Giugno 2025, All'orizzonte
Se da un lato avevamo previsto un trend di deglobalizzazione, a seguito degli intoppi nelle catene di approvvigionamento causati dalla pandemia nel 2020, dall’altro la minaccia dei dazi ha seriamente intaccato le fondamenta della globalizzazione. I Paesi e le imprese si stanno affannando per ridurre le loro esposizioni ai dazi, accelerando con forza il trend di deglobalizzazione. Questo processo avrà rilevanti implicazioni per l’asset allocation, in quanto alcuni asset, visti con favore nel recente passato, diventeranno meno interessanti, mentre altri guadagneranno in appeal.
"I Paesi e le imprese si stanno affannando per ridurre le loro esposizioni ai dazi, accelerando con forza il trend di deglobalizzazione."
Di sicuro, la Federal Reserve resterà fedele al suo approccio dipendente dall'analisi dati, senza quindi fornire indicazioni prospettiche e, con fermezza, eviterà di inviare messaggi con potenziali connotazioni politiche. I responsabili delle politiche della Fed sanno che la diminuzione del livello dei tassi non è una panacea per l’incertezza, pertanto non ci attendiamo una “Fed put” sotto forma di un taglio ai tassi nel breve termine. A nostro avviso è poco probabile che la Fed diminuisca i tassi, almeno fino a quando non si registrerà un deciso rialzo del tasso di disoccupazione, a segnalare una recessione imminente.
Inoltre, è poco propensa a tagliare i tassi in ragione del rischio di nuova fiammata dei prezzi indotta dai dazi. Siamo consapevoli di tale possibilità e pertanto privilegiamo un’esposizione alle obbligazioni protette dall’inflazione e agli asset reali, come l’immobiliare e le materie prime, come strumenti volti a controbilanciare il rischio di inflazione. Il nostro Asset Allocation Committee (AAC) opta per un'esposizione ridotta nei confronti dei Treasury USA a lungo termine, in quanto potrebbero sottoperformare in uno scenario di ripresa dell’inflazione. In aggiunta, i Treasury sono sempre più sotto esame da parte degli investitori esteri, a causa dei timori legati alla sostenibilità delle finanze pubbliche e all’incertezza della politica economica.
In fasi segnate da repentini cambiamenti geopolitici, tendiamo a dare più importanza, rispetto al solito, alle valutazioni delle asset class. Anche dopo l’intensa pressione ribassista sofferta dai titoli growth e la relativa sovraperformance dei titoli value a inizio 2025, questi ultimi sembrano fornire un maggiore supporto di valutazione rispetto ai titoli growth.
Nel caso dell’intelligenza artificiale, l’enorme vantaggio di essere dalla parte giusta del cambiamento, come evidenziato durante il passaggio ai media digitali, alle vendite online e al cloud computing, sembra ormai aver perso slancio. Di conseguenza, i giganti del tech stanno allocando ingenti budget nell’AI, per cercare di mantenere il loro ruolo di capofila in questa tecnologia. Riteniamo che tali capitoli di spesa saranno redditizi nel lungo termine, anche se l’orizzonte temporale ha una sua importanza. Queste società tecnologiche innovative potrebbero veder messe in discussione le loro valutazioni nel breve termine da una compressione della redditività del capitale proprio, mentre le loro spese in conto capitale sono elevate (Figura 1).
Dati al 31 marzo 2025. Dal Q1 2017 al Q1 2025. Dal Q2 2025 al Q4 2026 isono stime per Caper e flusso di cassa libero.
I titoli specifici identificati e descritti sono forniti esclusivamente a scopo informativo e non costituiscono raccomandazioni.
Fonti: analisi T. Rowe Price utilizzando i dati di FactSet Research Systems Inc.utti i diritti riservati. Si prega di consultare la pagina delle divulgazioni aggiuntive per ulteriori avvisi legali e dichiarazioni di non responsabilità.
Questi dati sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo, rappresentando collettivamente 4 aziende tecnologiche a mega capitalizzazione. Non rappresentano tutte le aziende tecnologiche a mega capitalizzazione. I risultati futuri effettivi potrebbero differire in maniera sostanziale dalle stime. Questa non è una raccomandazione per acquistare o vendere alcun titolo.
Capex = spese in conto capitale.
In una tipica fase di rallentamento della crescita economica o di recessione, ci aspetteremmo una migliore resilienza da parte dell’azionario USA rispetto all’azionario internazionale. Riteniamo tuttavia che le dinamiche sottostanti al forte calo di quest’anno possano essere differenti e pertanto siamo indotti a privilegiare leggermente l’azionario non USA.
La pressione inflazionistica gioca a sfavore delle azioni USA e induce la Fed a non tagliare i tassi, almeno fino a quando lo spettro della recessione sarà realmente concreto. Al di fuori degli Stati Uniti (e in Giappone, dove la Bank of Japan sta alzando i tassi in modo graduale), le banche centrali hanno maggiore libertà d’azione per allentare la politica monetaria; dato che i tassi sui mutui ipotecari sono più reattivi ai tagli dei tassi, l’economia ne trae vantaggio più rapidamente.
Infine, la recente epocale decisione della Germania volta ad allentare il suo freno al debito per le spese destinate alla difesa, insieme alla creazione di un fondo da 500 miliardi per le infrastrutture, rappresenta una svolta straordinaria dopo oltre un decennio di misure improntate all’austerità. Questa svolta nel corso del tempo potrebbe fornire una spinta fiscale oltremodo necessaria all’economia europea, (che ha funzionato al di sotto della capacità produttiva per gran parte degli ultimi 15 anni) tutto a vantaggio dei mercati azionari del Vecchio Continente.
