Azioni USA: generare performance in un contesto più sfavorevole

Taymour Tamaddon , Portfolio Manager

Dopo le turbolenze che hanno caratterizzato la fine del 2018, l’inizio di quest’anno ha visto il ritorno di una certa calma sui mercati. Tuttavia, i fattori di preoccupazione che hanno dominato il 4° trimestre dello scorso anno sono ancora presenti, facendo presagire un incremento della volatilità complessiva sui mercati nei prossimi mesi. D’altra parte le basi su cui poggiano le performance societarie si mantengono solide: gli utili continuano a crescere a un ritmo sostenuto e i redditi sottostanti mostrano anch’essi una buona capacità di tenuta. Allo stesso tempo, i netti cali registrati a fine 2018, in particolare dai titoli growth, hanno nel complesso fatto scendere le valutazioni a livelli più ragionevoli.

Puntare su società growth “perenni”

Al di là del contesto predominante miriamo essenzialmente a costruire un portafoglio composto da titoli di società growth “perenni” che riteniamo siano in grado di mettere a segno buone performance nella maggior parte dei contesti economici e di mercato. Di conseguenza, manteniamo un approccio selettivo ed opportunistico, concentrandoci su società di elevata qualità che traggono vantaggio da tendenze secolari di lungo termine e che offrono quindi un potenziale di crescita sostenibile.
 

Il 4° trimestre 2018, caratterizzato da forte volatilità, ci offre forse il miglior esempio del successo di questo approccio che si basa sulla capacità delle società di mostrarsi resilienti in qualsiasi contesto. Alle fine dello scorso anno i mercati azionari globali sono stati interessati da incertezze e bruschi cali, con il sentiment degli investitori intaccato dai timori sul commercio globale, l’incremento dei tassi statunitensi e il rallentamento della crescita economica. Questo contesto si è rivelato difficile in particolare per gli investitori growth date le forti correzioni subite dai titoli a beta e P/E più elevati.
 

Malgrado le turbolenze e il tonfo dell’indice S&P 500 che ha perso il 13,5%, questo periodo ha permesso di mettere in evidenza come, nonostante l’orientamento chiaramente growth della strategia U.S. Large Cap Growth Equity di T. Rowe Price, un approccio di investimento rigoroso e una selezione titoli efficace siano in grado di aggiungere valore in contesti di mercato sia rialzisti sia ribassisti.
 

Aspetti cruciali sottovalutati dal mercato

In termini di posizionamento del portafoglio la selezione dei titoli nel settore dell’informatica si è rivelata decisiva per le performance registrate di recente dalla strategia. Nel 4° trimestre 2018, ad esempio, il settore ha subito forti pressioni di vendita, terminando il trimestre in calo di quasi il 20%. Tuttavia, l’ampio sottopeso su un titolo dalle scarse performance come Apple (che deriva dalla nostra visione sull’indebolimento dei cicli di prodotto della società) e le performance relative positive di alcune società che operano nell’ambito del cloud si sono tradotti in un forte contributo dell’esposizione all’IT alle performance della strategia.

 

Per quanto riguarda gli altri settori abbiamo mantenuto una posizione di sovrappeso nella salute, in gran parte in considerazione delle forti convinzioni che nutriamo nei confronti delle società di servizi sanitari. Si tratta di un’area nella quale riteniamo di avere una comprensione reale di fattori che vengono sottovalutati dal mercato. Uno di questi è il cambiamento in atto negli Stati Uniti per quanto riguarda i costi sanitari, che vede gli utenti pagare sempre più di tasca propria le spese per l’assistenza sanitaria. In passato, i cittadini potevano affidarsi a terze parti per il pagamento della quasi totalità dei loro costi. Oggi, il fatto che gli utenti devono sempre più provvedere personalmente alle loro spese sanitarie conduce a dei comportamenti di spesa più razionali, richieste più prevedibili e a una maggiore redditività per le compagnie assicurative del settore sanitario.
 

Per quanto riguarda i fondamentali, il 2019 si annuncia come un anno nuovamente solido per i servizi sanitari. Di conseguenza, malgrado gli altissimi rendimenti dell’ultimo anno, le valutazioni delle società non ci sembrano particolarmente elevate. In effetti gli attuali multipli degli utili sono praticamente invariati rispetto a un anno fa, con una crescita pari a quasi il 40% degli utili delle società di assistenza sanitaria nel 2018.
 

Il netto calo dei mercati azionari a fine 2018 ha fatto sì che le valutazioni di alcuni titoli più costosi orientati alla crescita appaiano oggi meno onerose. Continuiamo a privilegiare titoli ad alta convinzione in aree come la salute, l’informatica e i servizi di comunicazione. Di contro, rimaniamo prudenti nei confronti di settori che attraversano criticità strutturali come il retail, settori ciclici come gli industriali e difensivi come i beni di consumo primari.
 

