Semaforo giallo per l’azionario USA a causa delle sfide emergenti

Jeff Rottinghaus , Portfolio Manager

Punti essenziali

  • Il contesto per le azioni statunitensi dovrebbe restare positivo, ma diventerà probabilmente più critico nel corso del prossimo anno.
  • Il tasso di crescita degli utili societari dovrebbe decelerare rispetto alla stupefacente corsa del 2018, e attestarsi intorno all’8-10%.
  • La stretta monetaria su base globale potrebbe rappresentare una preoccupazione più ampia del solo innalzamento dei tassi effettuato dalla Fed.
  • Le quotazioni azionarie variano ampiamente tra i diversi settori, ma si registrerà probabilmente una compressione dei rapporti prezzo/utili.
  • Le incertezze inerenti ai dazi e alle politiche di protezionismo commerciale costituiscono una minaccia significativa per la crescita economica e le singole società.

Alcuni dei fattori positivi che hanno spinto i mercati azionari statunitensi ai livelli record del 2018 potrebbero trasformarsi in negativi nel corso del prossimo anno, o comunque a breve. Anche se il contesto dovrebbe rimanere favorevole all’investimento,  potrebbe diventare più difficile.

 

Gli utili societari sono stati fortemente favoriti dall'abbassamento delle aliquote fiscali per le imprese, e hanno messo a segno una crescita sorprendente, portandosi dal 18% al 21% nel corso dell’anno. Tuttavia, il tasso di crescita dovrebbe decelerare nel corso del 2019, sino all’8-10%. Si tratterebbe di un dato comunque positivo rispetto ai trend storici, ma probabilmente non ancora scontato negli attuali prezzi di mercato. Gli elevati margini di profitto saranno probabilmente ostacolati dall'incremento dei tassi di interesse, dei salari e dei costi di produzione.

 

L’economia statunitense, incoraggiata dalle riforme fiscali e dalle politiche di deregolamentazione, è forte. L'attività manifatturiera ha raggiunto nuovi record, gli indicatori anticipatori sono positivi, e i livelli di ottimismo delle piccole imprese e di fiducia dei consumatori sono favorevoli. Tuttavia, ci troviamo nelle ultime fasi di questo ciclo economico con politiche monetarie meno accomodanti, tassi di interesse più alti, e costi del lavoro e inflazione crescenti a fronte di un mercato del lavoro in contrazione. Anche le incertezze sui dazi doganali e sulle politiche protezionistiche commerciali potrebbero avere un impatto negativo sulla crescita. E gli stimoli derivanti dai tagli fiscali avranno un minore impatto il prossimo anno. I rischi di recessione sono ancora moderati ma stanno crescendo.

 

Probabilmente, la Federal Reserve continuerà a spingere al rialzo i tassi di interesse a breve termine, mentre le banche centrali di Giappone ed Europa stanno riducendo i loro programmi quantitative easing, in precedenza molto stimolanti. La stretta monetaria a livello globale potrebbe generare preoccupazioni per i mercati più rilevanti di quelle legate all’innalzamento dei tassi della Fed, perché la liquidità globale è stata un supporto più che solido negli ultimi anni.

 

Inoltre, con i tassi a lungo termine che si mantengono stabili, la curva dei rendimenti si è appiattita e potremmo assistere all’inizio del prossimo anno ad un’inversione, con i rendimenti a breve che sopravanzano quelli a lungo. Si tratta, tipicamente, di un segnale anticipatore di rallentamento economico e di indebolimento dei mercati.

Se da un lato gli investitori dovranno probabilmente rivedere al ribasso le loro aspettative, dall’altro i mercati potrebbero continuare a performare bene se dovessero essere risolte positivamente le questioni geopolitiche, in generale, e quelle legate alle controversie commerciali, in particolare.

Un’altra preoccupazione deriva dal fatto che la riforma fiscale non ha condotto all’esplosione degli investimenti che molti si attendevano. Al contrario, molte società hanno impiegato i maggiori ricavi in significativi incrementi dei dividendi e in ingenti riacquisti di azioni proprie. Un ciclo di investimenti più deciso sarebbe di grande sostegno agli utili.

 

Ciò nonostante, le quotazioni azionarie statunitensi variano notevolmente da settore a settore, ma si mantengono in linea generale superiori alle medie storiche. Assisteremo probabilmente a una compressione dei multipli prezzo/utili nel corso del prossimo anno.

 

Forse la minaccia più rilevante che gli investitori si trovano ad affrontare è l’incertezza relativa alle tensioni commerciali e ai dazi imposti o minacciati dall’amministrazione Trump, alla ricerca di accordi commerciali più favorevoli con altri paesi. I pesanti dazi imposti alla Cina potrebbero rivelarsi fortemente destabilizzanti per l’economia e le singole società. A causa dei maggiori costi sostenuti dalle imprese nelle loro catene di fornitura globali, si potrebbe assistere a una pressione sui margini di produzione manifatturiera o di vendita.

