Mercati emergenti al bivio

Ernest Yeung , Portfolio Manager
Verena Wachnitz , Analista

Punti essenziali

  • Malgrado le recenti difficoltà i fondamentali dei mercati emergenti rimangono robusti. Il ciclo è ancora nella fase iniziale e le misure politiche e finanziarie adottate da governi e società ci rendono ottimisti.

  • Dispute commerciali e stretta monetaria suscitano timori, ma diversi altri fattori sono favorevoli.

  • La volatilità a breve termine dovuta a questioni macroeconomiche e politiche offre l’opportunità di individuare società con valutazioni interessanti.
     

I mercati emergenti rappresentano più della metà della popolazione mondiale e dopo la crisi del 2008 hanno contribuito a oltre il 50% della crescita economica globale. Le opportunità per gli investitori sono notevoli.
 

Eppure, con la volatilità recente che suscita dubbi nella mente degli investitori, questa asset class sembra trovarsi di fronte a un bivio. Ecco il punto di vista di Ernest Yeung e Verena Wachnitz, gestori di portafoglio sui mercati emergenti, sulla situazione attuale di questa regione dinamica.

D. I mercanti emergenti stanno subendo pressioni causate da fattori come le tensioni commerciali e la stretta monetaria della Fed. Come valutate le prospettive attuali?


Yeung:
Sui mercati emergenti stiamo assistendo a un aumento della volatilità, ma i fondamentali rimangono solidi. Considerato che le valutazioni hanno toccato i minimi nel primo trimestre del 2016, i paesi emergenti si trovano nel ciclo attuale da appena due anni. Nell’universo emergente un ciclo dura generalmente tra 8 e 10 anni, siamo quindi lontani dalla fine.
 

Si tratta di una delle principali differenze tra i mercati emergenti e quelli sviluppati. Nei paesi sviluppati, in un contesto di cicli più avanzati e pressioni inflazionistiche più forti, le banche centrali stanno riducendo gli stimoli e i tassi di interesse sono in rialzo. Nei mercati emergenti, invece, l'inflazione è contenuta e il ciclo è in fase iniziale.


Inoltre, sia a livello azionario che sul fronte macroeconomico, l’attività finanziaria e politica è incoraggiante. I governi hanno riconosciuto gli errori del passato e stanno agendo in maniera più prudente, mentre le società stanno si stanno concentrando maggiormente sugli azionisti.
 

L’incremento dei tassi statunitensi e le minacce di guerre commerciali hanno avuto un impatto, ma i mercati emergenti si stanno muovendo nella giusta direzione. Sono convinto che la volatilità a breve termine offra l’opportunità di acquistare ottime società a valutazioni potenzialmente migliori.

D. Qual è l’impatto sull’America Latina?
 

Wachnitz: Per sua natura l’America Latina è considerata come un’unica immensa regione, ma in realtà si tratta di un mosaico di paesi che si trovano spesso in diversi fasi del ciclo di crescita. Il Brasile, ad esempio, è reduce da una profonda recessione e sta ricominciando a crescere. L'inflazione è sotto maggiore controllo, i tassi di interesse sono ai minimi pluriennali e il saldo commerciale si è notevolmente ridotto. Nel resto della regione paesi come Cile, Perù e Colombia hanno in qualche misura affrontato gli squilibri creditizi passati e si trovano oggi su una traiettoria molto migliore. Il Messico è invece in una fase decisamente più avanzata del ciclo di crescita, data la vicinanza e i legami commerciali con gli Stati Uniti. Se l’economia statunitense dovesse rallentare, ci  aspettiamo che il Messico faccia altrettanto.
 

Nel complesso diversi paesi latinoamericani sono in fasi molto precoci del ciclo. Di conseguenza, la volatilità attuale rappresenta una fonte di opportunità.

D. Quanto pesano gli attriti commerciali sui mercati emergenti?
 

Yeung: Molto, ma i mercati hanno già ampiamente scontato queste preoccupazioni. Ad esempio, il mercato delle A-share cinesi scambia a livelli prossimi ai minimi su 5 anni. Ad avere un maggiore impatto è il livello complessivo della crescita del PIL cinese e la possibilità che rallenti. Il dato incoraggiante è che pur aggregando tutti i dazi proposti, essi rappresentano meno dell’1% del PIL, e l’economia cinese sta ancora crescendo a un ritmo di circa il 6% all’anno. Non bisogna inoltra dimenticare che il renminbi ha perso circa il 10% dall’inizio dell’anno e ciò contribuisce a compensare l’effetto negativo dei dazi.
 

