Opportunità generate dalla crisi: visita all’instabile Argentina

Oliver Bell , Portfolio Manager

 

     

Lo scorso mese abbiamo visitato l’Argentina per conoscere più in dettaglio la recente condizione del paese, che ha colto di sorpresa la maggior parte degli investitori, dal punto di vista bottom-up e top-down.
 

La stretta mondiale sulla liquidità, causata dalla riduzione dello stato patrimoniale della Federal Reserve, dall’aumento dei tassi d’interesse statunitensi e dall’apprezzamento del dollaro, si sono ripercosse sulle valute di molti paesi emergenti e di frontiera, in particolare sulle economie che dipendono maggiormente dal finanziamento esterno, come nel caso dei 30 miliardi di USD ricevuti ogni anno dall’Argentina.
 

Questo peggioramento del contesto di mercato ha travolto l’Argentina proprio nel momento in cui ha registrato la peggiore siccità da 50 anni, che ha colpito la produzione agricola nazionale e i ricavi dalle esportazioni in dollari statunitensi. Quando è sopraggiunta la crisi, metà dei 60 mld di USD di LeBaC (titoli di Stato argentini a un mese) emessi dalla banca centrale argentina erano in mano straniera1. Pur dovendo essere utilizzati dalle banche esclusivamente per la liquidità di breve termine, questi titoli sono stati svenduti dagli investitori esteri non appena la valuta ha iniziato ad apprezzarsi, aggravando la situazione.
 

A sostegno dei motivi per investire in Argentina, si sottolinea come l’attuale amministrazione si avvalga di alcune delle migliori menti capitalistiche del paese. La reazione a quest’ultimo episodio dimostra che l’Argentina ha scelto di seguire il percorso dell’ortodossia per uscire dalle difficoltà causate dalle crisi che sembrano colpire regolarmente il paese.
 

In primo luogo le autorità hanno usato le riserve nel tentativo di difendere la valuta. Questa mossa si è rivelata inutile, poiché i tassi d'interesse sono immediatamente saliti dal 27 al 40% e un’importante Accordo Stand-By dell’FMI per 50 mld USD è stato siglato a tempo di record in sole otto settimane.
 

L’economia dovrebbe essere in grado di riprendersi il prossimo anno, dopo una prima iniziale diminuzione delle pressioni inflazionistiche.

LA FIGURA CHIAVE

In occasione di questa visita abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ariel Sigal, capo del gabinetto argentino, che ha trascorso un mese a Washington per discutere l’operazione con l’FMI. Sigal ha rivelato che, grazie al sostegno del Fondo, le esigenze di finanziamento esterno dell’Argentina entro la fine del 2019 sono scese da 30 a soli 3 mld di USD. Dei 30 mld di USD di LeBaC in circolazione una buona fetta è ancora in mano estera mentre metà è detenuta da investitori retail locali. Con l’FMI è stato concordato di portare questo valore a zero nel giro di due anni, periodo che il governo spera di ridurre.
 

Sigal ha ribadito l’impegno del Governo nel soddisfare il nuovo obiettivo fiscale, ovvero l’avanzo di bilancio primario entro il 2020. Inoltre ha fornito alcuni esempi di ulteriori provvedimenti che il governo potrebbe prendere qualora l’obiettivo appaia irraggiungibile.
 

Dopo la nostra visita, la valuta argentina è tornata sotto pressione, forzando la banca centrale ad aumentare i tassi d'interesse dapprima al 45%, quindi al 60%2. Inoltre sono state annunciate misure di stretta fiscale più aggressive, mirate a conseguire un avanzo di bilancio primario nel 2019. Nel tentativo di stabilizzare quel che sembra essere un’ iperreazione valutaria, il governo ha chiesto all’FMI di accelerare la concessione del sostegno finanziario e cancellare tutti i prestiti esterni nel 2019. Questo sviluppo è stato positivo.
 

