Investire in titoli di società growth perenni

Larry J. Puglia , Portfolio Manager

Key Insights

  • Larry Puglia si concentra su società in grado di generare incrementi degli utili e un elevato tasso di crescita del free cash flow nel tempo.

  • All’inizio del 2019 i rischi per il mercato erano più significativi e le sfide più critiche rispetto al 2018.

  • La strategia ha iniziato l’anno con posizioni sovrappesate nei beni di consumo voluttuari, salute e servizi di comunicazione

Larry Puglia gestisce la strategia US Large‑Cap Core Growth Equity Strategy da oltre 25 anni, un vero e proprio exploit. In questa intervista Larry ci parla del suo approccio di gestione, rimasto coerente nel tempo, e ci espone le sue prospettive per il mercato, offrendoci un quadro del posizionamento della strategia per il 2019.
 

D. Quali lezioni fondamentali ha tratto in tutti questi anni di gestione della strategia?
 

Tra le tante cose che ho imparato c’è che nessuno ha il monopolio in materia di intelligenza. Cerco quindi di trarre spunti da diverse fonti e rimango aperto a visioni opposte, innovazioni o altri cambiamenti rivoluzionari.
 

In seguito, quando si investe in mercati volatili, è molto importante evitare di rimuginare sugli errori o di celebrare le vittorie. Cerchiamo di focalizzarci sul valore degli investimenti nel futuro. Bisogna anche essere consapevoli del fatto che è molto raro riuscire a comprare quando i prezzi sono ai minimi e rivendere quando sono ai massimi.
 

Poi, fare investimenti non è un concorso di popolarità. Se compri gli stessi titoli degli altri, otterrai gli stessi risultati degli altri. In genere i portafogli devono includere almeno qualche idea controversa. Essere contrarian può spesso generare notevoli guadagni.
 

Stiamo attenti a dare la giusta importanza alla reale comprensione. Per avere successo negli investimenti bisogna poter riflettere con calma. Riconoscere gli errori in anticipo - e prima dei propri concorrenti - è fondamentale. Allo stesso tempo, è importante non giudicare le idee di investimento su un orizzonte temporale troppo corto. Spesso ci vuole tempo affinché il mercato dia il giusto valore alle migliori idee.
 

Di conseguenza cerco di trarre spunto da diverse fonti e rimango aperto a visioni opposte, innovazioni o altri cambiamenti rivoluzionari.
- Larry Puglia, Portfolio Manager, US Large‑Cap Core Growth Equity Strategy

D. Qual è il suo approccio di gestione e com’è cambiato nel tempo?
 

Il nostro approccio all’investimento è rimasto costante. I prezzi dei titoli tendono a seguire la crescita degli utili e del free cash flow nel tempo. Di conseguenza, ci concentriamo su società che presentano una crescita sostenibile degli utili e del free cash flow.
 

Ci interessano in particolare i titoli di società growth di elevata qualità che hanno tutti i presupposti per incrementare gli utili nel tempo a un ritmo di crescita solido. Queste rare società tendono a detenere ampie quote di mercato, vasti mercati raggiungibili, oltre che - ed è un punto che non va sottovalutato - un management molto competente capace di allocare efficacemente il capitale. Queste società generano tipicamente una crescita del free cash flow sostenibile.
 

Privilegiamo anche le società che hanno un grado elevato di utili ricorrenti o che sono ben diversificate dal punto di vista dei prodotti o delle aree geografiche. Warren Buffett parla di “franchise economici”; Morningstar descrive le società di qualità come quelle che beneficiano di un “fossato” (moat) intorno a loro; altri lo chiamano vantaggio competitivo sostenibile.
 

Infine, seguiamo i benchmark della strategia [gli indici S&P 500 e Russell 1000 Growth] ma cerchiamo di non preoccuparci troppo di investire in determinate componenti. Tra le decisioni più assennate che abbiamo preso in passato c’è stata quella di evitare vaste componenti dei benchmark che non soddisfacevano i nostri criteri.

 

(Grafico 1) Strategia US Large‑Cap Core Growth Equity
Diversificazione, al 31/12/2018

Fonte: T. Rowe Price.

