere molto remunerativo. Prima di venderle, valutate bene se esiste un valido motivo per farlo.

  • La storia ci insegna che a incassare il "premio small cap" in genere sono gli investitori che mantengono l'esposizione all'asset class a lungo termine e le valutazioni attuali non sembrano eccessive.

  • Ci aspettiamo che l'investimento in società innovative con una crescita durevole continuerà a offrire buoni risultati nel medio termine.
     

Al decimo anniversario del lancio di T. Rowe Price European Smaller Companies Equity Fund, Ben Griffiths condivide 10 osservazioni ricavate dalla sua attività di analista e gestore di portafogli, mettendo in luce cosa è cambiato nel suo approccio, le lezioni apprese e l'evoluzione del mercato europeo delle small cap nell'arco del periodo.
 

Forte della sovraperformance ottenuta dal fondo negli ultimi dieci anni, Ben si prepara ad affrontare i prossimi dieci.

1. Come si è evoluto il mercato europeo delle small cap negli ultimi dieci anni?

C'è stata una certa volatilità in alcune fasi, ma dal punto minimo seguito alla crisi finanziaria globale di dieci anni fa, i mercati hanno messo a segno una ripresa vigorosa, anche se si è trattato per lo più di un recupero del terreno perso all'ingresso nella crisi.
 

Se guardo il portafoglio attuale, quello che colpisce di più è l'alto numero di società entusiasmanti che non erano quotate dieci anni fa e qualcuna che neanche esisteva, a riprova della profonda innovazione che c'è stata, soprattutto in ambito tecnologico. Contestualmente, in particolare negli ultimi tre o quattro anni, abbiamo assistito a un ciclo di offerte pubbliche d’acquisto (IPO) molto vivace che ha portato sul mercato tante società.
 

Una di queste nuove arrivate cosiddette disruptive è Deutsche Familienversicherung (DFV), che sta insidiando colossi affermati del settore assicurativo tedesco come Allianz. DFV è una compagnia di nicchia che offre una piattaforma online per vendere polizze integrative sanitarie, immobiliari e per danni a prezzi generalmente più convenienti, il tutto con un'esperienza online semplice ed efficiente per il consumatore. Inoltre utilizza l'intelligenza artificiale per stabilire la validità delle richieste d’ indennizzo, con un algoritmo in grado di migliorare ulteriormente l'automazione imparando dalle decisioni umane. La tecnologia aiuta a contenere i costi e a limitare al minimo il personale, il che implica un vasto potenziale di scalabilità.

Il valore aggiunto è derivato dalla selezione dei titoli, più che dalle posizioni settoriali.

(Fig. 1) 10 anni di performance ampiamente positive
Benchmark battuto su 3, 5 e 10 anni
Performance totale mensile su base mobile da dicembre 2008 a settembre 2018

La performance passata non è garanzia di risultati futuri.

Fonte: T. Rowe Price.

La performance del Fondo è calcolata utilizzando il NAV ufficiale con dividendi reinvestiti, ove presenti. Il valore degli investimenti può variare e non è garantito. È soggetto alle variazioni del tasso di cambio tra la valuta di base del fondo e la valuta di sottoscrizione, qualora diversa. Le commissioni di vendita (fino a un massimo del 5% per le azioni di Classe A), le imposte e altri costi localmente applicati non sono stati dedotti e, ove applicabili, ridurranno la performance effettiva.

L'indice mostrato non è un benchmark formale e viene riportato a mero scopo comparativo.
 

Nel contempo, tante società già affermate sono maturate, soprattutto se sono riuscite ad adattare il modello di business al mondo online, e quelle che hanno mostrato una crescita strutturale durevole sono state ampiamente premiate.
 

2. Com'è cambiato il portafoglio in questo periodo?

Abbiamo lanciato il fondo a novembre del 2008, prelevandolo dalla strategia International Small-Cap, quando i mercati erano al punto più basso della crisi finanziaria globale. La crisi ha contribuito a confermare i vantaggi della nostra filosofia di base, ovvero investire in aziende di alta qualità con crescita duratura fortemente orientate all'innovazione e mantenere le posizioni a lungo termine.
 

Se guardo indietro al 2008, mi conforta notare la grande stabilità del portafoglio, che nell'intero arco dei dieci anni è rimasto costantemente sovraesposto ai settori della salute, della tecnologia informatica e dei beni voluttuari, nei quali del resto continuiamo tuttora a trovare titoli a crescita rapida. Fra queste posizioni di lunga data figurano la società danese del settore salute Ambu, la tedesca Wirecard, che si occupa di elaborazione di pagamenti online, YouGov, azienda di sondaggi e ricerche di mercato, Eurofins Scientific, che effettua test di laboratorio, e la società irlandese di giochi e scommesse online Paddy Power, che si è trasformata in Paddy Power Betfair.
 

