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Quattro domande sulle prospettive del mercato high yield europeo

Mike Della Vedova , Portfolio Manager

Q: CHE COSA PREVEDE IN TERMINI DI NUOVE EMISSIONI PER GLI ULTIMI MESI DEL 2018?


A: Dopo il tradizionale rallentamento estivo, a settembre è ripartito il mercato obbligazionario primario. È probabile che le obbligazioni legate al finanziamento dei leveraged buyout saranno le prime a saggiare il terreno, comprese le grandi operazioni Refinitiv di Thomson Reuters Corp. e Specialty Chemicals di AkzoNobel. L’accoglienza che verrà data a queste operazioni potrebbe gettare il terreno per il futuro.
 

Crediamo che vi sia liquidità da mettere a frutto, ma la comunità degli investitori è diventata più prudente quest’anno, comprimendo così i corsi e di conseguenza inducendo a rinviare o annullare alcune operazioni nel secondo trimestre. Fondamentalmente, gli investitori richiedevano di essere remunerati per i rischi che correvano. È probabile che questo approccio prudente trovi conferma. Di conseguenza le società dovranno presentarsi con i prezzi corretti nel momento di rivolgersi al mercato. Dopo i prezzi aggressivi che hanno connotato la prima parte dell’anno, questo sviluppo è certamente positivo per gli investitori.
 

Q: COME CONSIDERA LE VALUTAZIONI ATTUALI?


A: Dopo aver subito pressioni nella prima metà del 2018, riteniamo che gli spread dei titoli high yield europei abbiano margini di riduzione rispetto agli USA. Le valutazioni sono interessanti, soprattutto rispetto al mercato high yield USA, i cui spread sono ora quasi in linea con l’Europa dopo essere stati superiori per cinque anni. Gli elementi favorevoli all’Europa sono il profilo di duration inferiore e la maggiore qualità del credito: al momento vi è un numero di emittenti di titoli BB maggiore rispetto agli Stati Uniti e un numero inferiore di emittenti di titoli CCC.
 

Riteniamo poi che il maggior potenziale di ripresa si trovi nel segmento B in Europa, per il quale prevediamo una sovraperformance rispetto alle controparti USA nei prossimi mesi, sotto la spinta dei fattori tecnici, visto che gli investitori cercano di cogliere il carry e il rendimento più elevato offerti rispetto all’universo BB.

Q: CHE ASPETTO HANNO I FONDAMENTALI SOTTOSTANTI QUESTA CLASSE DI ATTIVI?


A: I fondamentali sono solidi. L’indebitamento delle imprese resta modesto e molte operazioni obbligazionarie sono a scopo di rifinanziamento più che finalizzate a pagare dividendi o finanziare aggressive operazioni di buyout. Migliora anche la redditività delle imprese. Inoltre, dopo un rallentamento all’inizio dell’anno, l’economia dell’Eurozona si sta stabilizzando, a tutto vantaggio delle società high yield europee.
 

Riconosciamo tuttavia che i dazi commerciali generano un rischio di ribasso per l’economia globale e quindi anche per l’Europa. Sul fronte della politica monetaria, la Banca Centrale Europea (BCE) mantiene un orientamento espansivo. Infatti, se da un lato la BCE intende porre fine al suo programma di acquisto di obbligazioni alla fine del 2018, dall’altro il percorso verso la normalizzazione sarà lento e prudente, e non sono previsti aumenti dei tassi almeno fino alla seconda metà del 2019. Inoltre, è importante osservare che anche rialzi di 40 punti base non farebbero che portare a zero il tasso di riferimento.
 

Q: PREVEDE QUALCHE DIFFICOLTÀ?

A: Con gli Stati Uniti che continuano a perseguire politiche protezionistiche, le tensioni commerciali su scala globale hanno raggiunto nuove vette. Questo quadro si accompagna all’approssimarsi di importanti rischi politici, compresi i negoziati sulla legge di bilancio in Italia, le elezioni di metà termine negli USA e la prosecuzione dei negoziati tra Regno Unito ed Europa sulla Brexit. Contemporaneamente, alcune tra le principali banche centrali si stanno muovendo in sincronia verso una normalizzazione delle politiche monetarie. Uno qualsiasi di questi fattori può potenzialmente innescare ondate di volatilità e movimenti diffusi di avversione al rischio nei mercati finanziari. Di conseguenza, vista la sua sensibilità alla propensione al rischio, il settore high yield europeo potrebbe essere vulnerabile in tali periodi.
 

In questo scenario, riteniamo sia importante, ora più che mai, essere selettivi. Le condizioni che caratterizzano i mercati quest’anno ce lo rammentano, soprattutto durante la stagione di pubblicazione degli utili, quando le società che non hanno potuto presentare risultati solidi e costanti hanno visto penalizzati i loro spread del credito. La ricerca intensiva bottom-up sul credito è essenziale: è importante comprendere appieno una società e i potenziali rischi e rendimenti di un eventuale investimento. Per sapere se il rischio che si corre è remunerato correttamente, occorre prima comprendere appieno quali rischi si corre.
 

Rischi principali – I seguenti rischi sono pertinenti relativamente alla strategia presentata in questo materiale: I titoli di debito potrebbero essere influenzati da un cambiamento avverso delle condizioni finanziarie a causa di un declassamento del rating o di un’insolvenza che potrebbe incidere sul valore di un investimento. L’investimento in obbligazioni ad alto rendimento (high yield) comporta un elemento di rischio maggiore.

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