Per i mercati emergenti in generale i prezzi del petrolio rappresentano un aspetto più critico, data la dipendenza delle filiere produttive industriali. Negli ultimi anni i corsi petroliferi hanno registrato un aumento costante, stimolando la reflazione in diversi segmenti delle economie dei paesi emergenti. È da notare che ciò rafforza il potere di determinazione dei prezzi per diversi settori, e un po’ di inflazione giova sempre ai mercati azionari. Tuttavia, se i corsi petroliferi dovessero crollare (tornando sui 30 dollari), la ripresa potrebbe essere più incerta.

D. Tradizionalmente l’America Latina è correlata ai prezzi delle materie prime. Le  commodity rappresentano ancora un play o esistono opportunità in altri settori?


Wachnitz:
Le materie prime rappresentano circa il 20% dell’indice MSCI Latin America. È un peso notevole, ma ci sono maggiori opportunità in altri settori. Ci concentriamo in particolare modo sui finanziari che hanno interessanti potenzialità sul lungo termine. È un settore molto consolidato, con elevate barriere all’ingresso, una bassa penetrazione del credito e solido focus sui rendimenti degli azionisti. Diverse società stanno generando ROE su valori intorno al 17-23%, ma le valutazioni rimangono basse. Ad esempio una banca privata brasiliana leader con un rapporto prezzo/utili forward inferiore a 10 sta rendendo oltre il 6%. Il Brasile è appena uscito dalla recessione e presenta un potenziale di crescita sul lungo termine. La normalizzazione dell’economia dovrebbe quindi creare buone opportunità in questo settore.

Nel complesso diversi paesi latinoamericani sono in fasi molto precoci del ciclo. Di conseguenza, la volatilità attuale rappresenta una fonte di opportunità.
- Verena E. Wachnitz

Anche il settore dei consumi offre ottime potenzialità grazie all’espansione della classe media. Da un punto di vista bottom-up sono numerose le società di alta qualità in questo settore e tra di esse vi sono aziende che sono uscite rafforzate dalla crisi, conquistando notevoli quote di mercato in mercati in crescita. Nei prossimi anni si prevede una solida crescita degli utili, con una capitalizzazione nel tempo che può rivelarsi un potente driver di performance. I mercati hanno punito indistintamente le società sulla base di questioni macroeconomiche generali e la valutazioni sono su livelli bassi; la tesi di investimento in questo settore è robusta.
 

D. Cosa pensate dell’Argentina?
 

Wachnitz: Investire in Argentina non si addice  a chi non ama il rischio. Il governo ha chiaramente reagito troppo tardi, ma successivamente ha adottato misure correttive, come il forte rialzo dei tassi di interesse, impegnandosi sulla strada di un maggiore risanamento dei conti pubblici, siglando un accordo con l’FMI e permettendo alla valuta di deprezzarsi. Se l’economia riprenderà a crescere e la valuta si stabilizzerà, le prospettive miglioreranno.
 

Un freno potenziale potrebbero essere le elezioni politiche del prossimo anno, che, come quelle brasiliane, possono essere una grande fonte di volatilità. Mauricio Macri ha perso nettamente consenso e i redditi reali sono in calo (con un’inflazione a oltre il 40%), non è quindi chiaro se il presidente sarà rieletto. È possibile che l’economia recuperi abbastanza in fretta da far riconquistare popolarità a Macri, come è possibile che un altro candidato arrivi alla ribalta. Non sappiamo come andrà a finire. Tuttavia, anche se dovesse vincere un candidato moderato, è importante che le principali criticità dell’economia vengano ampiamente affrontate. Sul lungo termine il paese potrebbe essere una buona piazza dove  investire, anche se nel frattempo ci  aspettiamo  volatilità. 

