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Di   Josh Nelson, Scott Berg
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Mercati azionari a trazione più ampia

Un ampliamento della gamma di opportunità è in rampa di lancio, negli Stati Uniti e nel resto del mondo

Giugno 2025, Mercati ed economia

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The broadening of equity markets - accelerated by the new administration’s policies on trade and national security - is significantly influencing capital flows.  These changes are prompting investors to seek global diversification and favor active management strategies.  As a result, this evolving landscape presents expanded opportunities across all markets. 

U.S. stocks have underperformed international markets – marking a notable shift after years of U.S. stock market dominance.   

In the developed world, European stocks are outperforming their U.S. counterparts, benefiting from lower valuations and potential advantages from central bank rate cuts and increased government spending. Meanwhile, Japan's strong fundamentals and undervalued stocks offer promising prospects.

In emerging markets, opportunities may arise from select countries such as India, Argentina, Indonesia, and Saudi Arabia. Each of these countries is leveraging reforms, demographic advantages, and sectoral growth to offer compelling opportunities for global investors.

By sector, in a higher inflation environment, value stocks in energy, materials, and industrials, even financials may be poised for a comeback.  

As leadership in equity markets evolves, investment opportunities are expanding across the globe. In this dynamic environment, maintaining a diversified approach and focusing on identifying high-quality companies are essential for capturing growth and managing risk.

Un ampliamento della gamma di opportunità nei mercati azionari era già in rampa di lancio prima della vittoria di Trump alle elezioni presidenziali; le politiche commerciali implementate sin da gennaio dalla sua amministrazione hanno solo accelerato questo trend. L’ampliamento dell’universo azionario investibile prenderà piede sia nel mercato statunitense che nel resto del mondo. Stiamo tornando in un contesto in cui possono risultare efficienti più settori e regioni, che quindi richiede diversificazione e favorisce la gestione attiva.

L’ampliamento della leadership di mercato è già in corso d’opera: nel 2025, molti mercati azionari del resto del mondo hanno sovraperformato gli indici statunitensi. Questo trend di ampliamento della leadership dovrebbe proseguire anche nel secondo semestre dell’anno. Se è pur vero che il programma di deregolamentazione e tagli alle imposte, annunciato dall’amministrazione Trump, agirà da volano per l’economia USA, nel breve termine tale slancio sarà con ogni probabilità frenato dall’attuale incertezza sui dazi e sul loro impatto sulle imprese e sui consumatori statunitensi.

Al contempo, l’era in cui il ristretto gruppo di colossi tecnologici, i “Magnifici Sette”, egemonizzava l’S&P 500 e, di conseguenza, contribuiva al predominio mondiale dei titoli statunitensi, potrebbe ora lasciare spazio a una nuova fase, in cui a sovraperformare è invece una più ampia gamma trasversale di azioni. Il differenziale di crescita degli utili tra i titoli tecnologici e il resto dell’S&P 500 si sta assottigliando e pensiamo che questo trend possa proseguire (Figura 1). La comparsa sulla scena mondiale di start-up come la cinese DeepSeek evidenzia come l’innovazione dell’AI non sia più concentrata nelle mani di poche aziende, che vantano una capitalizzazione di mercato da migliaia di miliardi di dollari.

Mentre l’inflazione USA rimane più elevata, e per un lasso temporale più lungo, i titoli value, che storicamente hanno sovraperformato i titoli growth in contesti inflazionistici, sono destinati a diventare di nuovo più competitivi. L’universo value presente nel settore industriale, energetico e dei materiali, per citare qualche esempio, storicamente ha regalato buone performance nei periodi segnati dall’inflazione.

L’India e l’Argentina in prima fila tra i mercati emergenti

Le opportunità di diversificazione regionale con buona probabilità arriveranno principalmente dai Paesi dei mercati emergenti. In questo gruppo, l’India appare ben posizionata; i due mandati del Primo Ministro Narendra Modi hanno apportato una solida crescita economica, insieme a riforme e investimenti. Grazie alla sua vasta economia, alimentata dal mercato interno, l’India è più impermeabile alla volatilità legata ai dazi rispetto a molti dei suoi “rivali” e dispone della sufficiente massa critica, misurata in portata economica, infrastrutture, adozione del digitale e crescita della classe media, per proseguire nel proprio percorso di crescita. Sebbene le valutazioni dei titoli azionari indiani permangano elevate, la resilienza del mercato e i solidi fondamentali economici non dovrebbero essere sottovalutati, nel caso in cui si concretizzasse un’opportunità di acquisto.