Tutti questi fattori, insieme al notevole peso delle società tecnologiche di mega-capitalizzazione negli indici azionari orientati alla crescita, hanno portato l'AAC a favorire un'esposizione ridotta alle azioni di crescita statunitensi.
Il Giappone si distingue ancora tra i mercati azionari internazionali in ragione del suo slancio positivo verso una governance societaria più solida. Il costante progresso del Paese del Sol Levante verso un sostenibile livello di inflazione e di consumi interni dovrebbe giocare a favore del mercato azionario nipponico. Sebbene le esportazioni siano uno dei principali volani dell’economia giapponese, rendendola particolarmente esposta ai dazi USA, il Giappone sembra intenzionato a negoziare con l’amministrazione Trump, con l’obiettivo di ottenere una riduzione dei dazi.
Il nostro Asset Allocation Committee (AAC) detiene un posizionamento di sottopeso sia sui Treasury USA a lungo termine che sull’azionario statunitense.
Appendice
Rischi di investimento:
L’investimento attivo potrebbe comportare costi più elevati rispetto a quello passivo e non è escluso che possa sottoperformare il mercato in generale o le soluzioni passive con obiettivi analoghi. La situazione e le circostanze di investimento di ogni persona sono differenti. Gli investitori dovrebbero valutare tutti gli aspetti prima di investire.
Gli investimenti internazionali possono essere più rischiosi di quelli effettuati negli Stati Uniti, a causa degli effetti avversi dovuti alle oscillazioni dei tassi di cambio, alle differenze in termini di struttura e liquidità di mercato, nonché a sviluppi specifici a livello nazionale, regionale o economico. I rischi insiti negli investimenti internazionali sono più accentuati per gli investimenti nei mercati emergenti e nei Paesi con mercati di frontiera. I Paesi emergenti e con mercati di frontiera tendono ad avere strutture economiche meno mature e variegate, insieme a sistemi politici meno stabili, rispetto ai Paesi con mercati sviluppati.
Le materie prime sono soggette a maggiori rischi, quali una più elevata volatilità dei prezzi, rischi geopolitici e di altra natura. I prezzi delle materie prime possono essere soggetti a fasi di estrema volatilità e a rilevanti oscillazioni di prezzo.
TIPS Nei periodi di inflazione bassa o pari a zero, altri strumenti obbligazionari, come i Treasury USA, possono ottenere migliori risultati rispetto ai titoli del Tesoro protetti dall’inflazione (TIPS)..
L’investimento nei titoli tecnologici comporta rischi specifici, tra cui la possibilità di registrare considerevoli differenze nella performance e, in genere, ampie oscillazioni dei prezzi, al rialzo e al ribasso. Le società tecnologiche possono essere condizionate, tra i vari aspetti, dai seguenti fattori: forte concorrenza, norme governative, utili inferiori alle attese, dipendenza dalla protezione dei brevetti e dalla rapida obsolescenza dei prodotti e servizi a causa delle innovazioni tecnologiche o delle mutevoli preferenze dei consumatori.
A causa della natura ciclica delle società attive nelle risorse naturali, i loro corsi azionari e la crescita degli utili possono seguire un trend discontinuo.
L’ approccio value all’investimento implica il rischio che il mercato impieghi molto tempo per riconoscere il vero valore intrinseco di un titolo o che viceversa un titolo considerato sottovalutato risulti in realtà adeguatamente prezzato. I titoli growth sono soggetti alla volatilità correlata all’investimento in azioni ordinarie e i loro corsi azionari possono oscillare maggiormente rispetto a quelli dei titoli orientati al reddito.
I corsi azionari dei titoli small-cap sono in genere più volatili rispetto a quelli dei titoli large-cap.
Tutti gli investimenti implicano dei rischi, inclusa l’eventuale perdita del capitale. La diversificazione non può garantire un profitto né proteggere contro eventuali perdite in un mercato in calo. La performance dell’indice è riportata a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di alcun investimento specifico. Gli investitori non possono investire direttamente in un indice.
I titoli a reddito fisso sono esposti al rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rimborso e rischio tassi d'interesse. Un aumento dei tassi di interesse fa generalmente diminuire il valore dell’obbligazione. L’investimento in obbligazioni high yield implica un rischio di volatilità del prezzo, illiquidità e default più alto rispetto ai titoli di debito di qualità superiore. L’investimento in prestiti bancari può, in alcune circostanze, diventare arduo da valutare ed estremamente illiquido, in quanto è soggetto a rischi di credito, come il mancato pagamento del capitale o degli interessi, fino ad arrivare al rischio di insolvenza e liquidazione giudiziale.
T. Rowe Price avverte che le stime economiche e le dichiarazioni previsionali sono esposte a numerosi presupposti, rischi e incertezze che possono variare nel tempo. I risultati effettivi possono essere molto diversi da quelli indicati nelle stime e nelle dichiarazioni previsionali e i risultati futuri possono differire in misura significativa dalla performance storica. Le informazioni fornite nel presente documento sono riportate a scopo puramente illustrativo e informativo. I dati storici utilizzati come base per l’analisi si basano su informazioni raccolte da T. Rowe Price e da fonti terze e non sono stati verificati in maniera indipendente. Le dichiarazioni previsionali si riferiscono esclusivamente alla data in cui vengono formulate e T. Rowe Price non si assume l'obbligo di aggiornare le dichiarazioni previsionali e non si impegna a farlo.
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