3. Quali sono i fattori che più hanno contribuito al successo del fondo?

Devo citare due elementi che credo siano stati costantemente cruciali per la performance del fondo negli ultimi dieci anni: la fedeltà all'orizzonte di lungo periodo e la convinzione di voler assumere rischi, ma in modo ponderato.
 

Il risultato del portafoglio è stato nettamente sovraperformante in questo decennio, con un valore aggiunto derivato per almeno il 75% dalla selezione dei titoli, più che dalle posizioni settoriali, e un'attribuzione storica che premia in particolare i titoli sanitari, finanziari e industriali.
 

Se dovessi cominciare a preoccuparmi dei risultati nei prossimi sei mesi e rimescolare le esposizioni settoriali alla ricerca del posizionamento che ritengo premiante su un orizzonte semestrale, probabilmente sbaglierei e sarebbe un modo di distruggere valore anziché crearlo.
 

Accettiamo anche di dover assumere un rischio su un singolo titolo o emittente per generare performance positive. Il rialzo delle valutazioni delle società a crescita rapida e vincenti sul piano strutturale non ci ha spaventati e le abbiamo mantenute in portafoglio, e questo atteggiamento ha avuto un ruolo cruciale ai fini del risultato.
 

La diversificazione è uno degli elementi che ci hanno permesso di ottenere fin dal lancio performance superiori a quelle del benchmark, con una volatilità inferiore. Nel corso degli anni abbiamo anche continuato a investire nella funzione di gestione del rischio. Abbiamo costruito nel tempo un portafoglio ben diversificato, impiegando un team dedicato all'analisi e alla gestione del rischio per essere certi di non fare scommesse azzardate in base a fattori esogeni
 

Le società ben gestite di piccole dimensioni con idee vincenti hanno il potenziale e l'energia per sfruttare al meglio le innovazioni e le nuove tendenze.
- Ben Griffiths Portfolio Manager, T. Rowe Price Funds SICAV European Smaller Companies Equity Fund

4. Ci sono stati cambiamenti di rilievo nel team d'investimento?

In questa classe di attivi l'esperienza ha un'importanza cruciale, dato che le società sono tante e ci vuole tempo per imparare a conoscerle. Solo per dare un'idea, ogni membro del team partecipa a più di 200 riunioni con le aziende ogni anno.
 

Tre dei quattro membri del gruppo di base seguono il fondo fin dal lancio nel 2008. Da parte mia, ho 19 anni di esperienza negli investimenti, di cui 12 con T. Rowe Price nel ruolo di analista small cap per il nord Europa (circa un terzo del portafoglio) e gestore di portafogli small cap.
 

Ho iniziato a gestire questo fondo nel 2015, prendendo il timone da Justin Thomson che adesso è uno dei CIO dell'azienda. Durante i 20 anni della sua gestione, la strategia International Small-Cap ha generato performance eccellenti. Abbiamo un approccio d'investimento simile e, dato che Justin è tuttora investito in società europee di questa categoria, continuiamo a collaborare da vicino.
 

Il fatto di poter contare su un team dedicato alle small cap europee, che ha accesso alle ampie risorse di ricerca globale di T. Rowe Price, con una piattaforma di oltre cento analisti azionari, rappresenta un vantaggio cruciale per il nostro processo d'investimento. La stretta collaborazione e lo scambio costante di idee ci aiutano a scovare società promettenti ancora sconosciute. La piattaforma d'investimento di cui possiamo usufruire è una risorsa rara in un settore in cui l'attività di analisi e ricerca viene sempre più spesso sacrificata sull'altare dei tagli ai costi e del consolidamento.
 

5. Qual è stato il periodo più difficile?

Il contesto economico in rafforzamento nell’ ultimo decennio è stato favorevole per il nostro stile d'investimento orientato alla crescita. Il ciclo si sta protraendo, almeno per ora, e questo di sicuro ha dato una spinta in più.
 

In alcuni periodi però il fondo ha sottoperformato. Gli sgravi fiscali promessi da Donald Trump nell'autunno del 2016 hanno innescato un rally trainato dai titoli value e da quelli ciclici; noi eravamo, e siamo ancora, sottoesposti a materiali, finanziari, commodity, energia e ciclici di bassa qualità, che in genere mostrano un buon andamento in questo ambiente, mentre le società che privilegiamo di solito vanno bene in quasi tutti gli altri. Per fortuna, i rally di questo tipo tendono ad avere vita breve. Sostanzialmente cerchiamo di essere pazienti e focalizzare l'attenzione sulle caratteristiche fondamentali delle società.
 