L’Argentina continua a catturare l’attenzione dei mercati, in una fase contraddistinta dalle riforme promosse dal presidente Javier Milei. Le misure del governo Milei, volte a domare l’inflazione e a ripristinare l’equilibrio di bilancio, hanno contribuito a migliorare le prospettive economiche del Paese, ulteriormente supportate da un prestito da 20 miliardi di dollari USA erogato dal Fondo monetario internazionale. Il rischio di premio associato ai titoli azionari argentini sottintende una loro valutazione tuttora allettante, che incorpora uno sconto rispetto ad alcuni competitor regionali.

Anche i titoli azionari indonesiani e sauditi dovrebbero ottenere buone performance, nel quadro di un più ampio orientamento verso l’azionario internazionale. Al contempo, alcuni Paesi, tra cui in particolare il Vietnam, sono alle prese con un contesto più intricato all’orizzonte, in quanto impegnati a districarsi nel bel mezzo delle tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Il predominio delle azioni tecnologiche sta svanendo

(Fig. 1) La differenza nella crescita degli utili tra il tech e gli altri settori si sta riducendo

Dati al 31 dicembre 2024.

Fonti: Standard and Poor’s, Refinitiv, FactSet, UBS. Consultare per maggiori informazioni.
1 TECH+ è il settore tecnologico, che comprende Interactive Media & Services, Interactive Home Entertainment, Netflix del comparto Movies & Entertainment e Amazon.
E = Stime. I risultati effettivi potrebbero differire sostanzialmente dalle stime.

Le azioni europee evidenziano valutazioni interessanti

Volgendo lo sguardo oltre i mercati emergenti, le azioni europee hanno sovraperformato le omologhe statunitensi quest’anno e sembrano avere le carte in regola per proseguire questo trend favorevole. Le azioni europee scambiano ora a un rapporto prezzo-utili inferiore rispetto a quello delle azioni statunitensi e hanno più probabilità di beneficiare di un taglio dei tassi da parte della banca centrale. La decisione della Germania di porre fine al suo freno al debito di lungo corso consentirà di incrementare la spesa per la difesa e gli investimenti, sebbene la prospettiva di una contrazione degli scambi commerciali con gli Stati Uniti potrebbe indurre l’Unione europea a introdurre riforme (oltremodo) necessarie.

“La decisione della Germania di porre fine al suo storico freno all’indebitamento consentirà un aumento degli investimenti...”
Josh Nelson, Head of Global Equity

Da monitorare resta il mutevole scenario dei dazi, esemplificato dall’annuncio degli Stati Uniti, il 23 maggio scorso, di imporre dazi del 50% su tutti i prodotti dell’Unione europea, salvo poi proporre un rinvio pochi giorni dopo. L’ampiezza, la portata e la velocità con cui saranno implementati i dazi potrebbero creare ulteriore volatilità per le azioni europee e statunitensi.

Infine, sebbene il Giappone sia stato maggiormente colpito dai dazi rispetto all’Europa, per effetto della propria maggiore dipendenza dall’export verso gli Stati Uniti, le azioni del Sol Levante appaiono sottovalutate rispetto ai trend storici e alle azioni dei competitor mondiali. I solidi fondamentali sottostanti del Giappone, come ad esempio il florido settore societario, gli alti tassi di risparmio, le riforme in corso alla governance societaria e la ricomparsa di un tasso di inflazione positivo, sono tuttora ben presenti e costituiranno dei punti di forza, soprattutto in caso di firma di un accordo commerciale favorevole con gli Stati Uniti.

In una fase in cui la leadership dei mercati azionari diventa più contendibile, il mix di opportunità verosimilmente si amplierà in tutti i settori e Paesi. Per affrontare con successo l’attuale scenario servirà diversificare e porre una rinnovata attenzione alla capacità di individuare società di elevata qualità. Un mercato più ampio offre maggiori opportunità, ma comporta anche dei rischi aggiuntivi.

In sintesi

L’ampliamento della leadership dei mercati azionari dovrebbe avvantaggiare i titoli value e alcuni mercati emergenti, come l’India e l’Argentina.

Josh Nelson Head, Global Equity Scott Berg Portfolio Manager

Gli specifici titoli citati e descritti sono riportati a soli fini informativi e non costituiscono raccomandazioni.