 Dopo le turbolenze che hanno caratterizzato la fine del 2018, l’inizio di quest’anno ha visto il ritorno di una certa calma sui mercati. Tuttavia, i fattori di preoccupazione che hanno dominato il 4° trimestre dello scorso anno sono ancora presenti, facendo presagire un incremento della volatilità complessiva sui mercati nei prossimi mesi. D’altra parte le basi su cui poggiano le performance societarie si mantengono solide: gli utili continuano a crescere a un ritmo sostenuto e i redditi sottostanti mostrano anch’essi una buona capacità di tenuta. Allo stesso tempo, i netti cali registrati a fine 2018, in particolare dai titoli growth, hanno nel complesso fatto scendere le valutazioni a livelli più ragionevoli.
 

Puntare su società growth “perenni”

Al di là del contesto predominante miriamo essenzialmente a costruire un portafoglio composto da titoli di società growth “perenni” che riteniamo siano in grado di mettere a segno buone performance nella maggior parte dei contesti economici e di mercato. Di conseguenza, manteniamo un approccio selettivo ed opportunistico, concentrandoci su società di elevata qualità che traggono vantaggio da tendenze secolari di lungo termine e che offrono quindi un potenziale di crescita sostenibile.
 

Il 4° trimestre 2018, caratterizzato da forte volatilità, ci offre forse il miglior esempio del successo di questo approccio che si basa sulla capacità delle società di mostrarsi resilienti in qualsiasi contesto. Alle fine dello scorso anno i mercati azionari globali sono stati interessati da incertezze e bruschi cali, con il sentiment degli investitori intaccato dai timori sul commercio globale, l’incremento dei tassi statunitensi e il rallentamento della crescita economica. Questo contesto si è rivelato difficile in particolare per gli investitori growth date le forti correzioni subite dai titoli a beta e P/E più elevati.
 

Malgrado le turbolenze e il tonfo dell’indice S&P 500 che ha perso il 13,5%, questo periodo ha permesso di mettere in evidenza come, nonostante l’orientamento chiaramente growth della strategia U.S. Large Cap Growth Equity di T. Rowe Price, un approccio di investimento rigoroso e una selezione titoli efficace siano in grado di aggiungere valore in contesti di mercato sia rialzisti sia ribassisti.
 

Aspetti cruciali sottovalutati dal mercato

In termini di posizionamento del portafoglio la selezione dei titoli nel settore dell’informatica si è rivelata decisiva per le performance registrate di recente dalla strategia. Nel 4° trimestre 2018, ad esempio, il settore ha subito forti pressioni di vendita, terminando il trimestre in calo di quasi il 20%. Tuttavia, l’ampio sottopeso su un titolo dalle scarse performance come Apple (che deriva dalla nostra visione sull’indebolimento dei cicli di prodotto della società) e le performance relative positive di alcune società che operano nell’ambito del cloud si sono tradotti in un forte contributo dell’esposizione all’IT alle performance della strategia.

Per quanto riguarda gli altri settori abbiamo mantenuto una posizione di sovrappeso nella salute, in gran parte in considerazione delle forti convinzioni che nutriamo nei confronti delle società di servizi sanitari. Si tratta di un’area nella quale riteniamo di avere una comprensione reale di fattori che vengono sottovalutati dal mercato. Uno di questi è il cambiamento in atto negli Stati Uniti per quanto riguarda i costi sanitari, che vede gli utenti pagare sempre più di tasca propria le spese per l’assistenza sanitaria. In passato, i cittadini potevano affidarsi a terze parti per il pagamento della quasi totalità dei loro costi. Oggi, il fatto che gli utenti devono sempre più provvedere personalmente alle loro spese sanitarie conduce a dei comportamenti di spesa più razionali, richieste più prevedibili e a una maggiore redditività per le compagnie assicurative del settore sanitario.
 

Per quanto riguarda i fondamentali, il 2019 si annuncia come un anno nuovamente solido per i servizi sanitari. Di conseguenza, malgrado gli altissimi rendimenti dell’ultimo anno, le valutazioni delle società non ci sembrano particolarmente elevate. In effetti gli attuali multipli degli utili sono praticamente invariati rispetto a un anno fa, con una crescita pari a quasi il 40% degli utili delle società di assistenza sanitaria nel 2018.
 

Il netto calo dei mercati azionari a fine 2018 ha fatto sì che le valutazioni di alcuni titoli più costosi orientati alla crescita appaiano oggi meno onerose. Continuiamo a privilegiare titoli ad alta convinzione in aree come la salute, l’informatica e i servizi di comunicazione. Di contro, rimaniamo prudenti nei confronti di settori che attraversano criticità strutturali come il retail, settori ciclici come gli industriali e difensivi come i beni di consumo primari.
 

Rischi principali. La strategia illustrata nel presente documento è esposta in particolare ai rischi elencati di seguito:
 

Transazioni in titoli denominati in valuta estera possono essere soggette a fluttuazioni dei tassi di cambio e possono incidere sul valore di un investimento. La strategia è soggetta alla volatilità correlata all’investimento azionario, e il suo valore può fluttuare più di quello di una strategia che investe in titoli orientati a generare reddito.

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