INVESTMENT VIEWPOINT

Obbligazioni high yield: le radici dell'economia statunitense

Kevin Loome

Punti essenziali

  • Il mercato high yield statunitense rappresenta uno spaccato dell'economia del paese.

  • Le società high yield stanno approfittando dei bassi tassi di prestito e della caccia al rendimento su scala globale.

  • Il mercato high yield statunitense offre esposizione a emittenti che presentano fondamentali finanziari discreti associati a un reddito interessante.

Quello statunitense è stato il primo mercato obbligazionario high yield e vanta una storia che risale agli anni Ottanta, con emissioni in essere per un valore totale di circa 1300 miliardi di dollari, principalmente grazie alle dimensioni del mercato private equity statunitense che fa ampio ricorso alle obbligazioni ad alto rendimento per finanziare operazioni di leveraged buyout. La quota di emittenti private è diminuita dal 2005, ma rappresenta comunque oltre la metà dell'offerta.1

Negli ultimi dieci anni si sono sviluppati mercati obbligazionari high yield di rilievo anche in altre aree geografiche, ma quello americano resta il più grande del mondo e continua a presentare agli investitori opportunità interessanti per diversificare l'esposizione e trovare fonti di reddito aggiuntive.

L'high yield statunitense offre un'esposizione obbligazionaria a un campione di società small e mid cap focalizzate sul mercato interno che rappresentano le radici dell'economia statunitense in molti settori come l'energia e le telecomunicazioni, l'industria e i consumi.

Negli ultimi anni, le società high yield hanno approfittato dei bassi tassi di prestito e della caccia al rendimento su scala globale per rifinanziare il debito a condizioni favorevoli, rimpiazzando cedole che oscillavano intorno all'8-9% con titoli al 5-6%.1 Nel contempo, le società colgono l'occasione per assumere prestiti a più lungo termine, riducendo l'esigenza pressante di rifinanziamento cui erano sottoposte in precedenza sulle scadenze più brevi. Sostenute da un contesto economico interno in miglioramento, le società statunitensi tipiche che emettono obbligazioni ad alto rendimento stanno beneficiando di cashflow più solidi e fondamentali migliori per le rispettive attività. Di conseguenza, i tassi di default nel mercato high yield statunitense sono storicamente bassi intorno al 2%, a fronte della media storica del 4% circa dal 1980.1


Il mercato statunitense offre agli investitori high yield diversi vantaggi, a cominciare dall'opportunità di ampliare il ventaglio delle fonti di rendimento investendo in una gamma diversificata di società attive nella più grande economia mondiale. L'universo high yield statunitense è molto esteso e in media le emissioni tendono ad avere dimensioni maggiori rispetto a quelle di altre aree geografiche, il che contribuisce a creare un mercato più liquido.

In futuro, i gestori high yield dovranno adattare l'approccio a un contesto volatile sul fronte dei tassi di interesse che, secondo le nostre aspettative, dopo più di 30 anni di tendenza al ribasso cominceranno a risalire. Data la scarsa probabilità di un calo dei tassi di default dai livelli attuali, la selezione attiva dei titoli per evitare gli emittenti deboli sarà più importante che mai. Inoltre, le inefficienze di prezzo creano interessanti opportunità di valore relativo fra gli emittenti, legate alle dimensioni (il mercato è composto principalmente da società a bassa e media capitalizzazione), alla qualità del credito e alla collocazione geografica. Il mercato high yield statunitense offre esposizione a emittenti che presentano fondamentali finanziari discreti associati a un reddito relativamente interessante.
 

1 Fonte: J.P. Morgan, al 31 dicembre 2018, e T. Rowe Price. Le informazioni sono state ottenute da fonti ritenute affidabili, tuttavia J.P. Morgan non ne garantisce la completezza, né l’accuratezza. Copyright © 2019, J.P. Morgan Chase & Co. Tutti i diritti riservati.

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