1 La diversificazione non può garantire un guadagno o proteggere dalle perdite in un mercato in calo.

Appendice

Rischi di investimento:

L’investimento attivo potrebbe comportare costi più elevati rispetto a quello passivo e non è escluso che possa sottoperformare il mercato in generale o le soluzioni passive con obiettivi analoghi. La situazione e le circostanze di investimento di ogni persona sono differenti. Gli investitori dovrebbero valutare tutti gli aspetti prima di investire.

Gli investimenti internazionali possono essere più rischiosi di quelli effettuati negli Stati Uniti, a causa degli effetti avversi dovuti alle oscillazioni dei tassi di cambio, alle differenze in termini di struttura e liquidità di mercato, nonché a sviluppi specifici a livello nazionale, regionale o economico. I rischi insiti negli investimenti internazionali sono più accentuati per gli investimenti nei mercati emergenti e nei Paesi con mercati di frontiera. I Paesi emergenti e con mercati di frontiera tendono ad avere strutture economiche meno mature e variegate, insieme a sistemi politici meno stabili, rispetto ai Paesi con mercati sviluppati.

Le materie prime sono soggette a maggiori rischi, quali una più elevata volatilità dei prezzi, rischi geopolitici e di altra natura. I prezzi delle materie prime possono essere soggetti a fasi di estrema volatilità e a rilevanti oscillazioni di prezzo.

TIPS Nei periodi di inflazione bassa o pari a zero, altri strumenti obbligazionari, come i Treasury USA, possono ottenere migliori risultati rispetto ai titoli del Tesoro protetti dall’inflazione (TIPS).

L’investimento nei titoli tecnologici comporta rischi specifici, tra cui la possibilità di registrare considerevoli differenze nella performance e, in genere, ampie oscillazioni dei prezzi, al rialzo e al ribasso. Le società tecnologiche possono essere condizionate, tra i vari aspetti, dai seguenti fattori: forte concorrenza, norme governative, utili inferiori alle attese, dipendenza dalla protezione dei brevetti e dalla rapida obsolescenza dei prodotti e servizi a causa delle innovazioni tecnologiche o delle mutevoli preferenze dei consumatori.

A causa della natura ciclica delle società attive nelle risorse naturali, i loro corsi azionari e la crescita degli utili possono seguire un trend discontinuo.

L’ approccio value all’investimento implica il rischio che il mercato impieghi molto tempo per riconoscere il vero valore intrinseco di un titolo o che viceversa un titolo considerato sottovalutato risulti in realtà adeguatamente prezzato. I titoli growth sono soggetti alla volatilità correlata all’investimento in azioni ordinarie e i loro corsi azionari possono oscillare maggiormente rispetto a quelli dei titoli orientati al reddito.

I corsi azionari dei titoli small-cap sono in genere più volatili rispetto a quelli dei titoli large-cap.

Tutti gli investimenti implicano dei rischi, inclusa l’eventuale perdita del capitale. La diversificazione non può garantire un profitto né proteggere contro eventuali perdite in un mercato in calo. La performance dell’indice è riportata a scopo puramente illustrativo e non rappresenta la performance di alcun investimento specifico. Gli investitori non possono investire direttamente in un indice.

I titoli a reddito fisso sono esposti al rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di rimborso e rischio tassi d'interesse. Un aumento dei tassi di interesse fa generalmente diminuire il valore dell’obbligazione. L’investimento in obbligazioni high yield implica un rischio di volatilità del prezzo, illiquidità e default più alto rispetto ai titoli di debito di qualità superiore. L’investimento in prestiti bancari può, in alcune circostanze, diventare arduo da valutare ed estremamente illiquido, in quanto è soggetto a rischi di credito, come il mancato pagamento del capitale o degli interessi, fino ad arrivare al rischio di insolvenza e liquidazione giudiziale.

T. Rowe Price avverte che le stime economiche e le dichiarazioni previsionali sono esposte a numerosi presupposti, rischi e incertezze che possono variare nel tempo. I risultati effettivi possono essere molto diversi da quelli indicati nelle stime e nelle dichiarazioni previsionali e i risultati futuri possono differire in misura significativa dalla performance storica. Le informazioni fornite nel presente documento sono riportate a scopo puramente illustrativo e informativo. I dati storici utilizzati come base per l’analisi si basano su informazioni raccolte da T. Rowe Price e da fonti terze e non sono stati verificati in maniera indipendente. Le dichiarazioni previsionali si riferiscono esclusivamente alla data in cui vengono formulate e T. Rowe Price non si assume l'obbligo di aggiornare le dichiarazioni previsionali e non si impegna a farlo.

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