Investire nelle small cap implica una certa volatilità e anche se siamo convinti del potenziale a lungo termine di un'azienda, è difficile sapere quando comincerà a produrre la remunerazione attesa e spesso dovrà superare qualche battuta d'arresto prima di riuscirci. Ci sono periodi in cui sembra andare tutto storto e altri in cui tutto funziona al meglio.
 

La costruzione di un portafoglio diversificato è il nostro modo di contrastare la volatilità, anche se sappiamo che è un aspetto intrinseco nell'investimento in small cap, per cui è essenziale avere il coraggio delle proprie convinzioni.
 

Wirecard è un ottimo esempio. Siamo rimasti investiti nella società nonostante gli alti e bassi perché crediamo nel suo potenziale a lungo termine: ha un modello di business online innovativo, che crea sistemi di pagamento globali, e in quel periodo ha generato un tasso di crescita annuale composito del 20%, se non superiore. L'economia mondiale in realtà è ancora dipendente dai contanti, quindi il passaggio ai pagamenti elettronici e online presenta tuttora un potenziale di crescita enorme.
 

Individuare società valide con team dirigenziali brillanti che sono riuscite a crescere continuativamente nel lungo periodo si è rivelata la strategia giusta, in questi dieci anni.
- Ben Griffiths Portfolio Manager, T. Rowe Price Funds SICAV European Smaller Companies Equity Fund

6. Qual è la lezione più utile che ha imparato?

Sono due: la prima è che per avere successo in quest'asset class bisogna individuare le società che spiccano per il potenziale di generare un tasso di crescita composto elevato nel lungo periodo. Uno studio dell'universo europeo delle small cap che abbiamo condotto internamente l'anno scorso mostra che sono queste società a creare gran parte del valore.
 

La seconda è questa: se trovi un'azienda valida, tienila in portafoglio, non venderla a meno che non ci sia un buon motivo per farlo e in genere la valutazione non è il fattore determinante. non venderla a meno che non ci sia un buon motivo per farlo e in genere la valutazione non è il fattore determinante. L'ho imparato a caro prezzo! Una volta possedevo le azioni di un'azienda tedesca, Rational, che produce forni combinati. Probabilmente è una delle migliori società che abbia mai incontrato, ma sono riuscito a convincermi a venderla perché il titolo era diventato piuttosto caro. Non lo rifarei mai più!
 

7. Dove sono, secondo voi, le principali opportunità per il prossimo decennio?

Come accennavo prima, continuo a vedere un'enorme opportunità nell'identificare aziende ad alto potenziale legato all'innovazione. Il motivo è che l'Europa spende molto in ricerca e sviluppo, sia in termini assoluti che in percentuale del prodotto interno lordo, e regge bene il confronto con gli Stati Uniti e la Cina. Inoltre, ci sono molte domande di brevetti, anche se quelle cinesi sono più numerose. Non dimentichiamo che l'Europa ospita alcune delle industrie più innovative del pianeta: quella automobilistica è un esempio lampante, ma anche la genomica, la fisica delle particelle e l'energia rinnovabile hanno basi particolarmente solide.
 

Siamo nel mezzo di un periodo di grande cambiamento economico, legato a Internet e alle innovazioni in campo medico, e a trarne impulso sono le industrie non tradizionali e le società orientate a una crescita strutturale.
- Ben Griffiths Portfolio Manager, T. Rowe Price Funds SICAV European Smaller Companies Equity Fund

8. Quali sono i rischi che sta monitorando?

Il rischio principale in Europa è politico. L'esito delle trattative sulla Brexit, la questione del bilancio e del debito in Italia e l'ascesa dei movimenti populisti sono tutti fattori che contribuiscono al clima geopolitico di disagio che stiamo osservando.
 

Al di là delle condizioni di mercato volatili al momento, resto concentrato sugli stessi temi. Credo che la crescita duratura a valore aggiunto continuerà ad essere premiata, almeno nel medio termine.
 

Nel complesso, sono incoraggiato da vari sviluppi in grado di sparigliare le carte in tavola, come le trasformazioni legate a Internet e le innovazioni in campo medico che favoriscono le società in crescita strutturale, a scapito delle industrie tradizionali.