Il portafoglio rappresentativo costituisce una selezione del composito che rispecchia, a nostro parere, più fedelmente l’attuale stile di gestione del portafoglio per la strategia. La performance non è un criterio per la selezione del portafoglio rappresentativo. Le caratteristiche del portafoglio rappresentativo qui riportato possono differire da quelle di altre selezioni nella strategia.

T. Rowe Price utilizza i Global Industry Classification Standard (GICS) di MSCI/MSCI/S&P per la reportistica globale e settoriale. T. Rowe Price aderirà a tutti i futuri aggiornamenti della struttura GICS ai fini della reportistica.

Frank Russell Company (“Russel") è la fonte e il proprietario dei dati relativi agli indici Russell a cui si fa riferimento nel presente materiale, di tutti i marchi registrati e dei copyright relativi agli indici Russell. Russell© è un marchio registrato di Russell. Russell non è responsabile della formattazione o della predisposizione del presente materiale né di qualunque inesattezza nella presentazione di T.  Rowe Price all’interno della presentazione.

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La performance dell’indice è riportata a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di alcun investimento specifico. Non è possibile investire direttamente in un indice.

 

D. Quali sono le sue prospettive per il mercato nel  2019?
 

All’inizio del 2019 il mercato presentava rischi considerevoli e forse maggiori sfide rispetto a fine 2018. Direi che il mancato raggiungimento di un accordo commerciale con la Cina sia la prima delle nostre preoccupazioni, ma anche il rallentamento della crescita globale ha il suo peso. Inoltre, valutiamo anche i contesti politici instabili in diversi paesi, ad esempio le incertezze relative alla Brexit in Europa e la possibilità di una regolamentazione più stringente derivante dal cambio di leadership alla Casa Bianca.
 

Detto ciò, le componenti fondamentali delle performance dei titoli sono sempre presenti. Nello specifico, gli utili societari continuano a crescere a ritmo sostenuto e la crescita dei ricavi sottostanti rimane resiliente.
 

È vero che la riforma delle imposte societarie ha favorito gli utili nel 2018 e che ciò creerà confronti più difficili. Ma le valutazioni, che stavano diventando un notevole ostacolo potenziale per le future performance azionarie, appaiono su livelli più ragionevoli con il tempo e in seguito alla correzione del mercato nel 4° trimestre 2018.
 

D. Qual era il posizionamento della strategia all’arrivo del 2019?
 

Siamo entrati nel 2019 con posizioni sovrappesate in titoli dei beni di consumo voluttuari, salute e servizi di comunicazione. Siamo andati incontro a mercati volatili e a un forte arretramento nei tecnologici, ma anche in molti altri settori. Tuttavia, le tipologie di società nelle quali investiamo non hanno subito cambiamenti sostanziali. Il nostro tasso di turnover è stato pari ad appena il 30%, e diverse di quelle che erano ampie partecipazioni all’inizio del 2018 continuano ad esserlo oggi.
 

Ad esempio titoli del settore dei beni di consumo voluttuari, come Amazon e Alibaba; titoli della salute, come Becton Dickinson, Intuitive Surgical, Stryker, Cigna, e UnitedHealthcare; e titoli tecnologici, come MasterCard, Visa, PayPal, Intuit e Microsoft. Diverse delle nostre maggiori posizioni, come Alphabet [precedentemente Google], sono state riclassificate nel nuovo settore dei servizi di comunicazione, dove abbiamo una posizione sovrappesata. Quindi, di fatto, siamo in sottopeso nella tecnologia dopo le ultime modifiche alla classificazione dei settori, in vigore dal 4° trimestre 2018.
 

Abbiamo cercato di mantenere un’esposizione a un vasto numero di società growth, e la maggior parte presenta valutazioni piuttosto ragionevoli. Ad esempio, persino titoli come Amazon e Google, che avevano messo a segno una crescita dei ricavi solida e costante e robuste performance azionarie, scambiano adesso a un livello ben al di sotto 20 volte il free cash flow che potrebbero generare nel 2020. Tuttavia, deteniamo anche ampie posizioni in società al di fuori di questi settori, come Boeing e Ameritrade.
 