D. Come analizzate le valutazioni in questi paesi in via di sviluppo?
 

Yeung: Nell’analizzare le valutazioni delle società dei mercati emergenti dobbiamo prendere in considerazione due insiemi distinti. Diversi titoli della new economy, come Baidu, Alibaba e Tencent (i cosiddetti titoli BAT) hanno performato bene negli ultimi due anni e appaiono oggi costosi. Al di là della new economy, ci sono molte società che dalle nostre analisi risultano convenienti e rappresentano una migliore opportunità.
 

Wachnitz: In America Latina, le incertezze politiche ed economiche hanno causato condizioni avverse per diversi mercati, portando a valutazioni interessanti. Le valute sono convenienti, ed è un fattore che contribuisce in maniera importante alla performance. I paesi più stabili da un punto di vista macroeconomico, come il Cile e il Messico, sono invece più costosi. In questi paesi ci concentriamo sulle società di elevata qualità le cui valutazioni possono crescere.
 

Nel complesso, con l’America Latina che ha ristagnato negli ultimi 5 anni, mentre lo S&P 500 ha generato un rendimento totale di oltre il 100%, le valutazioni sono relativamente interessanti.
 

D. Tradizionalmente i mercati emergenti non sono una piazza facile per  l'investimento value. Dove trovate  opportunità?


Yeung:
Nel set di opportunità ci possono essere circa 3.000 titoli, ma un approccio selettivo è necessario dato che molti sono scarsamente interessanti. Di conseguenza, siamo convinti che una gestione attiva rappresenti la migliore chiave di accesso al potenziale di questa asset class e alle migliori opportunità.

Oltre ai titoli tecnologi, al centro dei riflettori, ci sono molte società ben gestite e di ottima qualità ignorate dal resto della comunità finanziaria.
- Ernest C. Yeung

Al momento ricerchiamo opportunità tra le società a partecipazione statale. Negli ultimi dieci anni molti investitori hanno considerato, a ragione, questi titoli come piuttosto tossici. Le performance sono state molto scarse, ma le forze di mercato stanno spingendo al cambiamento. Molte aziende pubbliche stanno risanando i propri bilanci, riducendo l’indebitamento e stanno cominciando a generare discreti cash flow.
 

Tra il 2000 e il 2009 le aziende pubbliche cinesi sono state l’asset class con le migliori performance nei mercati emergenti. Un importante punto di inversione è stato raggiunto nel 2009 quando il governo cinese ha bloccato tutti i piani di stock option, causando forti turbolenze e rendendo il settore decisamente poco interessante per via dell’assenza di focus sugli azionisti e della rimozione dei piani di incentivazione per il managament. Di recente il governo ha ridato il via al trading di stock option e questo potrebbe rivelarsi positivo per il settore.

D. Quale approccio dovrebbero adottare gli investitori nei confronti di questa asset class? Si stanno verificando cambiamenti che potrebbero richiedere una allocazione più strategica?
 

Yeung: Attualmente l’allocazione degli investitori globali nei mercati emergenti è ai livelli minimi da 10 anni. Questo accade perché la sovraperformance dei mercati statunitensi attrae i flussi. Tuttavia, presagiamo un cambiamento nel sentiment. Gli investitori si preoccupano sempre più della costosità di alcune di queste aree più “affollate”. Se a ciò aggiungiamo prove concrete che le società emergenti stanno cominciando a generare utili superiori alle aspettative e free cash flow più elevati e che i management stanno diventando più rigorosi nella gestione del capitale, il futuro appare più roseo. Una volta che gli investitori tradizionali avranno riconosciuto questi fattori, è probabile che assisteremo a un ritorno delle allocazioni strategiche verso questa asset class.

D. Che consigli date agli  investitori?
 

Yeung: Oltre ai titoli tecnologi, al centro dei riflettori, ci sono molte società ben gestite e di ottima qualità ignorate dal resto della comunità finanziaria. Ed è lì che si possono generare guadagni.
 

Wachnitz: Non farsi dissuadere dalle notizie negative su questioni macroeconomiche o politiche. Piuttosto, sfruttare l’opportunità per comprare ottime società con valutazioni interessanti e detenerle sul medio o lungo periodo.

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Classe I USD
ISIN LU1244138340
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