In occasione di questa visita abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ariel Sigal, capo del gabinetto argentino, che ha trascorso un mese a Washington per discutere l’operazione con l’FMI.

NUMEROSE ESPERIENZE DI CRISI

Mentre l’Argentina è ancora ostaggio del contesto mondiale, in particolare dell’andamento del dollaro statunitense, la sua situazione sembra essersi stabilizzata, almeno per il momento. Attendiamo la prossima risposta dell’FMI, ma è probabile che faccia tutto il necessario per sostenere l’amministrazione nella stabilizzazione della valuta. A seguito della stretta fiscale e monetaria, riteniamo che l’inflazione argentina sia destinata a salire a circa il 40% e che il paese entri in recessione.
 

Nonostante la profondità dei disordini economici, le aziende argentine sono sembrate relativamente tranquille. Le obbligazioni societarie, che vengono usate per negoziare in periodi di crisi, hanno superato discretamente quest’ultimo episodio: le imprese hanno operato importanti tagli alla spesa in conto capitale e ai dividendi, quando necessario, per incrementare gli stock di riserva.
 

Fortunatamente, verso la fine dell’anno scorso molte banche hanno aumentato il capitale di “crescita” consolidando la posizione patrimoniale per superare questa tempesta. L’economia è stata di fatto penalizzata da una battuta d’arresto breve ma netta, che si tradurrà nell’aumento di prestiti con performance negativa, ma che non dovrebbe tradursi in una crisi bancaria. Pertanto l’economia dovrebbe essere in grado di riprendersi il prossimo anno, dopo una prima iniziale diminuzione delle pressioni inflazionistiche.
 

AUMENTO DELLA CONFUSIONE POLITICA

Quando si studia l’Argentina, si deve sempre considerare attentamente il panorama politico. Il paese si sta preparando alle importanti elezioni politiche che si terranno nell’ottobre 2019 e per le quali è prevista la candidatura del presidente Mauricio Macri ad un’eventuale rielezione. Se vince e ottiene il controllo della camera bassa, l’andamento della riforme potrebbe accelerarsi sensibilmente e l’Argentina dovrebbe finalmente uscire da decenni di crisi ricorrenti.
 

Tuttavia la vittoria di Macri è lungi dall’essere una certezza e gli analisti più realisti gli attribuiscono una possibilità di riuscita del 50%. La crisi ha minato la sua popolarità: le percentuali di approvazione sono calate dall’oltre il 50 al 36% al momento della nostra visita. Se però volgiamo lo sguardo al prossimo anno, è possibile che l’elezione coincida con un’accelerazione della crescita.
 

La campagna a sostegno della ex presidentessa Cristina Kirchner come avversaria di Macri per le elezioni del 2019 dovrebbe tradursi ironicamente nella vittoria di quest’ultimo. Attualmente coinvolta in un altro scandalo per corruzione, Kirchner è estremamente impopolare all’esterno della cerchia dei suoi sostenitori irriducibili e potrebbe dividere il voto dell’opposizione peronista. La maggior parte degli analisti è ottimista e prevede che si profili un candidato peronista “razionale” orientato a realizzare riforme qualora Kirchner non si candidi. Noi non siamo altrettanto fiduciosi. In ogni caso il prossimo anno sarà politicamente complicato e probabilmente assisteremo ad episodi di turbolenza del mercato.
 

L’ARGENTINA È DIVENTATA UN MERCATO CONVENIENTE

Fino allo scorso gennaio abbiamo mantenuto per alcuni anni un sovrappeso nell’Argentina che ha generato una sovraperformance importante. In risposta a un segnale di cautela che il nostro team obbligazionario ci ha trasmesso all’inizio di quest’anno, in largo anticipo rispetto alla crisi attuale, abbiamo ridotto il sovrappeso a neutro. Attualmente siamo sottopesati nell’Argentina: la nostra posizione al 13,5% è ripartita fra aziende nazionali e coloro che guadagnano in dollari statunitensi, che beneficiano dell’attuale debolezza valutaria.
 