D. E per quanto riguarda i settori sottopesati?
 

Siamo generalmente sottopesati nei settori e nei segmenti che sono profondamente ciclici e fortemente frammentati, o dove la maggior parte degli operatori genera ricavi inferiori al costo del capitale. Evitiamo anche quei settori in cui il contesto concorrenziale o i cambiamenti strutturali ostacolano una crescita costante.
 

Di conseguenza, siamo sottopesati nei materiali, industriali e servizi alle imprese. Abbiamo anche fortemente evitato il settore dei beni di consumo primari perché riteniamo che i prodotti a marchio distributore continueranno a rappresentare una grande minaccia per il potere di determinazione dei prezzi dei prodotti di marca. Siamo inoltre poco investiti nei settori dell’energia, utilities e real estate.

Essenzialmente, miriamo a comprare titoli di società growth perenni che riteniamo possano performare ragionevolmente bene nella maggior parte dei contesti economici e normativi.
- Larry Puglia, Portfolio Manager, US Large‑Cap Core Growth Equity Strategy

D. Quali sono i principali rischi attualmente?
 

Abbiamo già citato come preoccupazione più importante il rischio di un intensificarsi della guerra commerciale con la Cina, che potrebbe frenare la crescita economica globale.
 

Oltre a ciò, le questioni relative all’antitrust o alla riservatezza dei dati e la retorica nei confronti di diversi leader di Internet sono certamente delle sfide potenziali. Il rallentamento della crescita e l’inasprimento della regolamentazione in Cina potrebbero inoltre pesare sulla crescita di società come Alibaba e Tencent. Infine, il rafforzamento della regolamentazione derivante da una spaccatura all’interno del Congresso potrebbe avere un impatto su settori come la salute e i finanziari.
 

Tuttavia, siamo consapevoli, nel nostro approccio di investimento, che è molto difficile prevedere come questi fattori macroeconomici si svilupperanno e in che misura influenzeranno i prezzi delle azioni. Ci concentriamo quindi sempre sulle società che riteniamo possano continuare a generare una solida crescita degli utili e del free cash flow nella maggior parte degli scenari.
 

Essenzialmente, miriamo a comprare titoli di società growth perenni che riteniamo possano performare ragionevolmente bene nella maggior parte dei contesti economici e normativi. Siamo consapevoli del fatto che una strategia growth può non essere particolarmente difensiva rispetto ad altre determinate strategie. Tuttavia, in orizzonti temporali ragionevoli, riteniamo che la qualità e le prospettive di crescita delle società che deteniamo possano fornire prospettive relativamente positive.
 

D. Un ultimo commento?
 

È un onore essere il gestore della strategia US Large‑Cap Core Growth Equity da oltre un quarto di secolo. Sono lieto che i nostri clienti ripongano fiducia nel nostro team, mantenendo i loro investimenti e rafforzandoli regolarmente, anche durante periodi di turbolenze sui mercati. Inoltre, ringrazio T. Rowe Price per la vasta piattaforma di ricerca che continua ad ampliare e per il suo fermo impegno nel rafforzare l’eccellenza della ricerca.
 

Al 31/12/2018, Amazon rappresentava il 10,04% della strategia US Large-Cap Core Growth Equity; Alibaba, 2,95%; Becton Dickinson, 1,99%; Boeing, 3,86%; Intuitive Surgical, 1,71%; Stryker, 1,95%; Cigna, 1,74%; UnitedHealthcare, 3,22%; MasterCard, 2,90%; Visa, 3,50%; PayPal, 1,72%; Intuit, 1,62%; Microsoft, 5,75%; Alphabet, 6,09%; Facebook, 3,84%; Tencent, 2,26%; e Ameritrade, 1,51%. Le strategie che investono in titoli growth sono soggette alla volatilità correlata all’investimento azionario, e il loro valore può fluttuare più di quello di una strategia che investe in titoli orientati a generare reddito.

 

Rischi principali – I seguenti rischi sono pertinenti relativamente alla strategia presentata in questo materiale:

Transazioni in titoli denominati in valuta estera possono essere soggette a fluttuazioni dei tassi di cambio e possono incidere sul valore di un investimento. La strategia è soggetta alla volatilità correlata all’investimento azionario, e il suo valore può fluttuare più di quello di una strategia che investe in titoli orientati a generare reddito.
 

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