 

Ad esempio, abbiamo mantenuto una posizione di sovrappeso sulla tecnologia medica, che ha ben performato recentemente, ma abbiamo poi alleggerito la posizione in quanto le società sono potenzialmente soggette a misure doganali di ritorsione da parte della Cina sulle loro esportazioni nel paese.

 

Vale anche la pena osservare che in agosto il mercato azionario statunitense è entrato nel periodo rialzista più lungo della sua storia, , superando la corsa degli anni ‘90. Dal 1958, ha anche superato in termini di rialzi tutti i mercati bull precedenti, tranne uno.

 

Se da un lato gli investitori dovranno probabilmente rivedere al ribasso le loro aspettative, dall’altro i mercati potrebbero continuare a performare bene se dovessero essere risolte positivamente le questioni geopolitiche, in generale, e quelle legate alle controversie commerciali, in particolare.

 

Grafico 1: Crescita degli utili aziendali società S&P 500

Crescita trimestrale degli utili operativi per azione , anno su anno al settembre 2018.

La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri.

*Indica gli utili stimati dal consenso.

Fonte: S&P Dow Jones.

 

Grafico 2: Rapporti prezzo /utili attesi

Da settembre 2003 ad agosto 2018

Fonte: Elaborazioni di T. Rowe Price ottenute da dati provenienti da FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati.

 

Frank Russell Company (“Russel") è la fonte e il proprietario dei dati relativi agli indici Russell a cui si fa riferimento nel presente materiale, di tutti i marchi registrati e dei copyright relativi agli indici Russell. Russell® è un marchio registrato di Russell. Russell non è responsabile della formattazione o della predisposizione del presente materiale né di qualunque inesattezza nella presentazione di T. Rowe Price Associates all’interno della presentazione.

 

STRATEGIA DI INVESTIMENTO

I settori di allocazione privilegiati sono l’information technology, la salute, e i finanziari, che rappresentano circa il 60% degli attivi in portafoglio al 30 giugno 2018. Il settore tecnologico, naturalmente, è stato dominato da una manciata di società mega cap a rapida crescita, capaci di sfruttare piattaforme Internet con posizioni dominanti sul mercato, come Apple, Google, Microsoft e Amazon. Mi attendo che queste società abbiano il potenziale di confermare la loro potenza e continuare a crescere, visti i loro vantaggi competitivi.

 

Tuttavia, abbiamo alleggerito le posizioni sul settore tecnologico quest’anno, a fronte delle elevate quotazioni e del rischio normativo emergente a seguito delle violazioni dei dati, che rappresenta la nostra preoccupazione più rilevante su questo settore. Di conseguenza, il tecnologico è attualmente il settore più sottopesato nel portafoglio, con una quota del 22% rispetto al 26% dell’indice azionario S&P500.

 

Restiamo ottimisti sul settore salute perché, sul lungo periodo, fornisce la miglior combinazione di fondamentali solidi e quotazioni accettabili, e sarà trainato secolarmente dall’invecchiamento demografico. E la salute sta diventando sempre più globale. La Cina sta acquistando servizi sanitari dagli Stati Uniti come mai prima d'ora, sia in termini di prodotti farmaceutici che di tecnologia medica.

 

Restiamo ottimisti sul settore salute perché, sul lungo periodo, fornisce la miglior combinazione di fondamentali solidi e quotazioni accettabili, e sarà trainato secolarmente dall’invecchiamento demografico.

Abbiamo recentemente iniziato ad investire in società farmaceutiche, perché il settore ha sensibilmente sottoperformato, ma ora le quotazioni sono estremamente interessanti.

 

Nel settore finanziario, in cui siamo sovrappesati rispetto al mercato, abbiamo partecipazioni nelle banche di più elevato livello qualitativo, che dovrebbero trarre beneficio dall'incremento dei tassi. Abbiamo inoltre una posizione di sovrappeso sui broker assicurativi che hanno modelli di business interessanti, modesto potere di discrezionalità sui prezzi ed elevati flussi di fatturato ricorrente.

 

Inoltre, considerato che ci troviamo nell’ultima fase del ciclo economico, abbiamo investito in utilities. Di norma, si tratta di un settore meno volatile del mercato, che beneficia di tematiche secolari interessanti, come l'ingente crescita dell’energia rinnovabile negli Stati Uniti.

 

Manteniamo una visione cauta  sul  mercato in generale, ma la selezione dei titoli costituirà il principale driver di  performance a lungo termine.

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