Congiuntamente con i nostri colleghi dell’obbligazionario rivalutiamo continuamente le prospettive per la valuta, l’economia e la società argentine. Siamo sempre pronti a cogliere le opportunità rapidamente, per aumentare in modo selettivo la nostra allocazione a quello che ora è un mercato conveniente.
 

Continuiamo a nutrire fiducia nelle nostre posizioni azionarie argentine e, nonostante la volatilità, riteniamo che il mercato complessivo continuerà a beneficiare del fattore positivo rappresentato dal passaggio del paese dall’indice dei mercati di frontiera a quello dei paesi emergenti, che avverrà il prossimo anno.
 

1 Fonte: Banco Centrale della Repubblica Argentina
2 Fonte: Banco Centrale della Repubblica Argentina
 

Rischi principali. La strategia illustrata nel presente documento è esposta in particolare ai rischi elencati di seguito:

Le transazioni in titoli denominati in valuta estera possono essere soggette a fluttuazioni dei tassi di cambio e possono incidere sul valore di un investimento. I rendimenti possono essere più volatili rispetto a quelli di altri mercati più avanzati, a causa di variazioni nelle condizioni politiche, economiche e di mercato. Gli investimenti sono meno liquidi di quelli effettuati su mercati più strutturati.

201809-611290

Informazioni importanti

Questo materiale è fornito a scopo esclusivamente informativo. Il materiale non costituisce né si prefigge di fornire una consulenza di alcun genere, neppure in materia di investimento fiduciario; si consiglia ai potenziali investitori di richiedere una consulenza legale, finanziaria e fiscale indipendente prima di assumere qualsiasi decisione d'investimento. Le società del gruppo T. Rowe Price, incluse T. Rowe Price Associates, Inc. e/o le sue affiliate, ottengono ricavi dai prodotti e servizi di investimento di T. Rowe Price. I rendimenti passati non costituiscono un’indicazione affidabile di quelli futuri. Il valore di un investimento e l’eventuale reddito da esso derivante possono aumentare o diminuire. Gli investitori possono ottenere un importo inferiore rispetto a quello investito.

Il presente materiale non costituisce distribuzione, offerta, invito, raccomandazione o sollecitazione personale o generale all'acquisto o alla vendita di titoli in alcuna giurisdizione, né allo svolgimento di qualsiasi attività di investimento specifica. I contenuti del presente materiale non sono stati verificati da alcuna autorità di vigilanza in alcuna giurisdizione.

Le informazioni e le opinioni qui presentate sono state ottenute o tratte da fonti ritenute affidabili e aggiornate; tuttavia, non siamo in grado di garantirne l'accuratezza né l'esaustività. Non vi è alcuna garanzia che eventuali previsioni si concretizzino. I pareri qui contenuti sono espressi alla data indicata sul materiale e sono soggetti a cambiamento senza preavviso; questi pareri possono differire da quelli di altre società del gruppo T. Rowe Price e/o di loro associate. Il materiale non dovrà essere, in nessun caso, copiato né ridistribuito, in tutto o in parte, in assenza del consenso di T. Rowe Price.

Il materiale non è destinato ad essere utilizzato da persone che siano in giurisdizioni che vietino o limitino la distribuzione del materiale e in alcuni paesi tale materiale è fornito solo su richiesta specifica.

Il presente documento non è finalizzato alla distribuzione ai clienti retail in alcuna giurisdizione.

FONDO CORRELATO
SICAV
Classe I USD
ISIN LU1079765662
Individuare aziende di leader di lungo termine del mercato nei paesi che sono alla vigilia di un rapido sviluppo.
Visualizza Altro...
Rendimento 3 A
(Annualizzato)
5,17%
Dimensione del fondo
(USD)
$239,2mln