9. Vede un potenziale di ulteriore rialzo in Europa?

Le valutazioni in Europa non mi sembrano eccessive: nel 2008 erano incredibilmente scontate e il rally ha preso piede molto rapidamente. I livelli attuali di P/E (prezzo/utili) in aggregato per le small cap europee non mostrano alcun segnale di allarme, E peraltro non indicano una particolare sopravvalutazione rispetto alle large cap.
 

Ci sono state alcune valutazioni estreme fra i titoli tecnologici e a crescita strutturale, ma a fronte di questo, esistono anche tante società innovative ancora tutte da scoprire.
 

10. Qual è l'aspetto che vi entusiasma di quest'asset class nell'ottica dei prossimi dieci anni?

Sono convinto che quello delle small cap europee sia ancora un segmento molto interessante. È un momento stimolante per gli investitori perché il cambiamento crea opportunità. Le società ben gestite di piccole dimensioni con idee vincenti hanno il potenziale e l'energia per sfruttare al meglio le innovazioni e le nuove tendenze. Viceversa, quelle affermate, spesso di dimensioni maggiori, sono destinate più facilmente a subire pressioni a causa delle nuove modalità di conduzione degli affari o dell'arrivo sul mercato di nuovi prodotti.
 

Le aziende più piccole stanno adottando le nuove tecnologie e digitalizzando le attività in modo da spingere la produttività e l'innovazione. Prendiamo la finanza, in particolare l'attività bancaria. Il modo di operare è completamente cambiato nell'arco di 15 anni: per effettuare un'operazione non serve più chiamare la banca, ma basta usare lo smartphone,
 

e questa è solo la punta dell'iceberg. Mi sembra che stiamo appena iniziando a vedere i benefici dell'avanzata della digitalizzazione, che potrebbe rivoluzionare le catene logistiche e renderle più efficienti.
 

È questo che definisce lo scenario in cui mi preparo ad agire nei prossimi dieci anni. Ho appena iniziato!
 

I titoli specifici individuati e descritti in questa relazione non rappresentano tutti i titoli acquistati, venduti o raccomandati per il comparto della SICAV e non si deve presumere che i titoli individuati e trattati si siano dimostrati o si dimostreranno redditizi.
 

201812-697402

Informazioni importanti

Questo materiale è fornito a scopo esclusivamente informativo. Il materiale non costituisce né si prefigge di fornire una consulenza di alcun genere, neppure in materia di investimento fiduciario; si consiglia ai potenziali investitori di richiedere una consulenza legale, finanziaria e fiscale indipendente prima di assumere qualsiasi decisione d'investimento. Le società del gruppo T. Rowe Price, incluse T. Rowe Price Associates, Inc. e/o le sue affiliate, ottengono ricavi dai prodotti e servizi di investimento di T. Rowe Price. I rendimenti passati non costituiscono un’indicazione affidabile di quelli futuri. Il valore di un investimento e l’eventuale reddito da esso derivante possono aumentare o diminuire. Gli investitori possono ottenere un importo inferiore rispetto a quello investito.

Il presente materiale non costituisce distribuzione, offerta, invito, raccomandazione o sollecitazione personale o generale all'acquisto o alla vendita di titoli in alcuna giurisdizione, né allo svolgimento di qualsiasi attività di investimento specifica. I contenuti del presente materiale non sono stati verificati da alcuna autorità di vigilanza in alcuna giurisdizione.

Le informazioni e le opinioni qui presentate sono state ottenute o tratte da fonti ritenute affidabili e aggiornate; tuttavia, non siamo in grado di garantirne l'accuratezza né l'esaustività. Non vi è alcuna garanzia che eventuali previsioni si concretizzino. I pareri qui contenuti sono espressi alla data indicata sul materiale e sono soggetti a cambiamento senza preavviso; questi pareri possono differire da quelli di altre società del gruppo T. Rowe Price e/o di loro associate. Il materiale non dovrà essere, in nessun caso, copiato né ridistribuito, in tutto o in parte, in assenza del consenso di T. Rowe Price.

Il materiale non è destinato ad essere utilizzato da persone che siano in giurisdizioni che vietino o limitino la distribuzione del materiale e in alcuni paesi tale materiale è fornito solo su richiesta specifica.

Il presente documento non è finalizzato alla distribuzione ai clienti retail in alcuna giurisdizione.

FONDO CORRELATO
SICAV
Classe I EUR
ISIN LU0382931417
Individuare le società future protagoniste europee della crescita.
Visualizza Altro...
Rendimento 3 A
(Annualizzato)
9,56%
Dimensione del fondo
(EUR)
€174,3mln